24 Grana: tre uomini sulla stessa barca

I 24 Grana sono partiti da un sound contaminato e ricco di suggestioni provenienti dal dub, dal reggae e dall’elettronica (vedi i primi due notevoli album: “Loop” e “Metaversus”), ma con gli anni hanno prosciugato la loro musica e ne hanno tirato fuori un rock scarno e senza orpelli di sorta.Il loro nuovo disco, intitolato “La stessa barca”, è la conferma di questo percorso verso l’essenzialità: “Volevamo catturare l’energia che mettiamo nei live, quando si suona tutti insieme. Il disco doveva avere dinamica nelle sue quattro componenti: voce/chitarre/basso/batteria”, spiega il cantante Francesco Di Bella.

Le dieci canzoni di rock asciutto che costituiscono “La stessa barca” hanno portato i 24 Grana, per l’incisione, fino a Chicago, dal producer di Pixies e Nirvana Steve Albini: “Volevamo registrare il disco in presa diretta, e Steve è un mago del settore, uno che non ti fa perdere tempo e punta tutto sulle tue capacità”, prosegue Di Bella. “Con noi è stato estremamente disponibile, gli siamo stati simpatici e oltre a compenetrarsi molto nel nostro lavoro abbiamo spesso giocato a carte. Lui è un fan del tresette e scopone”.

Il titolo “La stessa barca” è  “un’allusione, innanzitutto, a noi, che abbiamo fatto questa scelta di vita e ci troviamo in un’età importante. Poi è un discorso che ci piace fare a diversi livelli a partire dalla nostra città e dal nostro Paese”. Tra ritratti di vita come “Ce pruvate Robé” e “Salvatore”, testi politically conscious come “Malevera”, sulla violenza nelle carceri, e tra brani più energici e altri più riflessivi, il disco presenta una parte d’impatto e una più introspettiva: “Sono le due facce della stessa medaglia. La seconda parte contiene pezzi positivi, quelli che ti rimettono in rotta”.

Forse “La stessa barca” non accontenterà i fan dei primordi, ma conferma la notevole capacità di scrittura della band, che ha confezionato un disco immediato e di facile ascolto e continua a essere una voce originale nel panorama musicale italiano.

Marco Agustoni

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