The Prince’s Trust Rock Gala 2010 Experience

Royal Albert Hall, Londra (UK) 17/11/2010. Il concerto annuale dedicato alla raccolta fondi legata al progetto del Prince’s Trust, ormai giunto alla venticinquesima edizione, è universalmente considerato uno degli eventi di maggior interesse del panorama musicale inglese.

Dalla prima edizione ad oggi, dal palco della Royal Albert Hall sono passati un po’ tutti: dai tre Beatles agli Stones, passando per Eric Clapton, Who e tutti maggiori artisti del Regno Unito. Una ricorrenza così prestigiosa come il quarto di secolo non poteva che essere festeggiata nel più “regale” dei modi: con la presenza di Brian May e Roger Taylor dei Queen a chiudere uno spettacolo che ha visto avvicendarsi nomi del calibro di Status Quo, Phil Collins ed Eric Clapton, solo per citarne alcuni. Ma andiamo con ordine. La cornice dell’Albert Hall è di quelle che non scordi più, ma neanche il tempo di abituare gli occhi alla sua maestosità, che il pubblico si trova a ballare (sì, il tasso alcolico è già elevato) insieme agli Status Quo sulle note di “Whatever You Want” e “Rockin’ Around The World”, proprio come al Live Aid del 1985. Da qui in avanti sarà un crescendo di emozioni, un mix di nuovi talenti e vecchie leggende che farà la gioia dei paganti, provenienti per lo più dai dintorni, ma tra i quali si scorge un gran numero di italiani. Tom Jones, Jamie Cullum, Midge Ure, ma anche Paloma Faith e Jools Holland hanno aperto la strada all’ultima parte di show, sancita dall’ingresso di Phil Collins, molto probabilmente alla sua ultima esibizione nel Regno Unito, che ha fatto perdere la testa ad un pubblico già “caldo”. La classica “You Can’t Hurry Love” e due brani dal recente “Going Back” sono bastati a rendere il teatro più celebre d’Europa una pista da ballo gigantesca, mentre l’ingresso di Eric Clapton, per un set acustico, ha riportato un po’ di sobrietà sugli spalti. Slowhand non ha rinunciato però alla sua Blackie, concludendo il proprio set dopo mezz’ora di classe pura e dimostrandosi ancora una volta uno dei musicisti più ispirati della storia del rock. Come anticipato, il finale di serata spetta ai Queen, o meglio a chi continua  a tenere alto il glorioso nome della band: Brian e Roger. L’inizio è di quelli che t’aspetti, con “These Are The Days Of Our Lives” (con l’assolo più bello di May degli ultimi 5 anni), che sfuma in “Last Horizon”, quasi a rimarcare una continuità con i tour insieme a Paul Rodgers. Dopo di che, quello che nessuno immaginava: presentato il cantante dei Keane, Tom Chaplin, May annuncia l’esecuzione di brani che il gruppo non esegue da molti anni; parte così “It’s A Hard Life”, resa in modo sublime da Chaplin, che si dimostra singer di razza e che tiene la stessa tonalità “impossibile” di Mercury. Ancora non ci siamo ripresi che, per colpa di Midge Ure, May e Taylor attaccano “Seven Seas Of Rhye”, anche questa mai riproposta dopo il “Magic Tour”, che lascia esterrefatti i presenti. Finale super classico sulle note di “We Will Rock You”, cantata all’unisono dai partecipanti al gala e che vede tornare Phil Collins dietro alle pelli, ultimo vero regalo di una serata difficile da dimenticare.

Si ringrazia Raffaella Rolla e l’entourage dei Queen, nella persona di Jim Beach, per l’occasione offertaci.

Luca Garrò

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