Bernhard (Callejon)

La parola a Bernhard, chitarrista dei tedeschi Callejon, nuova band del roster della Nuclear Blast.

Ciao Bernhard, tutto bene?
Ciao Stefano, grazie, stiamo molto bene. Al momento siamo un po’ stressati perché dobbiamo occuparci dei  nostri lavori normali o dei nostri studi, e stare dietro alle cose della band, come pianificare gli  impegni, ultimare gli ultimi dettagli dell’artwork (il nostro cantante, Basti, ha curato tutta la  realizzazione dell’artwork) girare il video, prepararci per l’imminente tour, e ovviamente la promozione  del disco, come le interviste. Ma amiamo tutto ciò, quindi non ci lamentiamo, odiamo il nostro lavoro  ahah…

Come potresti descrivere brevemente il vostro album, Zombieactionhauptquartier?
Credo che sia assolutamente il nostro migliore, il più fresco, il più vario, e meglio prodotto, disco di  sempre. Abbiamo cercato a tutti i costi di migliorare il nostro songwriting secondo le nostre possibilità,  e di creare un album che unisse molte influenze e aspetti differenti. Non avevamo mai speso così tanto  lavoro e tempo in un disco, e siamo molto soddisfatti del risultato. Ovviamente, un sacco di artisti  sostengono che il loro ultimo album sia il migliore della carriera… Comunque noi ci siamo sforzati  veramente molto nella realizzazione di questo lavoro, e ci siamo sforzati di creare quel tipo di musica  che, da ascoltatori e da fans, ci sarebbe piaciuto ascoltare.

Puoi dirci qualcosa a riguardo del processo di scrittura del disco?
Allora, è stato un po’ complesso all’inizio, perché il nostro batterista ha lasciato la band nel dicembre  scorso. Quindi ci siamo messi alla ricerca di un batterista che avesse talento musicale, che vivesse non  lontano dalle nostre case, che fosse immerso al 100% nel progetto, e che si fosse inserito bene nella band  a livello umano. Così abbiamo scelto di assumere Bodo, che era un batterista di una band con cui avevamo  fatto un tour insieme, e perché si è offerto per il ruolo di “session drummer” fino a quando ne avremmo  avuto bisogno. A quel tempo, le registrazioni erano state pianificate, e abbiamo scritto le canzoni,  insieme, in circa quattro o cinque mesi. Durante la scrittura ci siamo accorti che il materiale era meglio  di quanto ci saremmo aspettati, e quindi abbiamo deciso di assumerlo come membro ufficiale. C’è stata un  po’ di pressione, ma il risultato è buono, è stato tutto abbastanza semplice.

Quali son le vostre principali influenze?
È abbastanza difficile rispondere, perché ogni membro dei Callejon ha i propri gusti personali, e  ascoltiamo molti stili diversi. Ad esempio, il background di Buschy (il nostro chitarrista) è il rock anni  80, del tipo Skid Ror e Dokken, Bodo ha iniziato col jazz fusion, mentre Thorsten è più vicino  all’hardcore, infine Basti ed io ascoltavamo black e death quando abbiamo iniziato con la band. Tutte  queste influenze si mischiano insieme, e cerchiamo sempre di migliorare le canzoni in modo che ognuno di  noi sia soddisfatto. Credo ci siano alcuni elementi ovvi, come Iron Maiden, o At The Gates, ma cerchiamo  di non rimanere confinati in un unico genere, o di darci dei confini, cerchiamo una certa varietà nel  nostro sound.

Perché avete scelto il tema degli zombie per la vostra immagine e per la vostra musica?
Attualmente, ci piace la carica estetica e l’atmosfera apocalittica degli zombie, che sono espresse anche  sulla nostra cover. Inoltre gli zombie offrono un sacco di interpretazioni. Ci piacciono perché  simboleggiano il paradosso della vita e della morte, in un modo molto drastico. Quindi è per questo che  abbiamo scelto questo tema anche per il titolo del disco e per la canzone Zombiefied, che è stata ultimata  durante il nostro viaggio ad Amburgo, per la pre-produzione. Stavamo dormendo all’ultimo piano di un  edificio che una volta era adibito a parcheggio, e che era stato abbandonato per circa venti anni.  L’atmosfera era abbastanza raccapricciante, e immediatamente l’abbiamo associata agli zombie. Per questo  motivo abbiamo scelto il titolo del disco, Zombieactionhauptquartier.

Cosa è cambiato principalmente dal vostro precedente ep?
Come ho detto prima, è cambiata la line-up, con un nuovo batterista. Ma anche tutta la fase di  registrazione è stata diversa dal precedente ep. All’epoca abbiamo registrato tutto in tre giorni nelle  nostre camere, perché all’epoca era nient’altro che un promo per la nostra vecchia label. Registrare il  nuovo album è stato qualcosa di più del semplice registrare e produrre. Ci siamo presi il nostro tempo,  perché volevamo fare le cose in modo perfetto, siamo partiti dalla batteria, poi con gli altri strumenti,  la voce e infine gli arrangiamenti. Il disco suona molto meglio. Per quanto riguarda la voce, abbiamo  provato cose differenti, e ora Basti canta con un timbro molto più basso, perché abbiamo scoperto che è il  timbro perfetto per lui. Prima di questo album, non abbiamo mai avuto modo di fare tutto ciò. Inoltre  abbiamo sperimentato nuove cose per i Callejon, come canzoni più pacate, quasi delle ballate, perché  volevamo mostrare i differenti lati della band. Però alcune nuove canzoni, sono le più pesanti mai  scritte. Credo sia un buon mix.

Perché avete scelto la vostra lingua madre per i testi?
Al momento perché Basti, che si occupa di tutti i testi, non ha una buona pronuncia dell’inglese.  All’inizio avevamo dei testi in inglese, ma non funzionava, quindi abbiamo provato col tedesco e il  risultato era perfetto. La nostra lingua madre ci permette di esprimere i nostri pensieri e le nostre  sensazioni in modo semplice, sarebbe ridicolo farlo con un dizionario. Per noi funziona meglio in questo  modo.

I Callejon sono una giovane band, come avete fatto a entrare nel roster della Nuclear Blast?
Il loro promoter conosceva un nostro vecchio disco e gli piaceva, e quando stavamo trattando con la nostra  vecchia etichetta, abbiamo mandato il promo a tante label, e la Nuclear Blast è stata quella che ha  apprezzato di più la nostra musica, perché ha capito perfettamente dal primo momento, l’idea dietro alla  band. Si può dire che chi lavora per la Nuclear Blast ama la musica, e lavora per passione. È una label  leggendaria, che lavora da oltre venti anni per band eccezionali… Ci piace moltissimo essere con loro,  dieci anni fa eravamo una band di teenager che sognavano di entrare nel catalogo della Nuclear Blast, ed  ora è la realtà. Per noi è un sogno che si realizza.

Grazie Bernhard, abbiamo concluso. A te le ultime parole.
Grazie per l’intervista e il supporto! I Callejon amano l’Italia (specialmente la vostra famosa cucina e  il vino). Ci piacerebbe passare dalle vostre parti in concerto per il prossimo anno. Tenete d’occhio il  nostro album e le canzoni sulla nostra pagina MySpace. Keep it up!

Stefano Risso 

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