Andrea Sisti

In occasione dell’uscita di “L’amore che viene” abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea Sisti, uno dei primi casi di saudaji tutta italiana. Ecco le parole del cantautore italiano con il Brasile nel cuore.

29 luglio 2009

Ciao Andrea, vuoi presentare ai nostri lettori il tuo nuovo disco “L’amore che viene”? Sembra che tu abbia dato un’impronta nuova soprattutto ai testi.
Esattamente. Fino al disco precedente ho sempre prestato molta attenzione alle tematiche sociali e politiche. Poi mentre mi trovavo a comporre questo nuovo disco mi sono reso conto di quanto davvero manchi l’amore nella vita quotidiana delle persone. Da tematiche “impegnate” sono passato ad un impegno personale, ossia quello di cantare dell’amore in ogni sua forma e manifestazione perché è proprio quell’elemento fondamentale che più di ogni cosa manca, e che forse, condiziona fortemente anche le altre tematiche di cui spesso mi sono occupato.

E il Brasile? Che legami hai con quella terra?
Beh, ci vivo. Nell’ultimo anno in particolare ho trascorso sei mesi in Brasile e sei mesi in Italia. Sono totalmente rapito da quel paese, che ormai considero casa.

So che il tuo prossimo singolo “L’amore che viene” è stato addirittura scelto come colonna sonora di “Podere Paralelo” una telenovela molto seguita…come è successo?
Sì, stavo registrando il mio disco a Copa Cabana (Rio de Janeiro), le telenovelas in Brasile sono una delle principali forme di divulgazione per la musica. La buona sorte ha voluto che TV Record facesse una telenovela su di una famiglia italiana emigrata a San Paolo…ed è stato automatico. Il mio brano è stato scelto tra gli altri, ed è ovviamente piaciuto molto agli autori, cosa che mi ha reso molto fiero.

Quindi c’è di mezzo la mano dei promoter e dei discografici…quanto è stato importante per la tua carriera l’operato della discografia?
Dipende, a livello discografico ho una situazione particolare. Il mio disco uscirà sotto diverse etichette, in Brasile, Italia e a Novembre in Francia. Sono uno che continua a fare la gavetta…è una posizione faticosa ma che ti lascia anche molta libertà espressiva.

Senti, ora una domanda un po’ particolare. Quale è stata la cosa più bella che ti ha dato la musica?
La cosa più bella? Venti giorni fa…ero in Brasile, ho vissuto quattro giorni in una favela insieme a Carlinhos e Franco Cave, abbiamo scritto una samba per concorrere al prossimo carnevale di Rio. E’ stata un’esperienza davvero molto toccante, trovarsi in una realtà simile e vedere lo spirito che le persone che abitano in certe condizioni riescono ad avere grazie alla musica, alla loro samba. Un altro momento stupendo, se posso dilungarmi, è stato l’incontro con Donovan e tutte le collaborazioni che ho avuto l’onore di fare con lui.

Progetti futuri Andrea? Come intendi supportare l’album?
Come prima cosa, devo tornare in Brasile per le finali del concorso del carnevale di Rio. Dopodiché sosterrà “L’amore che viene” attraverso una promozione televisiva lì in Brasile ed anche in Italia ed in Francia.

Riccardo Canato

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