Bon Jovi Tour 2011, intervista a Jon

bon jovi 17 luglio udine

credits David Bergman

E’ uno degli appuntamenti imperdibili di quest’estate 2011: il 17 luglio a Udine i Bon Jovi faranno il loro ritorno in Italia dopo 8 lunghissimi anni (era l’Heineken Jammin’ Festival 2003 a Imola) e l’attesa è da tempo oltre i livelli di guardia. Jon Bon Jovi ha commentato l’inizio della leg europea del The Circle Tour, ecco i suoi pensieri e un saluto speciale a tutti i fans italiani a fine video.


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Come ti senti a ritornare in Europa?
E’ sempre un piacere tornare in Europa. E’ la parte finale del tour “The Circle”, ed è il più lungo che abbiamo fatto in tutta la nostra carriera. Siamo molto felici, in piena forma e ci stiamo divertendo un mondo.

Qual è la cosa che apprezzi maggiormente dell’Europa?
Mi piace venire in Europa. Ci sono culture diverse fra loro, l’architettura è meravigliosa così come il cibo e la gente. E inoltre i nostri fan europei sanno alla perfezione non solo i ritornelli ma anche le strofe di tutti i nostri pezzi.

Com’è cambiato il vostro spettacolo a distanza di 25 anni dal primo tour Europeo?
Come si è evoluto il nostro spettacolo? sicuramente abbiamo molte più canzoni e inseriamo tracce tratte da ogni album, partendo dal nostro primo singolo “Runaway” e arrivando fino ai brani contenuti in “The Circle”. La scaletta cambia ogni sera. Se contiamo le diverse canzoni che abbiamo eseguito durante il nostro mese di permanenza all’O2 arriviamo ad un totale di 72.

Avete suonato 12 serate alla O2 di Londra di fronte a 200.000 spettatori globali, sei contento di tornare in Gran Bretagna?
Certo, voglio tornare sempre in Gran Bretagna. Ho voluto con tutte le mie forze che la location fosse ad Hyde Park, anziché allo stadio di Wembley, perché voglio essere in grado di fare uno show spettacolare…a pochi passi dal mio albergo preferito!

A distanza di 25 anni dal primo tour Europeo quant’è cambiato il pubblico che vi segue?
Il pubblico europeo è leggermente cambiato. Come dicevo prima, i fan europei sono molto fedeli e, a differenza degli americani, sanno a memoria sia le strofe che i ritornelli di ogni canzone. Il vero cambiamento sta nell’aver acquisito fan di seconda generazione.

Trasmetterete in streaming una parte del concerto di Monaco, è qualcosa che avresti mai creduto possibile tanti anni fa?
Chi poteva immaginare all’inizio della nostra carriera un tale progresso tecnologico? Negli anni 90 abbiamo cominciato a realizzare dei dvd e dopo 3/4 mesi i nostri ammiratori in tutto il mondo potevano acquistarli. Adesso invece, attraverso la trasmissione via web, è come se facessimo delle istantanee grazie alle quali la gente può vedere in tempo reale quanto stiamo bene. Ad esempio, se suoniamo allo Stadio Olimpico di Monaco voglio che la gente capisca realmente che ci stiamo divertendo un mondo. E’ una delle mie location preferite.

Quali sono i momenti più incredibili che ricordi considerando tutte le vostre esperienze Europee?
Oltre allo Stadio Olimpico di Monaco, del quale ho appena parlato, ricordo con affetto la RDS Arena di Dublino, nella quale  torneremo a suonare dopo tanto tempo. E la famosa frase “anche Dio e gli angeli erano a vedere il concerto dei Bon Jovi” si riferisce proprio a quando abbiamo suonato alla RDS Arena durante un violento temporale, tra tuoni e fulmini. E non dimentichiamo lo stadio di Wembley, Hyde Park. Nessuno ha registrato un pubblico di 93,000 persone, fatta eccezione per Il Princess Trust Concert…Ci sono successe tantissime cose in tutti questi anni, è sempre bello tornare in Europa.

Un saluto per i fans italiani…
Ciao Italia! Siamo contenti di tornare, siamo stati via per troppo tempo.

Claudia Falzone, Nicola Lucchetta

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