Within Temptation – Alpheus, Roma 30 marzo 2007

L’Alpheus è ancora una volta sold out, segno, ormai, che il metallo (almeno nella capitale) sta vivendo un nuovo momento d’oro. Non ci saremmo sicuramente mai aspettati tanto richiamo per una band fino a ieri più che relegata nell’underground, almeno in questa parte d’Europa. Certo, si tratta di un pubblico di teen ager con genitori al seguito. Ragazzine scatenate e fidanzati immusoniti a guardar loro le spalle.

La serata è aperta da Lauren Harris. Il pubblico più giovane e imberbe sembra gradire, noi restiamo indignati. Lei ha una vocina insufficiente ed essere carina non basta per rimpiazzare l’assenza di carisma e di capacità a tenere il palco. La musica sembra ripescata da qualche cantina degli anni 80 e i parruccatissimi (e preparati) musicisti che seguono Lauren ne sottolineano il flavour retro. Il problema però è che la proposta è davvero innocua, 4-5 brani in tutto che sembrano jingle pubblicitari, senza verve, senza fascino. “Ma che è ‘sta roba? Sembra la pubblicità delle Mentos!” esclama un ragazzo vicino a me.
Lauren alla fine della sua manciata di canzonette saluta e va via e, dopo un soundcheck particolarmente lungo, le luci si spengono e salgono sul piccolo palco dell’Alpheus i Within Temptation e danno il via ad un signor concerto.

 

Il gruppo lo avevamo già visto in tutt’altro contesto, con scenografie e un palco grande, ed eravamo curiosi di vedere come sarebbe la resa in un piccolo club.
Il risultato è ottimo, le distanze ravvicinate mostrano un gruppo davvero affiatato e vicino al pubblico. Insomma, una vera band e non un gruppo di supporto a una cantante carina.
L’esibizione procede senza sbavature, i nostri sono perfetti, e vengono snocciolati via via i loro maggiori successi passati e recenti, tra cui segnialiamo Stand My Ground, Mother Earth, Julian, Frozen, Memories, Ice Queen, Decevier Of Fools, What Have You Done, Forsaken.
Il pubblico applaude e canta con energia tutto il repertorio, senza distinzione fra brani nuovi o vecchi. Purtroppo l’esibizione deve terminare entro le 23.30 (!) per lasciare spazio alla discoteca e qualche pezzo deve essere eliminato dalla scaletta: solite storie italiane, insomma.

S.D.N.

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