Queenmania: biglietti omaggio per Treviso e Milano

Outune e Propapromoz mettono in palio due ingressi per i concerti dei Queenmania al New Age di Treviso (10 aprile) e all’Alcatraz di Milano (15 maggio). Per partecipare è sufficiente inviare una email all’indirizzo info(at)outune.net indicando nell’oggetto QUEENMANIA e specificando nome, cognome e recapito telefonico. I vincitori saranno contattati dalla redazione sotto data.

Chiedendo di partecipare al contest compilando la form (su outune.net o sulla pagina facebook di outune.net o inviando una mail all’indirizzo indicato sopra) l’utente conferma di aver preso visione dell’informativa privacy di Outune.net e di approvarla.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Sonny e Andrea, rispettivamente voce e batteria della band, per presentarvi meglio il loro tributo.

Non accade spessso che un gruppo di cover possa calcare palchi di tale importanza, soprattutto nel nostro paese. Come vi sentite a suonare in luoghi che hanno visto la presenza di artisti quali David Bowie o Robert Plant?
A.Ge : Ci rendiamo perfettamente conto che questo tour attraversa le  più importanti location d’Italia dove si sono esibiti gruppi ed artisti famosi e forse siamo la prima tribute band in Italia a fare questo tipo di passo con tutte le difficoltà e responsabilità che comporta.  Ci sentiamo comunque a nostro agio perchè siamo sicuri di portare in giro uno spettacolo di qualità. Tutto infatti è ampiamente rodato dopo 4 anni di tour ininterrotto (cr 120/130 date ogni anno) con ampi consensi da parte del pubblico ed in ognuno di noi c’è anche il rispetto e la consapevolezza di ciò che stiamo interpretando.

Eseguire cover dei Queen è molto rischioso, dato il seguito del gruppo (anche nel nostro Paese), ma soprattutto per le difficoltà che gli arrangiamenti dei pezzi presentano e, chiaramente, per le doti vocali di cui era dotato Freddie. Come vi siete approcciati agli inizi alla loro musica?
A.Ge : Sicuramente tutto è partito prima di tutto dalla passione che ognuno di noi sin dall’adolescenza per il rock e soprattutto per il sound dei Queen che è certamente ricco e vario e per questo motivo anche stimolante per noi musicalmente …

Avete mai pensato di produrre un album che comprendesse pezzi inediti? Componete musica originale?
Sonny: Certo. Ognuno di noi ha all’attivo esperienze musicali diverse ed anche discografiche … Anche col progetto Queenmania abbiamo in cantiere varie cose, ma non posso anticiparvi nulla per il momento.

I Queen sono l’unico gruppo nella storia in cui ognuno dei componenti ha portato un proprio pezzo nella top five dei singoli. Nemmeno i Beatles sono riusciti in questo. Inoltre sono il gruppo più collezionato al mondo. Tutto ciò non vi crea alcun tipo di pressione prima di andare on stage?
Sonny: Beh, “Under Pressure” ci sentiamo tutte le volte. E’ un grande fardello, ma in fin dei conti piacevole da portare.

Perchè, secondo voi, pur essendo così amati dal pubblico i Queen non sono mai riusciti a conquistare un certo tipo di critica musicale? Anche di fronte a capolavori del calibro di Innuendo, le reazione degli addetti ai lavori è sempre stata a dir poco tiepida, se non apertamente ostile.
Sonny: Per rispondere a questa domanda non basterebbe un libro. I motivi sono tanti, uno è sicuramente il fatto che i primi dischi dei Queen sono piuttosto fuori dagli schemi. I critici solitamente abituati a etichettare, bollare tutto hanno dovuto faticare parecchio per formularne una definizione chiara … Inoltre quegli stessi critici soprattutto in Inghilterra, erano abituatati a tenere in pugno gli artisti emergenti supportandoli positivamente o liquidandoli  frettolosamente con poche frasi  e danneggiandone così il lavoro di anni. I Queen invece non sono entrati in questo meccanismo e sono emersi in fretta e senza l’aiuto di nessuno e questo ovviamente a qualcuno non è andata giù ed ha cercato di fargliela pagare… Insomma, i Queen hanno snobbato la critica e la critica ha snobbato i Queen. E’ stata una cosa reciproca. Ricordiamoci che spesso alcuni critici, sono solo musicisti mancati che parlano attraverso le loro frustrazioni.  …Ovviamente sto parlando di alcuni.

La discografia dei Queen può essere divisa in due, quella relativa ai ’70 e quella del decennio successivo. A quale delle due siete più legati e quali pezzi amate maggiormente suonare dal vivo?
Sonny : Ovviamente siamo più legati ai ’70. Quando si parla di “musica dei Queen”, “stile Queen”, ecc. si fa riferimento a quel periodo. Sono quelli “i veri Queen”. Ma è altrettanto ovvio suonare più hit anni 80, sono quelle che il pubblico riconosce al volo . Il nostro pubblico è composto da gente di tutte le età e non tutti sono dei fans sfegatati dei Queen, noi cerchiamo quindi di accontentare un po’ tutti.

Quanto vi gratifica il fatto di essere così apprezzati sia dai fan, che dagli addetti ai lavori, che così spesso collaborano con voi?
A.Ge : E’ davvero una grossa soddisfazione. Noi suoniamo ciò che ci piace e vediamo effettivamente il coinvolgimento del pubblico che si unisce al nostro. Inoltre la musica dei Queen raccoglie il gusto di tanti addetti ai lavori,  artisti nazionali che hanno deciso di duettare con noi sullo stesso palco come: Enrico Ruggeri, il cast di Notre Dame de Paris , Clara Moroni (Vasco), Cristina Scabbia (Lacuna Coil) e molti altri … Direi che i Queen sono forse la band che unisce più consensi in assoluto per la qualità e varietà delle composizioni uniti alla spettacolarità dello show… noi comunque ne siamo assolutamente convinti ed è per questo che mettiamo tutta la ns. energia per portare avanti questo spettacolo siamo già stati in Inghilterra, Vienna, Budapest, Olanda, Spagna ed abbiamo ora richieste in tutta Europa…  Direi che è davvero quello che abbiamo sempre desiderato!

Luca Garrò

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