Annihilator Feast è un grande ritorno, intervista a Jeff Waters

Jeff Waters e gli Annihilator sono da sempre nel cuore del popolo metal. Il nuovo album “Feast” è il miglior lavoro da anni a questa parte, tra i più completi del post anni novanta e un vero e proprio manifesto del Waters pensiero: “Ogni volta che gli Annihilator rilasciano un disco aspetto i pareri dell’etichetta discografica, quindi della stampa e poi dei fans. Ogni volta che chiudo un album spero piaccia ma ho imparato a non farmi illusioni. Devo dire che “Feast” sta piacendo a praticamente tutta la stampa, dopo essere piaciuto anche alla label, di conseguenza penso che i fans ne saranno felici. E’ importante per me a 47 anni avere responsi positivi relativamente al lavoro che svolgo, sono stato fortunato nella mia vita e vedere ancora oggi che ciò che faccio viene apprezzato mi gratifica molto.”


Quanto tempo ha richiesto la stesura e la registrazione del disco?E’ stato un processo relativamente veloce, dato che io e Dave Padden ci siamo ritrovati per iniziare a scrivere e quindi a registrare a inizio 2013. Non avevamo più composto nulla dopo una lunga serie di tour, erano quasi due anni e mezzo che non mettevamo giù nulla, penso sia anche per questo che Feast suona così carico, avevamo davvero voglia di tornare a pestare duro.”


Gli Annihilator non sono più quindi una one man band? “Oramai gli Annihilator sono un progetto a due teste, ho impiegato quasi trent’anni a trovare una persona come Dave Padden (cantante e chitarrista ritmico dal 2003, ndr): era entrato nella band come un altro turnista ma nel corso del tempo ha dimostrato sia di voler far parte del progetto, sia di voler imporre le proprie idee nella band. Sono molto contento di questo, visto che si è sempre letto che Jeff Waters era un dittatore e cambiava di continuo musicisti solo per il gusto puro di farlo. E’ semplice, se mi sono trovato per anni a dover comporre e scrivere le parti di chitarra, basso e anche le armonie vocali, non c’era niente di più facile per me che reclutare di volta in volta i musicisti che preferivo e che erano disponibili o a suonare sul disco o ad andare in tour. Ora con Dave mi sento sicuro, condivido con lui idee e pensieri su nuovi dischi, sui concerti, su progetti e tour, siamo una vera entità a due teste!”


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