Alessandra Machella, quattro chiacchiere con la cantautrice marchigiana

Alessandra Machella è una giovane cantautrice marchigiana reduce da un 2012 ricco di soddisfazioni artistiche. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei mentre era impegnata per le selezioni per Area Sanremo. Come procedono le selezioni di Area Sanremo 2014? Che aspettative hai da questo percorso? “Stanno procedendo bene . Area Sanremo è un concorso incredibile, si incontrano tanti artisti validi ed hai modo di imparare dai maggiori esponenti della musica italiana .. fantastico !!! Poi è normale, si lotta per vincere, anche se statisticamente le possibilità sono pochissime; cerco di essere la minoranza statistica per essere felice su Quel palco.. come si dice.. fingers crossed!”

Quali sono stati i riscontri al tuo primo singolo “Noi”? Stai lavorando a un album di inediti per una prossima pubblicazione?
“Noi, il mio primo singolo, si è fatto 5 settimane di classifica Itunes, sono stata anche 19 esima… una soddisfazione grande, inaspettata e sognata . Adesso sto lavorando al mio album di inediti, di prossima uscita. Sono una cantautrice, ogni giorno lavoro per condensare le mie canzoni in un cd … avere un’opportunità, qualcuno che crede in ciò che scrivo, per me che sono stata sempre da sola in questo mestiere, con le mie paure, il mio stress e i miei km .. è come stare sempre dentro un luna park senza dover pagare il biglietto !!! Un impegnativo, faticoso, ma meraviglioso lavoro, questo .”


Quali sono le tue principali influenze artistiche? Quali band o cantanti ti hanno spinto a farti intraprendere la carriera musicale?
“Non saprei di preciso, ho davvero tanti stimoli musicali, italiani e stranieri, ma posso dire che amo molto Damien Rice, dopo aver visto un suo concerto a Ferrara la scorsa estate sono rimasta folgorata; lui era da solo sul palco, con la chitarra, il fender rhodes.. si alternava ai vari strumenti e raccontava un film con le sue canzoni, una vita in un’ora di concerto… ho pensato “ si, voglio fare un tour così” … che sia di fronte a 5 persone , o mille , o non lo so, in fondo è l’ultimo pensiero, mi basterebbe creare quel benessere con la mia musica che lui è riuscito a creare; vedevo le persone tra il pubblico piangere, emozionarsi, ridere , ed ho pensato che la musica debba dare quelle emozioni lì a chi scopre il cuore per viverla con te che la suoni.. ho cominciato ad affrontare i palchi con quello spirito, ora sono molto felice quando suono, davvero ..felice.. di darmi, e di ricevere tantissimo da chi si ferma anche solo per una sera ad ascoltarmi..”

Da cantautrice, cosa pensi dei talent show dove si forgiano interpreti? Parteciperesti ne avessi la possibilità?
“Non ho mai pensato a buttarmi nel “mondo talent show”, ma semplicemente perché mi piace cantare le mie canzoni, mi piace scrivere.. lì si da molto più spazio alle cover.. però non mi sento di giudicare male chi ci va, anzi, ammiro chi si mette in gioco sempre.. e poi, in fondo, penso che le strade oggi per farsi conoscere siano piuttosto strette, provare con un talent non è peccato; nulla è peccato se lo fai con il cuore e con le migliori intenzioni, in fondo.”

Cosa pensi dei nuovi servizi di streaming musicale e del crowdfunding? Pensi che con queste nuove frontiere, il mercato discografico possa evolvere e in qualche modo rilanciarsi?
“Penso che oggi il social sia un mezzo potentissimo, ma penso anche che vada controllato. Spesso si esagera, con condivisioni di vuoto, con l’esaltazione dello scoop, con la voglia di protagonismo.. mi piacerebbe tornare a quando si stava a tavola senza luci artificiali in mano, a quando si parlava guardandosi negli occhi, a quando esisteva qualcuno che potesse investire su un progetto musicale interessante per far uscire il “disco”. Oggi siamo mp3 impazziti tra mille upload di un mercato esageratamente consumistico, però è bello anche così, perché i tempi cambiano… e chi si adatta sopravvive.. quindi ok crowdfunding, ok streaming, ok facebook, ok twitter, ok instangram…. Però tutto con la voglia ancora di uscire, andare a comprare un cd al negozio di musica, andare a stampare una foto e metterla in una cornice, scrivere un biglietto d’auguri con la penna o una lettera in un foglio strappato di un quaderno.. tutto ancora con la voglia di essere veri per davvero.”

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