Vasco Rossi – Stadio Olimpico, Roma 27 giugno 2007


Mercoledì 27 Giugno è arrivato e per tanti fan romani (e non) è finita l’attesa.
Dopo tre anni Vasco torna nella Capitale, l’atmosfera è quella delle grandissime occasioni e lo stadio Olimpico, neanche a dirlo, è strapieno.
Si susseguono, prima del concerto vero e proprio, le esibizioni di Fabrizio Moro e del DJ “figlio d’arte” Davide Rossi (e di altri prima che personalmente non ho fatto in tempo a vedere).
Il palco è immenso e complesso, pieno di schermi e tra le impalcature è possibile scorgere tronchi rami e foglie bianche, Vasco stesso ha spiegato in un’intervista la particolarità di questo palco dicendo che è così che sotto certi aspetti lui vede la società odierna, come una “giungla” appunto.

Intorno a me leggo simpatici striscioni, come “Voglio il vino”, “Fibrillazioni cardioVASCOlari”, “Vasco per te ho saltato gli esami!”, “Sono ancora in coma” e ripenso che il più bello forse è stato quello apparso qui a Roma nel 2004 e che portava la scritta “Veni, Vidi, Vasco”.
Il momento s’avvicina e dalla tribuna s’alza una voce sentenziosa e rassicurante: “Tra sette minuti c’embocca er Blasco!”
Sono le 21:20 circa quando si spengono le luci ed inizia il lunghissimo “Intro”.
Dopo qualche interminabile minuto un boato saluta il Re incontrastato del Rock Italiano… Vasco Rossi entra con il tipico berretto militare, occhiali da sole con montatura bianca, giacchetta di pelle rossa, jeans e scarpe a punta pitonate intonando la neonata “Basta Poco”.
Finito il primo brano saluta tutti con un “Ciao Roma! Ciao Capitale! Ciao Mondo! Ciao Roma!” e attacca subito con la magnifica “Cosa c’è”, a questo punto anche i fan di vecchia data sono presi dal massimo dell’entusiasmo e la gioia è straripante, Vasco si toglie gli occhiali e li getta tra il pubblico che si esalta ancora di più.
Continua con l’ironica “Blasco Rossi” e il reggae all’italiana di “Voglio andare al mare” che cantano in pochissimi, come era immaginabile.
Dopo altri due brani Vasco raggiunge uno dei picchi assoluti di tutto il concerto con una performance scandalosamente bella di “Lunedì”. Gli anni ci sono ma l’importante è che non si notino, e così è!
Dopo un brano inedito, dal titolo “Non Sopporto” le note iniziali di “Anima Fragile” ci strappano via le prime lacrime della serata, già a questo punto il concerto ha ripagato tutte le aspettative, l’attesa e i soldi spesi. E’ già un successo assoluto.
“Siamo soli”, “Un senso” e pausa, poi dopo pochi minuti si ricomincia col un bel medley: “Domani sì adesso no, La strega, Domani sì adesso no reprise, Cosa vuoi da me, Delusa, Sono ancora in coma”.

Per “Vivere una favola” si accende qualche fumogeno qua e là nello stadio, l’ambiente si illumina ovviamente anche con gli accendini che rimangono vivi fino all’incandescenza anche per la successiva “Stupendo”.
Dopo “Come stai” Vasco chiede a tutti i suoi fan “Come state?” scatenando l’ennesimo boato e lui, giocosamente, risponde ad un fan delle prime file “Te non stai mica tanto bene”.
Con “Sally” si piange di nuovo e dopo questo pezzo immenso ci aspettano altri brani-classici e immancabili del repertorio come “C’è chi dice no”, attaccata come ormai è consuetudine a “Gli spari sopra”, “Siamo solo noi”,”Bollicine” cantata da tutto lo stadio tranne che da Vasco che gira per la passerella, senza nemmeno portarsi il microfono, con tanto di occhiali da sole per fare un po’ la rock star, “Vivere”, “Vita Spericolata” e l’immancabile chiusura con “Albachiara” prima della quale il Blasco ironico, felice ed ancora energico canticchia “Arrivederci Roma…”.
Altre chicche della serata che vale la pena citare sono state “Ciao” che da un po’ di anni mancava in scaletta e la giustamente immancabile “Canzone” come commovente omaggio a Massimo Riva, storico amico e chitarrista di Vasco scomparso nel ’99.

Che dire… Vasco ha dimostrato nonostante tutto e tutti che di concerti ai suoi livelli in Italia non ne esistono. La capacità che ha di farti piangere o spintonare, di renderti aggressivo o sorridente, fino alla stanchezza fisica, senza mai perdere ritmo ce l’ha solo Vasco Rossi. E’ questa una prerogativa non delle rock star ma solamente delle grandissime rock star.
Purtroppo il nostro Paese provinciale (e non parlo del provincialismo buono come quello di Vasco stesso) nonostante renda numerosi omaggi a questo personaggio tramite speciali vari ai TG, interviste e uscite discografiche di vario tipo non si è reso ancora conto in modo chiaro e definitivo del valore poetico e artistico di questo vero e proprio Mito, di questo rocker così dolce ed emozionante. Per molti Vasco è ancora soltanto un personaggio, anche per molti che lo apprezzano. Basterebbe assistere ad un concerto come questo per rendersi minimamente conto di quale fenomeno “unico” dovremmo rimpiangere quando Vasco Rossi terminerà la propria attività discografica e concertistica (speriamo che accada tra mille anni!).
Ancora una volta sento il dovere di ringraziare con tutto il cuore questo signore nato a Zocca, che ieri ha saputo creare di nuovo quel qualcosa che solo lui può e sa creare, ringrazio i suoi amici musicisti che hanno dimostrato pienamente tutte le loro grandissime capacità e ringrazio anche tutti gli altri fan dell’Olimpico, che hanno dato il loro notevole contributo affinché questa serata diventasse indimenticabile.

Setlist: Intro + Basta poco – Cosa c’è – Blasco Rossi – Voglio andare al mare – La compagnia – Buoni o cattivi – Lunedì – Non sopporto (inedito) – Anima fragile – Siamo soli – Un senso – Interludio – Medley (Domani sì adesso no, La strega, Domani sì adesso no reprise, Cosa vuoi da me, Delusa, Sono ancora in coma) – Vivere una favola – Stupendo – Come stai – Sally – C’è chi dice no – Gli spari sopra – Siamo solo noi – Rewind – Ciao – Stupido hotel + presentazione band – Bollicine – Vivere – Vita spericolata – Canzone (omaggio a Massimo Riva) – Albachiara

P.B.

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