Alexander Veljanov

In occasione del suo nuovo album solista, “Porta Macedonia”, Outune ha avuto la possibilità di scambiare qualche battuta con l’artista tedesco – macedone Alexander Veljanov, meglio conosciuto quale cantante dei Deine Lakaien, band formata in coabitazione con il compositore Ernst Horn.

 

Ciao Alexander! Questo è il tuo terzo album: potresti parlare delle maggiori differenze che, a tuo avviso, sono riscontrabili tra i tuoi dischi precedenti e il nuovo “Porta Macedonia”?

Credo che le maggiori differenze derivino dai diversi luoghi nei quali i miei album sono stati concepiti; mentre per i due precedenti ho lavorato a Berlino e a Londra, questa volta ho deciso di realizzare tutto in Macedonia, suonando con artisti del posto. Le differenze possono essere facilmente avvertite.

In “Porta Macedonia” le canzoni cantate in tedesco sono aumentate di numero. Vi sono delle precise ragioni dietro a questa scelta, o si è trattato di un processo spontaneo?

E’ strano, ma ho avuto bisogno di allontanarmi dalla Germania per scoprire il mio interesse nel cantare e nello scrivere in lingua tedesca. Il mio collaboratore Goran Trajkoski nutre una grande passione verso la musica tedesca degli anni Venti e Trenta, in particolare per le opere di Brecht – Weill e per la musica da cabaret berlinese; è stato lui a darmi l’impulso giusto per utilizzare questo idioma, e devo ammettere che il risultato finale mi piace molto.

Puoi parlarci brevemente del significato di alcune delle canzoni presenti nella tua ultima release? Sono focalizzate in una direzione precisa o hanno differenti prospettive?

Domanda difficile. Per questo disco abbiamo lavorato più di quattro anni, sviluppando molti stili musicali e molte idee differenti. La cosa migliore concernente l’intero processo compositivo è sicuramente stata la libertà nel poter sperimentare vari generi musicali, senza aver dei confini prefissati. Abbiamo cercato di fonderli tutti assieme, per poter creare qualcosa di nuovo e sconosciuto…beh, questo probabilmente è il desiderio di tutti i musicisti. Per questo credo che “Porta Macedonia” possa offrire parecchie sorprese e che non sia un viaggio noioso.

L’intero album possiede un’atmosfera dolce e malinconica. Sembra quasi voler portare l’ascoltatore in uno stato d’ipnosi: sei d’accordo?

Io invito ognuno a raggiungere la mia terra di racconti e ricordi, ma anche a svegliarlo quando pare che ormai si sia addormentato sognando. In questo album trovano posto sia i miei ricordi provenienti dal passato della Germania e della Macedonia, sia la realtà della Macedonia contemporanea.

Quali sono i tuoi brani preferiti di “Porta Macedonia”?

Per ora mi piacciono tutti allo stesso modo…presumo che il tempo saprà dirci quali sono i punti di forza del disco.

Sei la voce dei Deine Lakaien, una tra le più grandi band darkwave – neoclassiche tedesche; quali differenze riscontri tra il lavoro svolto con Ernst Horn e il tuo impegno come solista?

Anche quando compongo le opere a mio nome, non lavoro mai da solo; c’è sempre qualcuno che mi accompagna. Quindi le differenze riguardano sempre i partner con i quali collaboro. Ognuno di essi ha il proprio carattere e il proprio approccio al lavoro. Ma tutti hanno una cosa in comune: la volontà di collaborare con me e di condividere la mia idea dell’arte.

Il tuo sodalizio con Ernst dura da più di vent’anni; credi che lavorerai con lui ancora per molto tempo?

Non abbiamo alcuna ragione che ci potrebbe spingere ad arrestare la marcia dei Deine Lakaien. Dobbiamo solo considerare come e quando un nuovo capitolo della loro storia verrà scritto. Fin quando non ci annoieremo del lavoro svolto insieme le cose continueranno a procedere perfettamente…e l’ultimo progetto realizzato con l’orchestra non è affatto noioso.

Sei soddisfatto di quello che sta facendo per te la tua etichetta discografica, la Premium Records?

Per il momento sono molto felice di poter rilasciare le mie opere in così tanti differenti formati (boxset, doppio vinile, ecc); inoltre essi vengono pubblicati in molti differenti paesi. Questo perché è mio desiderio poter raggiungere la maggior parte delle persone in ogni luogo dove questo sia possibile.

So che hai studiato cinema e teatro; cosa puoi dirmi riguardo questa tua passione?

Non sono mai voluto salire sul palco e recitare, sono sempre stato maggiormente attratto dall’altro lato della scena. Si tratta di un modo diverso di esprimere la propria creatività.

Quali sono i tuoi registi preferiti?

Parecchi; i primi che mi vengono in mente sono Sergej Eisenstein, Fritz Lang, Visconti, Bergman, Tarkovsky…

Quali sono i tuoi ricordi delle tue molte collaborazioni con altri musicisti e altre band? In particolare, cosa puoi dire riguardo alla tua militanza nei Run Run Vanguard?

I Run Run Vanguard sono stati il mio gruppo nei giorni selvaggi della Berlino a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta. Un buon periodo, colmo di pura energia. Adesso tutti noi siamo un po’ più vecchi e abbiamo fatto le nostre esperienze. Sulle collaborazioni: sono stato ospite in molti progetti diversi, e questo mi è servito per imparare a distinguere le molte differenze che ci sono tra gli uomini d’affari e i veri artisti.

Domanda classica; che cosa stai ascoltando in questo periodo?

Tutto quel che c’è di buono. In questo momento apprezzo specialmente i Nine Horses, gli Editors, gli Unkle, i Phononoir…e come sempre ascolto molta musica classica.

Hai in programma un tour in Germania per il prossimo febbraio; dopo di questo, inizierai anche una tournee europea, oppure no?

Questo dipende da quali paesi ci vorranno invitare. Personalmente, mi piacerebbe poter visitare tutta l’Europa, Italia compresa.

Stefano Masnaghetti

Condividi.