Tokio Hotel – PalaFabris, Padova 26 marzo 2010

Una folla di genitori al di fuori del PalaFabris (e molti anche all’interno delle sue mura) e una valanga di ragazzine in delirio, per uno show che, per molte di esse, è stato il rito di iniziazione nel mondo della musica live: i Tokio Hotel sono sbarcati a Padova e hanno sfondato, con un concerto che, pur presentando una grossa sbavatura, si è rivelato di altissima qualità.

Bill Kaulitz, cantante e presenza scenica principale del combo tedesco, inizia a sentire il peso degli anni: paradossalmente avendo da poco superato la ventina, cavalli di battaglia come “Monsoon” sono stati riarrangiati e abbassati di qualche tono per far fronte ai limiti dovuti alla crescita anagrafica di un talento naturale che resta comunque notevole.

Palco delle grandi occasioni per una band che ha grazie all’impatto visivo una buona parte del suo successo live: luci da grande produzione internazionale, una passerella centrale rialzata nella quale dominava la batteria di Gustav Schaefer (drumkit che era in una pedana mobile, che si è alzata ed abbassata durante lo show), e una grande sfera di metallo al centro del palco, la quale apertura e chiusura segnava anche il “destino” dello show. Ottimo anche il contorno: look ben curato per il chitarrista Tom e Georg, che non si discostano dal tipico apparire dei giovani alternativi, mentre per il già citato Gustav una canottiera che, grazie anche al fisico robusto e agli occhiali, lo fa sembrare un mix tra un bancario e un muratore. Capitolo a parte per Bill Kaulitz: costumi spettacolari per lui, con una certa prevalenza per il nero similpelle, tra cui un abito che ricordava molto quello di Iron Man e un altro i robot dei cartoni animati giapponesi. Peccato per alcuni dettagli un po’ trash, più precisamente la moto futuristica e il pianoforte in fiamme.

Scaletta nella quale ha trovato spazio egemone l’ultima release “Humanoid”, proposta nella sua quasi interezzaa, con pochi rimandi al passato e tante esclusioni clamorose (una “Scream” non avrebbe sfigurato nella setlist). Brani comunque proposti in maniera fedele dalla band con uno spazio acustico dedicato a “Humanoid” e “Phantomrider”. Brani cantati da tutto il pubblico, composto in gran parte da ragazzine che difficilmente superavano i 15 anni di età.

Successo clamoroso per la data patavina dei Tokio Hotel, a conferma del disco di platino ottenuto nel mercato italiano. Certo, il roseo presente difficilmente si ripeterà nel medio-lungo periodo: questi anni on the road gioveranno sicuramente ai quattro ragazzi tedeschi, come esperienza e come maturità su palco e in studio. Ma se a tutto questo non seguirà una evoluzione nel sound che ampli la loro fanbase oltre ai pre-teen, magari con una svolta più visual kei-oriented alla Dir En Grey, il rischio che nel giro di pochi anni i Tokio Hotel verranno ricordati come meteora del mercato discografico non è da escludere tra le varie ipotesi.

Setlist: Intro / Noise, Human Connect to Human, Break Away, Pain of Love, World Behind My Wall, Hey You, Alien, Ready, Set, Go!, Humanoid, Phantomrider, Dogs Unleashed, Love & Death, In Your Shadow (I Can Shine), Automatic, Screamin’, Darkside of the Sun
Encore: Zoom Into Me, Monsoon
Encore 2: Forever Now

Si ringrazia Zed Live per la consueta collaborazione

Nicola Lucchetta

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