Alessandro Casillo, intervista al nuovo volto della canzone italiana

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Alessandro Casillo è uno dei più giovani volti tra le nuove leve della canzone italiana. Dopo essersi fatto notare grazie alla partecipazione al programma televisiso “Io Canto”, il ragazzo lombardo ha vinto nel 2012 Sanremo Giovani per poi continuare ad apparire regolarmente in tv e su diversi palchi importanti. Lo scorso gennaio è stato pubblicato il suo secondo album di inediti, intitolato “#ALE”, e a distanza di qualche mese abbiamo scambiato due parole con lui per capire come è nato il disco e cosa si aspetta dal futuro.

La tua avventura nel mondo della musica è iniziata grazie ad un’iniziativa di tuo fratello Michele. Ma tu hai sempre voluto cantare, sin da piccolo, o avevi anche altre aspirazioni che hai accantonato?
In realtà quando ero molto piccolo non pensavo al canto, ma sono sempre stato appassionato alla musica, ho iniziato a suonare il pianoforte a 10 anni. Poi ascoltando diversi generi ho sentito il bisogno di cantare ed è iniziato tutto un po’ per gioco, sai, il classico “cantare sotto la doccia”. In un primo momento l’iniziativa di mio fratello mi ha un po’ infastidito perché più che altro mi vergognavo, non era facile cantare davanti ad un pubblico. Adesso so che gliene sarà grato per tutta la vita, senza di lui non avrei fatto nulla di tutto questo.

A gennaio è uscito il tuo nuovo album, quanto c’è di te in questo disco e quanto lavoro ha richiesto la sua realizzazione?
Dare vita a questo album è stato davvero bellissimo, perché ho lavorato con persone importanti nel mondo della musica, come ad esempio Luca Chiaravati che ha scritto e prodotto più di metà del disco di Eros Ramazzotti… Un grandissimo amico e un grandissimo artista. Sono veramente molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto, insieme ci abbiamo messo tanto amore e tanta passione e alla fine è uscita una cosa molto bella. Sono davvero contento del risultato finale e anche degli esiti, dato che siamo usciti secondi in classifica.

Il tuo ultimo singolo si intitola “L’amore secondo Sara”, ma chi è Sara o chi rappresenta?
In realtà Sara non è nessuno in particolare. Nel senso che stavamo cercando un nome da inserire nel brano, poi chiaramente bisognava trovare un nome che stesse bene metricamente. All’inizio avevo pensato a Giada, poi abbiamo optato per un nome più comune, ovvero Sara. Poi casualmente in realtà Sara è la fidanzata di mio fratello, ma è stato tutto casuale. Non c’è nessuna Sara nella mia vita, per ora!

Attualmente hai un team di autori che ti segue nella scrittura delle canzoni. Hai già maturato il desiderio di scrivere un album da solo?
Sarebbe il sogno più grande, vedere alla fine un risultato nato totalmente da te è doppiamente soddisfacente. Io ci spero e mi sto impegnando, nel senso che a casa scrivo già adesso qualcosa. Ci provo, a volte sono soddisfatto altre volte un po’ meno, però bisogna ancora crescere. C’è ancora tanto tempo davanti e tanta strada da fare. Speriamo un giorno di riuscirci!

La vittoria a Sanremo nel 2012 è stata una grande svolta per te. Quale pensi che potrebbe essere la prossima? Quali obiettivi ti sei posto?
Di obiettivi ce ne sarebbero tanti, tra cui come dicevamo prima la voglia di scrivere qualcosa di interamente mio. Quella potrebbe essere di sicuro la prossima grande svolta. Essendo molto giovane ho già realizzato più sogni di quanti ne avessi in testa quando ho iniziato. Già aver vinto Sanremo giovani come dicevi tu è stata una vera svolta, un traguardo importantissimo e mi sento davvero fortunato. Non dovrei e non potrei chiedere di più a quest’età, però speriamo di andare avanti su questa strada. Sai, oggi le mode vanno e vengono, è difficile riuscire a restare in questo mondo. Io ci spero tanto, ce la sto mettendo tutta. Questo è il mio obiettivo più grande: restare nel mondo della musica per tutta la vita.

Avendo ottenuto notorietà pur essendo così giovane, c’è qualche aspetto dell’adolescenza, magari confrontandoti con i tuoi coetanei, che pensi di aver perso per il quale sei dispiaciuto? Cioè quali sono per te i risvolti positivi e negativi di essere popolare?
In realtà vivo la mia vita molto tranquillamente. Per fortuna ho degli amici stupendi che mi aiutano a mantenere i piedi per terra. Sono gli amici di sempre, loro non ascoltano la musica che faccio io, ascoltano tutt’altro genere musicale. E questa cosa mi aiuta molto perché per loro è come se io non avessi fatto niente di tutto questo. Per loro sono l’Alessandro di sempre, quello della scuola materna, Alessandro lo scemo, non solo Alessandro il cantante. Questo per me è fondamentale! Poi a dirla tutta la mia vita non è cambiata molto da quando ho iniziato questa carriera, perché alla fine sono un ragazzo giovane e come tutti i ragazzi della mia età vado a scuola, faccio sport, faccio quello che mi diverte. Quindi canto ma esco anche sempre con i miei amici.

Di sicuro avrai già incontrato qualche artista famoso tra quelli che apprezzi, qual è l’incontro che ti ha colpito di più?
Sicuramente mi ha segnato l’incontro con Claudio Baglioni. Un grande onore cantare con lui, è il mio idolo da sempre. Quindi averlo visto dal vivo ed essermi esibito con lui è stata una grande esperienza. Oltretutto ci ho anche giocato a calcio insieme nella nazionale cantanti, ho avuto modo di conoscerlo anche fuori dal contesto del palco e posso dire che è davvero un grandissimo uomo, oltre ad essere un cantautore unico.
Per quanto riguarda gli artisti internazionali invece ho avuto la fortuna di cantare con i Backstreet Boys, che per me sono dei miti. Di sicuro è stata un’emozione particolare, anche perchè loro sono davvero molto simpatici e abbiamo in qualche modo fatto “amicizia”, nel senso che si scherzava insieme, ci si spingeva sul palco amichevolmente… Per me è stata una lezione molto importante: mi ha fatto capire che sul palco dobbiamo sentirci a nostro agio, non dobbiamo avere particolari preoccupazioni e soprattutto dobbiamo divertirci. E questo è proprio quello che voglio fare.


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