Caparezza

 

14 aprile 2008

 

 

Da qualche anno a questa parte, ogni uscita di Caparezza è accompagnata da maggior attesa rispetto a quella precedente. Se pensiamo poi che questa volta ad uscire non è solo il nuovo album, ma anche il primo libro della sua carriera, allora l’attenzione non può che essere ancora maggiore. Outune ha avuto la fortuna di poter parlare con uno degli artisti italiani più autentici ed originali degli ultimi anni.

Volevo iniziare con una domanda sul nuovo album: cosa hai votato?
(Risate) Cosa ho votato? Voto il fronte dell’uomo qualcuno!

I tuoi testi hanno sempre un forte valore sociale. Lasciamo perdere la politica in senso stretto, ma a livello sociale credi ancora nelle istituzioni?
Credo che le istituzioni siano molto lente, che tendano a rallentare tutte le cose che riguardano i veri problemi e siano invece veloci in altri casi…quando c’è da salvare il culo a qualcuno per esempio. Io non sono un qualunquista, non credo che destra e sinistra siano uguali, anzi, ma mi rendo conto che al di là delle bandiere ci siano delle priorità che non possono più essere tralasciate. Non so dove siamo diretti, di certo io non posso cambiare le cose con delle canzoni. Io sono pugliese e sai quanto sia forte il problema delle morti sul lavoro dalle nostre parti. Non è tollerabile che l’unica cosa che si faccia sia venire ad intervistare i parenti delle vittime e poi tutto torni nel dimenticatoio. Questi sono problemi di cui bisognerebbe occuparsi prima che alle infrastrutture per esempio.

Hai definito il tuo nuovo album un “fonoromanzo”. Cosa intendi dire?
E’ un fonoromanzo poiché è diviso in 14 audiocapitoli e racconta le avventure mie e di tre personaggi singolari: Ilaria Condizionata, una giovane hippie sessantottina alle prese con il mondo d’oggi, il muratore Luigi delle Bicocche e una scimmia non violenta che sfoga la propria aggressività accoppiandosi selvaggiamente con esemplari del suo stesso sesso (per dimostrare che l’omosessualità esiste anche in natura…). I brani sono raccordati l’uno all’altro da momenti recitati, affidati a doppiatori professionisti e vari personaggi tra cui iettatori, speaker tv e io stesso. Come potrai capire, l’album va ascoltato nella sua completezza, per lo meno la prima volta, per capirne appieno il significato.

Ho visto che il libro parla di tutti i tuoi album. L’idea nasce quindi insieme al nuovo disco o ci pensavi già da tempo?
No, è nata mentre registravo il nuovo album perché ero stanco delle persone che mi chiedevano cosa volessi dire nei miei testi. Ogni capitolo tratta di una parte della mia vita e di uno dei miei album, ma in un modo un po’ particolare. Nel primo tomo le canzoni vengono raccontate e spiegate come fossero pagine di un finto diario segreto con foto e documenti fortunatamente mai pubblicati prima d’ora. Nel secondo, Verità supposte, i brani sono favole assurde, dalle quali non aspettatevi nemmeno l’ombra di un lieto fine. Il terzo, Habemus Capa, è una personalissima versione dell’Inferno dantesco, con tanto di note a piè di pagina e tavole di un Gustave Doré in preda agli acidi. Poi il quarto e ultimo, in cui le canzoni sono i capitoli di un romanzo di fantascienza (che abbinato al cd diventa il “fonoromanzo”) della storica collana “Urania”. L’idea di spiegare verso per verso i miei testi mi annoiava e quindi ho deciso di metterla giù in questo modo…

In modo da creare ancora più confusione…
Logicamente. E’ un gioco infinito…

Credi che internet sia l’unico futuro possibile per la musica?
Ti dirò, essendo del ’74, vedo ancora con terrore l’mp3. Per me comprare un disco è una cosa quasi fetish, mi piace il pezzo in quanto tale. Inoltre, pensare che tu registri in un certo modo e poi uno ascolta il tuo pezzo ultracompresso o con le cassettine del pc, mi mette i brividi. Mi rendo conto però che il peer to peer sia un’invenzione pazzesca, ma se non è accompagnato da una certa etica finirà per diventare tutto un mondezzaio. Io scarico, ma se l’album mi piace poi lo compro. E’ per rispetto che lo faccio e per far vivere chi lavora con la propria creatività; certo è che se i prezzi non scendono, nulla sarà possibile.

Ma la storia dell’”erede di Zappa” chi l’ha tirata fuori?
Non saprei perché continuano a definirmi l’erede di Zappa. Penso che Zappa sia semplicemente il più grande compositore che la musica abbia mai conosciuto e non riesco a trovare collegamenti con me di alcun tipo, non potrei mai fare certi paragoni. L’unica cosa che ci accomuna, a parte il baffo e il capello, può essere la mia vena dissacratoria, ma altro davvero no…Oltretutto non sono erede naturale perché non ho il suo cognome e non sono erede e basta perché non mi ha lasciato nemmeno un centesimo.

Credi che “Fuori Dal Tunnel” a distanza di anni sia ancora fraintesa o pensi che le tue precisazioni abbiano avuto un certo effetto?
Ho smesso di farmi paranoie per cose come questa da un po’ di tempo, anche se devo ammettere che ai tempi ci rimasi molto male. Il problema è che non posso far capire a tutti quelli a cui arriva un mio pezzo cosa intendevo davvero dire, è il prezzo della diffusione indiscriminata. L’unica cosa è non finire schiavi di queste situazioni o si finisce per impazzire…

Grazie mille, spero di vederti presto dal vivo!
Grazie a te e in bocca al lupo per tutto.

L.G.

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