Alessandro Baronciani (Altro)

Abbiamo fatto quattro amene chiacchiere con Alessandro Baronciani, voce/penna degli Altro (approdati da qualche tempo su etichetta La Temepsta) e fumettista (è uscito da poco il suo secondo libro “Quando tutto diventò blu”).

Il tuo approccio alla scrittura dei testi sembra quanto di più spontaneo ed immediato esista nella musica italiana di oggi, costruito com’è sulle domande, sulla dichiarazione forte alla “io credevo che noi fossimo uno, soltanto uno”. Non si può non pensare che non siano personali. Quanto lo sono in realtà?
Succede così, io scrivo i testi, stando attento. Bisogna stare molto attenti. Non puoi mica scrivere le parole che esprimono un concetto chiaro a tutti. Se dico amore in una canzone è chiaro di che cosa sto parlando. ci sono delle frasi, invece, che esprimono la stessa cosa ma sono scritte in modo diverso. sono frasi belle perchè le parole che la compongono stanno bene insieme. dopo che ho scritto i testi andiamo a cantarli e lì le cose sfuggono di mano. Nel senso che non stanno bene con la canzone. Il ritornello dura meno di quello che riesco a cantare. quindi bisogna cambiare la frase. Stando attenti. Bisogna stare molto attenti quando cambiamo le frasi. A questo punto gli altri due mi chiedono cosa vuol dire la canzone che ho scritto. Io lo spiego e loro correggono le parole che non vanno bene.

Avete un grandissimo impatto live, ricordo diversi vostri concerti (soprattutto uno a Rovato) in cui tutti, ma tutti, hanno appunto urlato a gran voce il testo di vostre canzoni. Come funziona dal palco? Come ci si sente?
Quando cantano le canzoni dal palco è divertente. io faccio meno fatica.
Una volta alle prove stavo facendo il cretino e cantavo “Albatros” dei Public Image. La parte finale dove Lyndon urla e stramazza. Gianni fa il giro di basso ed ecco che esce fuori “La canzone del gabbiano”. Dal vivo, se non la conosci incuriosisce. Quando tutti si mettono a cantarla è divertente. Faccio meno fatica e riesco ad attaccare con il basso e la batteria nello stesso momento. E? chiaro che ci piacerebbe essere sotto il palco per vedere un concerto degli Altro. Così per vedere cosa facciamo. Io di solito ho sempre gli occhi chiusi quando canto. A Rovato ci hanno bucato le gomme dell’auto.

Siamo in un periodo in cui non solo si stanno modificando l’approccio alla musica e in generale all’arte ma, più a grandi linee, sta cambiando il rapporto con la comunicazione: se sto registrando un album lo scrivo su myspace, che sono uno scrittore lo leggi dai messaggi di stato su facebook, se mi piace raccontare scrivo un blog. Come credi ti saresti approcciato ad un panorama del genere, tu che sei partito da cartoline, francobolli e pennarelli?
Non lo so. E’ vero che le cose sono cambiate. appunto quando cercavamo di suonare in giro per l’italia, all’inizio, telefonavi a casa dei genitori del ragazzo che organizzava concerti in quella città. I dischi arrivavano a casa tramite posta. Nei pacchi assieme al disco uscivano cinquanta flyer diversi di pubblicità diy fotocopiata in b/n di fanzine o dischi. Internet ha velocizzato tutto. Ha messo anche persone in contatto quasi quotidiano. La prima volta che ho visto Fastidis (una delle prime message board sulla scena punk indipendente italiana) non avevo ancora capito quale poteva essere il suo sviluppo. All’inizio era quasi impossibile pensarlo. Perchè dovevo staccare la spina del telefono, srotolare il cavo, accendere il computer, andare sul sito, aprire i messaggi all’interno della message board se tanto uscivano automaticamente dai pacchi che mi arrivavano per posta?
Oggi, forse le cose durano di meno di ieri. Un disco a 18anni durava un mese intero, adesso lo ascolto quasi compulsivamente per due settimane e poi voglio subito qualcosa di nuovo. E’ vero anche che adesso non ho più 18 anni. Tutto sommato, però, si produce di più in questa maniera, e se una volta trovare uno studio per registrare era impresa difficile adesso puoi fare tutto tramite computer stando in casa tua come ha fatto Jukka Reverberi ma anche Blank Dogs. Una volta poi dovevi essere fortunato per avere una registrazione decente. Oggi gli studi di registrazione sono migliori di una volta, non solo a tecnologia ma anche ad ascolti. Quando abbiamo registrato la prima volta il tipo conosceva soltanto i Tuxedomoon, oggi abbiamo registrato da un ragazzo che ha iniziato ascoltando i Nirvana. vuol dire.

A parte le parole che escono dallo stereo, i tuoi fumetti sembrano intinti in un silenzio sospeso, una specie di altoparlante dell’anima. Ma i tuoi disegni hanno una colonna sonora che non si traduce sulla carta? E quando disegni delle storie sei ispirato da qualche disco particolare?
Ascolto tanta musica mentre disegno. E’ importante fare il vuoto intorno.
Se mi ispiro dalle canzoni non lo so. ritengo opportuno però avere un’adeguata competenza musicale quando disegni. Ad esempio la radio mi distrae, mi dà fastidio, ci sono persone che parlano continuamente, oppure chiamano al telefono le persone. L’ultimo libro a fumetti “Quando tutto diventò blu” doveva chiamarsi come una canzone dei joy division: she lost control, poi ho pensato no. Quasi un mese fa una ragazza mi ha contattato su facebook chiedendomi se il libro che avevo disegnato era ispirato da una canzone. Io dissi di si! Ero contento che qualcuno si fosse accorto della citazione. Lei disse se era “Stella was a diver and she’s always dawn” degli Interpol. Cavoli, era pure una subacquea.

Credi nel video musicale relativamente agli Altro (ricordo “Minuto+Posta” che passava tempo addietro su Mtv)? Hai mai pensato di realizzarne uno con i tuoi fumetti?
In che senso credo? I video musicali mi piacciono. oggi non accenderei mai la tele per vederli, penso. ma perchè la tele non l’accendo più. Poi bisogna aspettare mezzanotte per poter vedere il video che ti piace, se poi lo passano… youtube ha spodestato uno dei divertimenti notturni per eccellenza tirare tardi sdraiato in poltrona guardando i video e dicendo: questo è l’ultimo poi vado a letto. Alle volte vuoi guardare un video dall’inizio alla fine ma addirittura ti sembrano lenti! Ho realizzato cartoni animati, non esplicitamente dei videoclip musicali. Mi è stato chiesto, poi per tante ragioni, una sola finanziaria, non si è mai fatto niente. Di mio ho all’attivo dei video, fatti all’accademia. Potrebbero sembrare video arte se vuoi. Li puoi vedere su youtube.

Immagino che gli Altro siano un progetto di gruppo, mentre il fumetto è sicuramente individuale. Ti vedo personalmente con all’interno il punk e la musica della tua band che si agita con espressività emozionale mentre all’esterno esce la sensibilità minimale dei tuoi personaggi disegnati. Tu invece come coniughi queste due anime, fumetto e gruppo musicale?
Non so se sono coniugate. Con questo voglio dire che non sono dissociato. E’ che non penso ad unirle. Non ci faccio nemmeno caso. Quando vado a suonare con gli Altro mi diverto. Quando disegno spesso è lavoro. I fumetti no. Anche se mi piacerebbe fossero un lavoro. Sul minimalismo e sulla espressività emozionale invece penso che stanno molto bene insieme. Minimale non per forza vuol dire sussurrato o timido. o peggio di tutto: lento. Quando non capisci troppe cose insieme, tocca fermarsi e guardare tutto nell’insieme e poi farsi raccontare le cose un po’ alla volta.

Luca Freddi e Francesca Stella Riva

 

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