Volumi All’Idrogeno – Palaisozaki, Torino 23 aprile 2006

Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma, questo il motivo della grande rassegna musicale piemontese organizzata dai Subsonica con la partecipazione di alcuni tra i più noti gruppi di Torino e provincia, riuniti insieme in un grande concerto gratuito. La serata conclude una due giorni iniziata con un rave di lettura il giorno prima e cerca, almeno secondo le intenzioni, di fondere musica e letteratura insieme, riunendo artisti e scrittori, musica e scritti.

Imponente il palco montato nel PalaIsozaki, la struttura che aveva ospitato le gare di hockey durante le olimpiadi invernali e che cerca ora una nuova collocazione all’interno del tessuto cittadino, un palco quasi a forma di libro, da sfogliare e scoprire poco per volta, costruito in modo tale da accogliere tutta la strumentazione di tutti i gruppi per poter annullare gli inevitabili tempi morti del cambio palco.
Scordatevi i classici palchi tutti in piano, ma pensate piuttosto ad un struttura con parti a diverse altezze, come dei terrazzamenti, una specie di collina d’acciaio e pannelli luminosi, di grande effetto visivo; due grandi schermi completano la scenografia e ospiteranno immagini e citazioni durante le esibizioni.
Dal punto di vista prettamente musicale è stata quasi una grande jam session, l’alternanza dei gruppi era continua e senza sosta con momenti di sovrapposizione tra le band che davano vita a formazioni mai viste e che probabilmente sarà difficile rivedere insieme, uno su tutti i Marlene Kuntz con i Mau Mau, diversi praticamente in tutto, ma che insieme hanno dato vita a un qualcosa di nuovo ed estremamente interessante.
Aprono le danze Lalli e i Gatto Ciliegia, a ruota i Perturbazione e i Marlene Kuntz, la musica è un fluire continuo, oltre al bombardamento sonoro quello visivo, frasi e immagini si susseguono sui grandi schermi, senza sosta. Il primo momento di una certa rilevanza è stato proprio quello che ha visto coinvolti i Marlene Kuntz con i Mau Mau, accompagnati da quattro percussionisti brasiliani che hanno omaggiato Cervantes e il suo Don Chisciotte, tra suggestioni noise e ritmi sudamericani, esperimento a prima vista quasi impossibile da realizzare, ma che invece ha avuto una buona riuscita.
Dopo i Mau Mau è la volta degli Africa Unite, gruppo amatissimo a Torino e lo dimostra la risposta del pubblico, tutti in piedi a ballare sulle note del “Partigiano John” e di “Sottopressione”, tra i brani eseguiti, per finire con una splendida versione di “Tonight” di Madaski, cantata da Bunna e Samuel, ospite sul palco. Gli Africa Unite si confermano come una delle più belle realtà cittadine, grandi musicisti in primis, ma soprattutto grandi trascinatori, in grado di far ballare un palazzetto intero.
Prima delle esibizioni dei big della serata viene proiettato il video “Kartakanta” girato da Luca Pastore, in cui in musicisti e scrittori si sono incontrati per suonare i loro brani preferiti secondo il proprio stile, da John Lennon a Lou Reed passando per i Ramones e con la partecipazione dei Medusa, dei N.A.M.B., degli Statuto, di Mao, degli stessi Linea 77, insieme a scrittori come Culicchia, Oggero, Ormezzano e Montrucchio fra i molti che sono passati attraverso questo esperimento.
Si torna però velocemente alla musica ed è la volta dei Linea 77 con la solita grande carica ed energia; insieme a brani dell’ultimo album come “Sleepless”, “Inno all’odio” e “Evoluzione”, trovano spazio i classici della band, “Touch”, “Fantasma” e la prevedibile “66”, prevedibile per la presenza dei Subsonica, con cui infatti viene suonata e cantata a squarciagola da tutti i presenti. Inizia a farsi tardi, ma la festa non accenna a finire, manca ancora l’esibizione del gruppo probabilmente più atteso dai presenti, i Subsonica. Si inizia con “Il cielo su Torino” e si continua con i brani più noti del loro repertorio, da “Aurora sogna” ad “Incantevole”, ma c’è spazio anche per un brano inedito “Landlesness”, tratto da una pagina del Moby Dick di Melville e insieme a loro sul palco Alessandro Baricco.
Bisogna ancora citare però il contributo dei Wu-Ming che hanno curato e scelto le citazioni che scorrevano durante le esibizioni, anche loro un gruppo, una “band” di scrittori che si è fatta sentire con parole silenziose per tutta la serata.

L.N.

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