Army Of The Universe intervista a Chris Vrenna e Trebla

Dopo un EP che fece girare il loro nome nel mondo e il fortunato esordio dello scorso anno, l’italianissimo progetto Army Of The Universe continua a far parlare gli amanti di dancefloor e industrial: sono passati solo pochi mesi da quando Adidas Global scelse il brano inedito “Take Control” per presentare la nuova divisa del Milan e ci troviamo già tra le mani il loro secondo EP “Kill The F* DJ”. Chris Vrenna (Marilyn Manson, Nine Inch Nails, …) è ora un vero e proprio membro della band. Lo stesso Chris e Trebla ci presentano il nuovo progetto.

Adidas vi ha scelto per alcuni spot, l’uscita del nuovo EP ha riportato il vostro nome sulle dancefloor di mezzo mondo e Chris Vrenna p nella band: cambiamenti importanti…
Trebla: “Stiamo andando davvero a mille in questo momento e stiamo già lavorando con tutte le nostre forze al nuovo disco che dovrebbe uscire in autunno. Chris è una persona fantastica, oltre che l’artista che tutti conoscete. Non vediamo l’ora di suonare un po’ dal vivo con lui.”
Vrenna: “Mi sono sempre considerato a tutti gli effetti un membro ufficiale della band e senza dubbio Army Of The Universe è il progetto che mi ha elettrizzato di più negli ultimi anni. Quando sentii per la prima volta i brani del gruppo rimasi sbalordito come quando Trent Reznor mi fece sentire le prime cose dei Nine Inch Nails.”

Il video di Kill The F* DJ è già un tormentone in rete, che ne pensate?
T: “Volevamo provocare la sensibilità degli internauti, ma con ironia. Il titolo così diretto nasce un po’ dalla stanchezza nei confronti di chi oggi fa musica da software, che chiunque potrebbe fare senza aver la minima capacità od esperienza. Un tempo fare il DJ implicava tutta una serie di aspetti che oggi non esistono più.”
V: “Oggi basta schiacciare un bottone per sentirsi un DJ, mentre come in tutti i settori, dietro vi è una filosofia ben precisa. Venendo al video non penso che tutti lo capiranno (ride). Anche perché non si coglie facilmente il nesso col pezzo. Personalmente mi fa impazzire, lo trovo davvero esilarante e non così truculento come viene fatto passare. Mi sembra uno dei classici b movie horror italiani degli anni settanta, che allo stesso tempo ti facevano ridere e spaventare. Pur essendo nato in Germania, sono per metà italiano quindi so bene di cosa sto parlando!”

I vostri pezzi sembrano comunque creati per essere proposti in sede live a prescindere dal discorso sui DJ no?
T: “I nostri pezzi nascono assolutamente per essere proposti dal vivo, in modo da unire perfettamente tanto gli aspetti tipici del dancefloor, quanto quelli della musica rock.”
V: “La cosa che più mi colpisce dei pezzi della band è l’alchimia perfetta raggiunta dai diversi mondi musicali che ne fanno parte. È difficile trovare in questo momento una band in grado di mischiare in modo così efficace elettronica, rock e industrial e credo che dal vivo la cosa sia ancora più lampante.”

Luca Garrò

 

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