Cristiano Godano (Anteprima Traffic Festival 2009)

In occasione della Fiera del Libro di Torino musica e letteratura si incontrano sul palco, questa volta grazie a Nick Cave, il nome che più d’ogni altro segnerà questa edizione del Traffic Festival, vista anche la lunga latitanza dal suolo italiano.

 

A Cristiano Godano (Marlene Kuntz) l’onere e l’onore di leggere uno scritto di Nick Cave intitolato “Ricci nell’anima” tratto da “King Ink”, scritto in cui l’autore spiega come sia venuto in contatto la prima volta con gli Einsturzende Neubauten e con il leader Blixa Bargeld che divenne in seguito suo intimo amico.

Torino, 18 Maggio 2009 – Foto di Livio Novara

Cristiano racconta anche di come abbia intervistato una volta Nick Cave e come sia nata una conoscenza dalla quale è scaturita anche una sorta di collaborazione artistica.

 

“Ero stato invitato da Alberto Campo, uno dei più importanti esponenti della rivista musicale Rumore, poiché sapeva che avevo già avuto delle connessioni con Nick Cave nate in un modo fortuito durante la consegna di un riconoscimento al Premio Tenco di qualche edizione fa. Insieme a me e a Luca (Bergia, betterista dei Marlene Kuntz ndr) c’erano anche i nostri nuovi discografici, che ci procacciarono un pranzo con Nick Cave. Non posso negare che sia lui sia una specie di mio punto di riferimento. Sono nato come ascoltatore appassionato di un certo tipo di musica, un tipo di passione che ti lega in maniera esclusiva, molto forte, con una musica che si ritiene migliore di tanta altra da molti punti di vista. E’ una passione che ho vissuto a fondo e Nick Cave mi è arrivato molto forte, insieme ai Sonic Youth e Neil Young, che è un altro dei miei grandi miti di sempre. Un mito, Nick Cave, quando ero giovane, era per me un punto di riferimento quasi mitologico. La prima volta che entrai nei camerini di un suo concerto, prima dell’episodio al Premio Tenco, lo guardai pietrificato non sapendo cosa dire. Lo idealizzavo e lo vedevo come una persona quasi proveniente da un altro pianeta. Non è esattamente così, è una persona come tutti noi da tanti punti di vista, ma da altri è una persona speciale che ha portato avanti una poetica molto personale e che ha fatto un percorso artistico non confondibile con altri; in fondo non si richiede ad una figura del rock ‘n roll di essere geniale, ma di essere particolare. Dopo quella prima occasione ce ne sono state altre e ho avuto la grandissima fortuna di confrontarmi con lui in un modo molto speciale perché mi ha aiutato a  controllare la traduzione di cinque miei testi in inglese. La cosa è avvenuta in modo molto fortuito, eravamo entrambi ospiti del concerto del Primo Maggio a Roma e ci siamo rivisti nei camerini, e dopo i convenevoli Luca (Bergia) che era di nuovo con me ha avuto la fantastica prontezza di riflessi di dirgli che stavo traducendo dei miei testi. Lui, molto spontaneamente, si è offerto di correggermeli e io l’ho guardato con uno stupore quasi trascendentale. Per me quello è diventato un momento cruciale, una specie di traguardo di un percorso personale, perché potersi confrontare a livello intellettuale, artistico, creativo con lui che era un mio punto di riferimento, è stato un momento decisivo della mia vita di musicista rock”.

 

Si conclude l’incontro con un omaggio musicale a Nick Cave, con due brani, “Into my arms” e “The ship song”, tradotti in italiano da Cristiano Godano e musicati insieme a Davide Arneodo, attuale tastierista dei Marlene Kuntz, in un duo acustico intimo e minimale per una performance che probabilmente rimarrà un caso unico e irripetibile.

Livio Novara

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