Chris Howorth (In This Moment)

Arrivare al secondo disco, e fare un disco di rottura con il breve passato (tre anni di carriera), può far storcere il naso ai più. Resta il fatto che questo “The dream”, ultima release dei californiani In this Moment, presenta dei pezzi gradevoli e una cantante, Maria Brink, che si candida a promessa di questo 2008.
Parliamo di questo disco, e della loro breve carriera, con il chitarrista Chris Howorth, forse un po’ ermetico e scontato nelle risposte.

 

Puoi spiegarci alcuni dettagli sul lavoro che c’è stato dietro alla produzione di “The dream”?

Beh, semplicemente abbiamo scritto 18 canzoni e le abbiamo registrate a Las Vegas con il nostro produttore Kevin Churko. La nostra etichetta, la Century Media, sta promuovendo in queste settimane il disco.

Questo disco è un vero e proprio cambiamento nel vostro sound: l’unico collegamento con il precedente “Beautiful tragedy” è, infatti, la canzone “The great divide”. Quali sono le ragioni di questo cambiamento drastico?

Niente di speciale, semplicemente abbiamo voluto concentrarci e scrivere i pezzi migliori, e il risultato è questo “The dream”.

“The dream” mette in risalto il talento di Maria Brink come cantante. Pensi che questo disco sarà l’inizio di un vostro successo planetario?

Tutto quello che vogliamo che vogliamo fare, per ora, è andare in tour e far conoscere il disco. Noi speriamo che la gente apprezzi questo disco e che la band possa raggiungere un livello superiore.

Il 22 ottobre è iniziato il vostro tour statunitense. Quali sono i vostri piani per il tour promozionale di questo disco?

Abbiamo dei piani importanti, sia negli USA che in Europa, ma purtroppo non posso anticiparti niente. Posso solo dirti che saremo in tour per tanto tempo.

La storia degli In this Moment è strettamente collegata con MySpace. Qual è la relazione tra la tua band e questo social network?

Abbiamo capito quasi subito che MySpace poteva essere utilizzato come strumento per far conoscere la nostra musica, è stato di enorme aiuto. I nostri primi tour li abbiamo organizzati e promossi con MySpace e tutto il mondo della musica (il nostro manager, le altre etichette e gli addetti ai lavori) ci contatta con questo strumento.

Blasko (bassista di Ozzy Osbourne, ndr) è ancora il vostro manager? Vi sta aiutando per diventare famosi?

Sì, Blasko è ancora il nostro manager, ci sta aiutando passo passo. È come se fosse un componente della band: lui crede in noi, e noi crediamo in lui.

Perché Maria ha scelto di vestire abiti “inusuali” durante i concerti e le foto promozionali?

Mmm.. lei veste quello che vuole e non ha paura di essere sé stessa. Non penso che sia corretta la parola “inusuale” per definire i suoi vestiti, forse “unici” è meglio.

Quand’è che la tua band, in tre anni di carriera, ha capito che sarebbe diventata famosa, ottenuto un importante contratto discografico e una fanbase sempre più crescente?

Non prendiamo mai niente per certo e tutto quello che è avvenuto finora è solo una grande avventura: stiamo ben saldi con i piedi per terra, ma contemporaneamente ci piace viaggiare in alto.

E il miglior ricordo? E il peggiore?

Il migliore, probabilmente, è stato suonare con Ozzy al Madison Square Garden. Il peggiore.. penso che per ora non ne abbiamo avuti: tutto quello che ci è successo è avvenuto perché qualsiasi evento ha una sua ragione.

Potete utilizzare le ultime righe per dire qualcosa ai nostri lettori!

Ai vostri lettori e ai nostri fan: grazie per il supporto, e ascoltate il nostro “The dream”. Al vostro portale, grazie per questa intervista!

Nicola Lucchetta

Condividi.