Therapy?, Londra (UK) 9 aprile 2014

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I Therapy? hanno incendiato Londra con un concerto dedicato allo storico “Troublegum” e a diverse B-Sides. Ecco com’è andata nel racconto di un vecchio amico di Outune, Nicolò Barovier.

Disclaimer: il seguente report l’ho scritto a caldo e in qualità di fan dell’ultima ora (scoperti sull’ondata di recensioni positive in seguito al loro concerto a Knebworth 2010); non avendo mai avuto altre occasioni di vederli live è quindi possibile che la mia esaltazione dovuta a uno show che considero sopra le righe sia in realtà ordinaria amministrazione agli occhi di un fan più navigato. Concerto pazzesco quello dei Therapy?, sono ancora incredulo: forse esagero ma poter dire, tra qualche ann,o “io c’ero” suona così irreale tanto eccezionale è stato, sicuramente al di sopra di ogni previsione. Del resto quante sono le probabilità che nella vita capiti di:
assistere a un concerto dei propri gruppi preferiti;
sentirli suonare per intero un album storico;
vederli in forma smagliante, instancabili, come se i venticinque anni di carriera fossero un’inezia;
il tutto in una venue perfetta, grande ma non troppo (tanto che con un colpo d’occhio puoi abbracciare l’intera scena senza perderti niente), interamente sold out e con un’acustica di tutto rispetto;
su un palco alto appena mezzo metro e distante dalla prima fila poco di più, tanto che basterebbe allungare il braccio per toccare i propri beniamini
Quante, allora? Io credo veramente pochissime.

Eppure stasera è successo, e questo concerto finisce di diritto nella mia top personale di sempre (su un totale che si sta avvicinando ormai alla tripla cifra). Raramente ho visto musicisti tanto umili, sorridenti, davvero felici di essere su un palco, che non si perdono in eccessive autocelebrazioni, ma snocciolano un pezzo dopo l’altro con assoluta professionalità. Incredibile l’impatto, l’energia, il tiro di ogni singolo brano: anche nei rari momenti di “calma” si è sempre sul filo del rasoio, si salta, ci si dimena, si scalpita e soprattutto si canta ogni singola strofa con Andy e Michael, che tengono la scena splendidamente, senza accusare mai cali fisici o cedimenti vocali. Io e il resto dei convenuti siamo una sola voce, e la sintonia con la band tocca massimi livelli da subito: i cori su “Screamager” e “Die Laughing” sono stati talmente intensi che ho i brividi ancora adesso. Dopo i primi sei brani il biglietto d’entrata, l’hotel, il volo in aereo, l’attesa, la pianificazione sono stati già ampiamente ripagati, e siamo solo all’inizio.

Pezzi che raramente hanno trovato spazio live suonano mostruosamente bene, durante “Isolation” c’è pure l’esecuzione di una cover nella cover, grazie agli accordi accennati di “Lost Control”; “Femtex” è un macigno, “Brainsaw” col suo ritornello finale ripetuto suona come un grido liberatorio.

Il tempo (purtroppo) vola, e una volta terminato Troublegum tocca alla seconda parte, quella con le vere chicche: tutti i B-sides presenti nei vari EP e singoli del periodo ’93-’94. Lo ammetto, quanto lessi la notizia ero scettico, ma alla prova dei fatti mi sono dovuto ricredere, poiché quasi tutti si rivelano essere delle enormi sorprese: brani diretti, figli della loro vena più punk, che suonati live rendono mille volte meglio che non su disco. Giusto per citarne un paio, cercate in rete qualche video di “Evil Elvis” o “Pantopon Rose”e poi fatemi sapere (ma pure questa eh?, ndJC)…

In mezzo a tutto questo, vi è anche la rappresentanza di una tripletta di tutto rispetto proveniente dagli album della prima metà degli anni ’90: “Misery”, “Teethgrinder” e la conclusiva “tipica ballata irlandese” (come definita da Mr. Cairns), ovvero “Potato Junkie”, vengono accolte con ovazioni quanto tutto il resto della scaletta. Gli applausi scroscianti dell’intera London Scala nel finale sono poca cosa rispetto al calore dimostrato durante l’intero show, e dagli sguardi estasiati dei Therapy? l’impressione è che si siano divertiti quanto noi.

Un concerto perfetto, sono fiero di averne preso parte. La scelta di fare un ristretto numero di date esclusivamente su territorio inglese è stata vincente: probabilmente se avessero optato per un tour più esteso la magia non sarebbe stata la stessa, si sarebbe di certo persa l’intensità caratterizzante questi show britannici che verranno invece ricordati da chi c’era come qualcosa di veramente speciale.



 

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