Amanda E La Banda: il blues made in Italy

Abbiamo incontrato Amanda e la sua “banda” poco prima di una loro esibizione, ecco cosa ci ha raccontato l’incontenibile singer a proposito di lei, del suo gruppo e del loro nuovo disco.

Chi è Amanda? E la banda?
La banda è nata nel 2002 con me e degli altri ragazzi tutti diversi da quelli che costituiscono la formazione attuale. E’ nata principalmente dalla voglia di suonare blues, anche se non è così semplice trovare musicisti che abbiano la voglia e la passione di suonare questo genere. Abbiamo iniziato quasi per gioco, poi la cosa è proseguita e ha iniziato a diventare più seria, con le prime partecipazioni a vari festival, anche in Svizzera, dove abbiamo trovato terreno fertile per il nostro genere, nonostante la scaletta fosse composta esclusivamente di pezzi standard e non originali. I musicisti si sono susseguiti negli anni, finché ho trovato poco alla volta questi ragazzi: per primo Andrea al basso, che è arrivato nel 2006, poi nel 2007 è arrivato Matteo alle tastiere, che ha portato Max alla batteria e Gabriele alla chitarra, coi quali suonava già. La formazione è quella attuale dal settembre 2008. L’anno scorso dopo un periodo di rodaggio abbiamo iniziato a pensare a scrivere pezzi nostri, ci abbiamo lavorato per un annetto, e a giugno abbiamo finalmente finito di preparare il nostro primo disco “The First and the Last“, che voi di Outune già conoscete. Ora stiamo cercando di portare avanti questo discorso, cercando di farci conoscere un po’ in tutta Italia e anche nella vicina Svizzera, con la speranza di riuscire ad arrivare anche in Europa.

La vostra proposta musicale è un po’ particolare, da dove nasce questo grande amore per il blues?
L’amore per il blues è una cosa un po’ particolare, ho avuto la fortuna di trovare questi ragazzi, che come me hanno una grande passione per questo genere.
Tutti vengono da formazioni e da percorsi diversi, e ognuno ha potuto così portare qualcosa al gruppo, infatti il nostro non è blues nel vero senso della parola, è lontano dal blues delle origini, è influenzato dal funky di Andrea, dal soul che piace tanto a Matteo e dallo spirito più rock – blues di Gabriele. Max invece è aperto invece a qualsiasi contaminazione.
Insomma, ognuno ha portato del suo e quello che è uscito è qualcosa di fresco e sotto certi aspetti anche nuovo, nonostante nel blues tutto quello che si poteva dire è già stato detto da altri anni fa, gente che viene dall’altra parte dell’oceano. Potremmo quasi dire che il nostro blues ha un altro colore.

Di artisti nel blues ce ne sono tantissimi, tutti quanti grandissimi e importanti. Quali sono quelli che maggiormente influenzano voi e il vostro modo di suonare?
Ognuno ha il suo santino sul comodino, io BB King che mi ha introdotto al blues e poi vocalmente adoro Janis Joplin, tanto che ho voluto tributarla anche nel disco. Poi Aretha Franklin, Tina Turner, e poi altre artiste magari meno conosciute, Koko Taylor, Irma Thomas, Etta James e tutte le grandi donne del blues che mi hanno sempre molto ispirato.
Gabriele invece adora letteralmente Stevie Ray Vaughan, BB King e tutti i grandi chitarristi. Poi tutti quanti adoriamo Otis Redding, Stevie Wonder, la scena motown in generale. Possiamo comunque dire che la costante per tutti è BB King.

Il vostro ottimo disco “The First and the Last” è uscito pochi mesi fa. Raccontateci qualcosa. Di cosa parlano i testi?
Il disco è stato presentato a Milano il primo di ottobre dello scorso anno, ovviamente è stato difficile trovare una distribuzione, pertanto lo vendiamo principalmente ai nostri concerti. Ora stiamo provando la via del digitale per provare a diffonderlo di più, magari anche in Europa. Contiene undici brani nostri, la maggior parte di essi racconta esperienze di vita vissute, affrontando le varie tematiche con un po’ di ironia, in quanto noi stessi prendiamo le cose della vita con spirito ed ironia, proprio come vuole la tradizione blues, che fin dai suoi albori faceva uso di testi molto ironici, ponendosi in questo modo anche di fronte alle disgrazie della vita. Abbiamo cercato anche nei nostri pezzi di utilizzare questo approccio, parlando di cose che vanno dai figli dei vicini che fanno rumore e non ci lasciano dormire alla domenica mattina, fino a tematiche di spessore sociale più ampio, come terremoti o grandi disastri naturali. “Sun need your smile” è ad esempio l’unico pezzo serio di tutto il disco, è dedicato alle vittime del terremoto in Abruzzo, e nel testo si può trovare un verso che dice “il sole ha bisogno del tuo sorriso per splendere ancora”, quindi anche in questo caso abbiamo cercato di dare un’apertura positiva rispetto al tema affrontato, una speranza.
Il filo conduttore del disco è un po’ questo, anche il titolo del disco richiama il desiderio di vivere ogni giorno la propria vita con la stessa passione ed entusiasmo come se fosse il primo e l’ultimo che dobbiamo vivere su questa terra. L’inseguire i nostri ideali, che alla fine ci rende vivi e non ci rende più schiavi, e qui ci riagganciamo al tema della schiavitù, radicato nel blues fin dalle origini.

Chi scrive i vostri pezzi? Come nasce una vostra canzone?
I testi li scrivo io, poi i ragazzi ci mettono le loro idee per la musica. Arrivano coi loro riff, le loro idee, e poi cerchiamo un punto di incontro in sala prove, ci mettiamo un po’ di improvvisazione e i pezzi escono da soli.

I progetti per il futuro invece quali sono?
Amanda: La promozione del disco prima di tutto, su tutto il territorio italiano e magari anche nel resto d’Europa, dove c’è maggiore attenzione per il nostro genere. Stiamo cercando di proporci ovunque anche dal vivo.
Andrea: E poi lavorare a del materiale per il secondo disco, che si chiamerà “The Second and the Last” (risate n.d.r.).
Amanda: si chiamerà “Second Chance“, perché ognuno ha diritto ad una seconda possibilità.
Stiamo lavorando ai pezzi nuovi, e stiamo cercando di trovare più date possibili per farci conoscere, e poi ci piace davvero troppo suonare dal vivo.

Siamo alla fine, volete lasciarci i vostri contatti per poter seguire tutte le vostre attività?
Il nostro sito ufficiale è www.amandaelabanda.com, dove potete trovare la nostra storia e le nostre foto. Poi c’è il nostro MySpace, www.myspace.com/amandaelabanda, con il calendario delle nostre date dal vivo aggiornato regolarmente. I MySpace poi ci sono di ogni singolo componente della banda, e il gruppo su Facebook dove iscrivendovi potrete riceve gli inviti alle nostre serate. Infine potete contattarci via mail all’indirizzo che troverete sul nostro sito. Se siete interessati al disco, che è in vendita anche presso il negozio Stradivari a Milano, vicino a Piazzale Loreto, potrete ordinarcelo via mail, ve lo spediremo, oppure potrete averlo venendo alle nostre serate, dove avrete la possibilità di sentire di persona la nostra musica e dove potremmo anche conoscerci di persona. Presto dovrebbe essere disponibile anche in digitale, quindi tenete sempre d’occhio il nostro sito.

Corrado Riva

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