The Killers – DatchForum, Assago (MI) 17 febbraio 2009

Partiamo col dire che esibirsi due giorni prima degli Ac/Dc non è roba da poco. Chiaro, si parla di due generi opposti, di due band diversissime e via dicendo, però è altrettanto inevitabile constatare che i Killers hanno fatto un concertino ordinato, pulito, ricco di hits (durato a malapena un’ora e mezza), davanti a un sold out non indifferente e ottenuto sovraesponendo a dismisura su radio e network d’ordinanza dei brani carini facendoli passare come nuovi profeti sonori. Vedremo il 19 Angus e compagni quanto suoneranno e come imposteranno il concerto e verificheremo se le nuove leve della (old) new wave che fu provenienti da Las Vegas, band sulla cresta dell’onda del 2008 e attesissima da queste parti, sarà stata col senno di poi all’altezza della situazione.

Introduzione polemica (e anche inutile se vogliamo) a parte, possiamo affermare senza troppi giri di parole che i Killers hanno fatto un buono show. Megaschermo, luci giuste, trovate tipo quattro palme (!) a fondo palco, una buona resa acustica e un inizio setlist molto saggio (guarda un po’ i singoli ultraconosciuti anche da chi di musica non capisce una bega arrivano subito per gasare e accontentare i presenti) sono tutti elementi che fanno capire che i ragazzi se non altro hanno le idee giuste e hanno le carte in regola per recitare la parte delle navigate star. Il frontman non incanta a livello vocale, Brandon Flowers è lì per fare il personaggio e benché le sue doti di intrattenitore non siano certo eccelse, fa la sua figura di fronte a un’audience che non gli chiede sicuramente di essere superman ma solo di essere un figo che canta roba figa. Come già detto l’apertura viene dedicata alle megahit, spazio all’iperinflazionata “Human”, quindi “Somebody Told Me” e dopo sparse “For Reason Unknown”, “Spaceman”, “Mr Brightside”, “All These Thinks I’ve Done”.

Indubbiamente l’intensità e il coinvolgimento calano dopo la prima mezz’ora (un po’ come i dischi da studio di Killers e simili) ma nel complesso la sufficienza è meritata. La band ha svolto bene il compitino anche senza mettere in mostra doti esecutive o carismatiche da stracciarsi le vesti: riproposizioni abbastanza fedeli dei pezzi, poca imprevedibilità e una discreta sostanza. La prova del nove su palchi più grandi avverrà in estate con Arena di Verona e Roma, per ora un gruppo discreto con buone doti e ancora tanto da dimostrare son stage. Il tempo ci dirà se sono effettivamente la sintesi perfetta della new wave ottantiana rivista nel nuovo millennio oppure un buon gruppo. Sì insomma, la differenza è minima no?
 
Piero Lisergi

 

LE FOTO DELLA SERATA (Credits: Universal Music Italy)

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