Wolfmother – O2 Brixton Academy, Londra (UK) 21 gennaio 2010

In questo momento, i Wolfmother rappresentano una delle più credibili band di rock classico che esistano al mondo. Lo dimostrano due album sporchi e tiratissimi, uniti a quattro anni di concerti incendiari come quello, strepitoso, tenuto dal gruppo di Andrew Stockdale alla celebre Brixton Academy di Londra.

Un’accoglienza mai vista in uno degli scenari più suggestivi di sempre, ricambiata da una performance all’altezza della fama del combo. La curiosità era molta, soprattutto per via della nuova line up, sentita fino ad ora solo su disco. Inizio sconvolgente, con quella che ormai per i fan è una vera e propria carrellata di classici: “Dimension”, “Cosmic Egg”, “California Queen”, “New Moon Rising” e “Woman”. Pezzi che avrei pensato chiudessero la serata.
A seguire, “White Unicorn”, che non fa altro che scatenare ulteriormente un pubblico già fuori di sé: a colpire è soprattutto l’energia sprigionata dai quattro, ancora più rumorosi che agli esordi e con volumi da perforazione dei timpani. Stockdale ha carisma da vendere ed è conscio di essere su quella strada che porta verso le grande icone del rock: non ha inventato niente, è vero, ma sa prendere il meglio da un genere dato per morto da quarant’anni, scrivendo, allo stesso tempo, grandissimi pezzi. La splendida “Far Away” arriva a far prendere fiato al parterre tutto, mentre decine di spettatori sono costretti a dare forfait sotto il palco (ad onor del vero, anche per la quantità spropositata d’alcol ingerita nel corso dell’intera serata).
Ad impreziosire un concerto già indimenticabile, arriva anche il pezzo inedito, mai suonato in precedenza ed in linea con la produzione recente. Long live Rock ‘n Roll.

Si ringrazia Universal Music Italy per la collaborazione

Luca Garrò

Foto di Barbara Chimenti

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