Avatar, alla ricerca dell’accordo fra metal e rock

Abbiamo avuto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con gli Avatar, fra le più promettenti novità sorte all’interno del movimento ‘melodeath’ svedese. Anche se loro si premurano di segnalare le differenze che li distinguono dalle altre band della stessa scena.


Questo è il vostro terzo lavoro in studio, come hanno reagito critica e pubblico a questa release?
E’ stato grandioso, specialmente al di fuori della Svezia. Ma anche i fans svedesi hanno apprezzato il nostro lavoro.

Potete illustrarci le differenze fra questo nuovo lavoro e il CD precedente? Come si è svolta la fase di stesura dei pezzi? Avete proceduto come al solito?
Abbiamo cambiato molte cose riguardo al modo di lavorare insieme. Per questo nuovo album sono state impiegate molte ore di lavoro e gli sforzi da parte di tutta la band sono aumentati, credo che sia grazie a ciò che il nuovo lavoro è così buono. Abbiamo cambiato molte cose nel nostro suono, cose che sentivamo che dovevano cambiare per evolvere e arrivare dove desideravamo. Il metal che facciamo fin dai nostri inizi è stato mescolato con il rock n’roll col quale siamo cresciuti e che amiamo. Penso che siamo riusciti a rendere la nostra musica più interessante, divertente ed accessibile allo stesso tempo, senza impoverirla o farla diventare pop, e ritengo che questa sia la nostra più grande realizzazione.

Parlaci del nuovo video “The great pretender”: perché ce l’avete tanto con quel povero ragazzo?
Lui è un “pretendente”. Cerca di essere qualcosa che in realtà non è, cerca di fare cose che gli altri gli dicono di fare.

Parliamo dell’artwork del CD: dove avere preso l’ispirazione? Perché avete deciso di venire disegnati in quel modo?
Secondo me è una cosa molto “old school”. È più o meno come quando i Rolling Stones o i Beatles o altre band degli anni sessanta si mettevano sulle copertine dei loro lavori. E rappresentare le nostre immagini in uno stile “fumettoso” è una cosa che ricorda molto i Ramones e i Kiss.
Quindi abbiamo utilizzato questi elementi “old school”, ma gli abbiamo dato delle tinte dark per renderli più adatti alla nostra musica. Penso che il risultato finale sia veramente cool.

Secondo voi qual è la maggiore differenza fra il sound degli Avatar e il classico “swedish death metal sound” odierno?
Il nostro stile di cantato melodico ha molto più in comune con l’heavy metal e il rock rispetto a quello di altre band. I riff sono molto più radicati nell’hard rock e hanno un forte groove, il tutto affiancato da un forte lato melodico. L’intera attitudine è molto più orientata verso qualcosa di più divertente e che sia più coinvolgente dal vivo rispetto a quello a cui il pubblico è normalmente abituato.
Oggigiorno altre band hanno avuto successo mischiando il metal e il pop, mentre noi stiamo mescolando metal e rock in un modo nuovo ed emozionante che non si era mai sentito prima.

Dal 2003 avete suonato molte date dal vivo, di supporto a grandi nomi della scena metal. Qual è stata la band con la quale vi siete trovati meglio in tour? Com’è cambiata la vostra attitudine live nel corso di questi anni?
L’attitudine è grossomodo rimasta la stessa, siamo rimasti fedeli ai nostri ideali, abbiamo sempre cercato di migliorarci e di divertirci.
Ogni tour di supporto che abbiamo fatto è stato una grande esperienza sotto ogni punto di vista, tuttavia credo che fra tutte le band che abbiamo supportato, quelli coi quali ci siamo trovati meglio e coi quali ci siamo divertiti di più sono stati gli Hardcore Superstar.

Quali saranno le vostre prossime attività? Intenso tour promozionale? O vi metterete subito al lavoro per scrivere nuovo materiale?
Andremo in tour in Olanda, Germania e Inghilterra tra marzo e aprile per promuovere l’album, e poi sarà il momento di pianificare la stagione dei festival, buone nuove all’orizzonte quindi.
Per quanto riguarda i pezzi nuovi noi scriviamo in continuazione ogni volta che ne abbiamo il tempo. Abbiamo quindi molto da fare come potete vedere!

Corrado Riva 

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