Tom Waits – Arcimboldi, Milano 17 luglio 2008

 

Il 17 Luglio 2008 si è tenuto a Milano il primo di tre concerti di Tom Waits, che mancava dal nostro Paese dalle tre date fiorentine del 1999.
Il bellissimo (per architettura, visibilità e acustica) Teatro degli Arcimboldi è gremito dell’umanità più varia: da musicisti come Capossela, Peter Buck e Mike Mills dei R.E.M. a fanatici “rain dogs” che attendono seduti vicino al muretto contornati da bottiglie di Heineken.

Il pubblico attende pazientemente l’inizio dello show che sembra non arrivare mai (si saprà poi che il ritardo era dovuto al fatto che Tom Waits ritoccava la scaletta continuamente), nel frattempo dagli strani e colorati megafoni presenti sul palco si propaga vecchia musica americana. Dopo una lunga attesa entra in scena finalmente Tom che, con una bombetta in testa, sulle note di “Lucinda” mista a “Ain’t Goin’ Down to the Well no More” batte il tempo con i grossi scarponi neri alzando un polverone bianco che insieme alle luci crea un’atmosfera sporca, infernale, misteriosa, circense e giocosa allo stesso tempo.
Il carismatico Artista californiano propone senza sosta bellissimi brani che coprono gran parte della sua carriera. La padronanza del palco e soprattutto della voce è assolutamente ottima, non ci si poteva veramente aspettare di meglio, è stato grandioso!

Dopo qualche brano Tom comincia a prendere più tempo tra una canzone e un’altra e regala anche un momento simpaticissimo prima di cantare “Eyeball Kid” incentrato proprio su un suo occhio…oppure chiede al pubblico se quel “Hey Tom, va da via i ciapp!” che si è sentito dire sia un modo per dargli il benvenuto a Milano.

Il nome del tour è “Glitter and Doom” e rispecchia benissimo l’atmosfera dello show. Le luci e la cavernosità della voce si scontrano coi il luccichio dei coriandoli argentati e dorati che piovono sul cantante durante “Make it Rain” o della bombetta ricoperta di specchietti che Tom indossa riempiendo di raggi di luce il teatro così come succede con le palle specchiate delle discoteche. Il fatto di incantare il pubblico e rendere magico un momento senza l’ausilio di effetti speciali ma con semplici giochi da artista di strada è assolutamente in linea con il personaggio di Waits. Il momento più toccante è stato certamente quando Tom ha suonato al pianoforte, accompagnato solo dal contrabbasso, pezzi splendidi come “On the Nickel”, “Tom Traubert’s Blues”, “You can Never hold back Spring” (dedicata ovviamente agli amici, presenti tra il pubblico, Roberto Benigni e Nicoletta Braschi) e “Innocent When you Dream” che ha fatto commuovere moltissimi tra noi presenti.
Ripensare al modo in cui Tom Waits ringraziava e salutava il pubblico, al suo agitare in modo scoordinato le dita, ai suoi movimenti dinoccolati, alla sua voce profonda e ai suoi falsetti e sospiri unici, al suo modo di agitare la bombetta in segno di gratitudine, emoziona di per se.

Tom Waits è un uomo infinitamente più straordinario di tanti personaggi costruiti ad hoc ma è assolutamente autentico. Gli hanno reso da sempre omaggio con cover o dichiarazioni di stima artisti vari come Bob Dylan, Bruce Springsteen, i Ramones, i Pearl Jam e tanti altri. Tom Waits appartiene davvero a quel mondo popolato da sventurati, puttane, dimenticati, sfortunati, soli e ubriachi che popolano le sue canzoni, passava davvero la notte a dormire sbronzo nella macchina parcheggiata davanti al locale dove la sera si esibiva, veniva veramente trovato prima dei concerti a bere per dimenticare una realtà forse troppo dura per una sensibilità come la sua. Ha davvero quella voce così incredibile! Grazie Tom per la tua Arte, la tua sensibilità e la tua infinita dolcezza. Grazie per essere tornato a ricordarci che siamo innocenti quando sogniamo. E’ questa l’America che amiamo di più.

P.S.: Molte parole sono state spese per criticare gli alti prezzi del concerto. Io mi sento solo di ringraziare infinitamente Tom per il fatto di aver sempre scelto solo posti piccoli per poter far godere appieno il pubblico dei suoi spettacoli anche se è normale che questa scelta artistica (a mio parere necessaria e giustissima) influisca sul prezzo finale del biglietto.

Setlist: Lucinda / Ain’t goin’ down to the well no more, Way down in the hole, Falling Down, November, All the world is green, Black Market Baby, Hang down your head, Misery is the river of the world, Eyeball Kid, On the Nickel, Tom Traubert’s Blues, You can never hold back spring, Innocent when you dream, Lie to me, Hoist that rag, Trampled rose, I’ll shoot the moon, Jockey full of bourbon, Dirt in the ground, Make it rain, Hold on, Goin’ out west, Anywhere I lay my head.

Qualche video dal canale esterno Youtube

Paolo Bianchi

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