Amy Lee (Evanescence – Press conference & prelistening)

13 settembre 2006

 

Dopo una lunga pausa trascorsa suonando in giro per il mondo gli Evanescence tornano con un nuovo attesissimo album, “The open door“, con cui sperano di bissare il successo di “Fallen”, disco d’esordio che ha venduto ad oggi oltre 14 milioni di copie in tutto il mondo. Per presentare il loro ultimo lavoro, in arrivo nei negozi a fine mese, l’affascinante Amy Lee ha incontrato i giornalisti mercoledì 13 settembre a Milano.

Molte cose sono cambiate rispetto al loro esordio ed è lei stessa ad ammetterlo, ricordando l’importante cambio nella loro formazione con l’arrivo di un chitarrista nuovo e anche la maggiore consapevolezza che le ha permesso in questo album di esprimersi con meno reticenza lasciando libero sfogo alla sua creatività.

La band è diventata più completa – spiega Amy – Le cose belle come le cose brutte della vita aiutano a crescere e anche io mi sento completamente diversa da quella che ero quando abbiamo registrato Fallen. Ora mi sento più forte e ho meno paura. Ho maggiore consapevolezza che qualunque cosa mi accada riuscirò ad affrontarla“.
La musica degli Evanescence si è certamente evoluta, dopotutto anni trascorsi a suonare dal vivo hanno dato come frutto un significativo miglioramento tecnico che si ripercuote sui nuovi brani in particolare nelle parti di chitarra che risultano più ricche, complesse e strutturate. “Con il primo album abbiamo cercato di far capire al pubblico chi eravamo. Ora invece ci sentiamo più liberi, più creativi e forse meno commerciali“.

In effetti all’ascolto dei tredici brani in scaletta qualcosa di nuovo si avverte immediatamente. I suoni sono molto più curati e la produzione a volte sembra quasi puntare verso un universo sonoro decisamente più pop. Anche i testi sembrano lasciar trasparire un clima meno cupo e inquietante rispetto al passato, una svolta che trova il suo apice nell’ultima traccia “Good Enough” che la stessa Lee definisce il “primo brano (quasi) gioioso della band“. Quello che non cambia è la voce di Amy Lee che lascia sempre più affascinanti  trovando in queste nuove canzoni, forse più vicine alla propria sensibilità, il modo di esprimersi davvero al meglio.
Scorrendo la scaletta troviamo “Call me when you’re sober”, brano dai suoni forse più legati alle atmosfere del primo album che è stato scelto come singolo di lancio e del quale è stato realizzato un video che è già in circolazione. A seguire  spiccano “Weight of the World”, dedicato ai giovani e alle loro speranze, “Lithium”, che rappresenta la lotta tra il desiderio di lasciarsi avvolgere dalla tristezza e la voglia di puntare ad una maggiore felicità (Questo brano è stato scelto come secondo singolo), e “Snow White Queen”, che prende lo spunto dal nick con cui Amy Lee risponde ai suoi fan in chat e che pone l’accento sulla paura di perdere la propria privacy. Un discorso a parte merita poi la surreale “Lacrymosa” nata inizialmente con parte della colonna sonora scritta per il film “Le cronache di Narnia”, un progetto poi accantonato per il taglio più infantile che la produzione ha dato alla pellicola. Il brano vuole essere una sorta di variazione sul tema del Requiem di Mozart su cui Amy ha poi inserito chitarre e ritmica. Lascia invece perplessi “Your Star” che a tratti sembra davvero un brano sfacciatamente pop. Si chiude con “All that I’m Living For”, brano dedicato alla vita all’interno della band e con la positiva “Good Enough”.

Amy Lee, autrice di tutti i testi, ha spiegato che in ogni brano c’è qualcosa di autobiografico aggiungendo che in questo secondo disco traspare maggiormente la sua vera identità: “Sono libera di giocare. Ho imparato a non vergognarmi di ciò che voglio fare se può sembrare troppo lirico o troppo R ‘n’ B“.
Il tour, che partirà  parallelamente all’uscita dell’album negli Usa e poi in Europa, sarà composto da una prima parte durante la quale le esibizioni saranno ospitate da luoghi più piccoli e intimi come locali o teatri e durante la quale non verranno presentate scenografie particolari. A seguire verrà poi realizzata una seconda tranche di concerti in luoghi più ampi. L’unica tappa prevista al momento nel nostro paese è quella del 14 novembre all’Alcatraz di Milano.

AL.M.

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