Billy Lunn, Charlotte Cooper (The Subways)

Qualche ora prima della loro esibizione al day 1 del Rock in Idro, incontriamo i simpaticissimi Billy Lunn e Charlotte Cooper, rispettivamente chitarra/voce e basso del trio inglese dei The Subways.

13 giugno 2009

Siete mai venuti in Italia prima d’ora?
Billy: Io si, ma solamente come turista, sono andato a Roma, è stata una vacanza magica; il vostro è un paese molto gettonato per la sua storicità, quindi non vedevo l’ora di poterci tornare con tutta la band.
Charlotte: Io sono andata a Pisa, sempre come turista, durante delle vacanze estive.

Come sono le vostre aspettative per il vostro primo show allora?
C: Non lo sappiamo veramente, non abbiamo mai suonato qui, però ogni paese in cui siamo stati ci ha riservato delle sorprese, quindi abbiamo buoni motivi per credere che sarà lo stesso anche qui!

“All Or Nothing” è uscito l’anno scorso, com’è stato il riscontro con i fan?
B: Incredibile! Volevamo fortissimamente che il nostro secondo album fosse migliore del primo in tutti i sensi, e così è stato: è arrivato più in alto nelle charts, così come abbiamo visto molta più gente ai nostri show, l’anno scorso le reazioni nei festival sono state grandiose…davvero non potevamo chiedere di più!

Raccontaci un po’ la fase di produzione.
B: Abbiamo lavorato con Butch Vig, che ha prodotto i Nirvana di “Nevermind”, e per me sono stati i due mesi più belli della mia vita. Butch ha capito esattamente cosa volevamo fare, ci ha trattato benissimo, ci ha ispirato, conosce la migliore musica in circolazione, ci ha portato in studio dolci e caramelle, come se fossimo i suoi figli! È stato fantastico!

Cosa vi ha influenzato maggiormente durante la stesura di “All Or Nothing”?
B: Il mondo è stato la nostra fonte di ispirazione, dopo il primo album per promuoverci abbiamo viaggiato intensivamente in tutto il mondo: Giappone, Australia, parte dell’Europa, molta America… Abbiamo conosciuto persone differenti da noi e culture totalmente nuove, e data la nostra giovane età tutto questo ci ha formato molto. Se infatti “All Or Nothing” è un album che parla di crescere lo dobbiamo soprattutto a questo.

Chi ha contribuito maggiormente durante la stesura di All or nothing?
B: Più o meno tutti equamente, anche se io, in quanto scrivo le linee principali dei brani, tendo a essere un po’ più preponderante. Ma devo dire che Charlotte è bravissima a inventarsi delle linee di basso o le parti di pianoforte, e Josh è altrettanto bravo per le ritmiche.

Qual’è la differenza tra i fan inglesi e il resto del mondo?
B: Perfino in Inghilterra abbiamo notato due reazioni ben differenti; su a nord erano molto più scatenati, mentre al sud erano più riservati, e lo stesso è stato in Germania, sono profondamente diversi a seconda della latitudine. Il resto d’Europa è abbastanza caldo, anche se forse i più pazzi di tutti sono proprio i nostri Scozzesi. Siamo talmente shoccati che le persone da tutto il mondo ci apprezzino così tanto, arrivando ad imparare i testi delle nostre canzoni, che noi per ricambiare cerchiamo di memorizzare qualche parola o frase nella loro lingua da dire al nostro pubblico durante i concerti.

Com’è stato essere ospiti nell’episodio di OC?
C: Divertentissimo! Era la prima volta per noi in Usa come band, abbiamo scoperto di avere moltissimi fan anche dentro quell’ambiente così diverso e “dorato”. Se ci chiedessero di tornare ospiti in qualche programma non ci penseremmo due volte, anche se il massimo sarebbe impersonare qualche vittima di un film horror! (risate generali)

Nicolò Barovier

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