Carmen Serra, un esordio da Fiaba

Carmen Serra con il brano “Fiaba” è al 15° posto della classifica dei dischi più venduti. E Carmen Serra è un’esordiente: mica male, come risultato. Il suo album di debutto si intitola “No Self Control”, ed è un inno a superare le nostre paure e, a volte, a saper seguire l’istinto con coraggio.

Carmen, come hai scoperto la musica?
L’ho sempre avuta con me. A 6, 7 anni mi chiudevo in camera ad ascoltare i dischi che avevamo in casa, poi ho iniziato a strimpellare la chitarra di un mio cugino. A casa organizzavamo delle splendide sfide a karaoke. Oggi mi definisco senz’altro cantautrice, ma non musicista. Strimpello, me la cavo, mentre invece la scrittura la coltivo da sempre. Fin da piccola scrivevo diari lunghissimi che erano i resoconti delle mie giornate; oggi i testi delle mie canzoni sono l’equivalente di quei diari.

Quindi sono tutti autobiografici?
Lo sono perché sento la necessità di esternare i miei sentimenti.

I temi che affronti nell’album sono l’amore, le paure da superare, il coraggio con cui si deve vivere…
Sì, non predico la perdita di autocontrollo, nonostante il titolo del disco. Dico solo che ogni tanto le nostre paure ci bloccano e ci fanno perdere momenti importanti, bellissimi, magari fondamentali della nostra vita. E allora ogni tanto lasciamoci andare! Lo dico anche a me, non solo agli altri, perché a volte serve ricordarsi di vivere con coraggio e che ogni tanto è lecito rischiare. E poi, l’amore è fondamentale: come si può vivere senza qualcuno accanto da amare?

E’ un po’ quello che dici nel tuo primo singolo, “Fiaba”, che tra l’altro sta andando molto bene in classifica.
“Fiaba” è una metafora della vita con cui invito a vivere ogni situazione che ci si pone davanti con coraggio. E sta andando molto bene, è vero! Per me, vista la crisi della discografia e dato che sono un’esordiente, è un risultato sorprendente e gratificante. Pensare che mi hanno fatto sentire la melodia e io non ero convintissima perché sarei un po’ più rock. Però, più la ascoltavo, più mi piaceva… e mi sono convinta.

Nel disco ci sono anche due brani in inglese: come mai questa scelta?
L’italiano e l’inglese hanno due sonorità diverse: scelgo la lingua in base alle esigenze della canzone, optando per quella che funziona meglio.

Francesca Binfaré

www.carmenserra.it

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