Daniel Cavanagh (Anathema)

 

 

Abbiamo rintracciato Danny degli Anathema in occasione dell’uscita di Hindsight, un estratto del loro migliore repertorio rivisto in chiave acustica. Buona lettura.
Dopo cinque anni da “A natural Disaster” eccovi di nuovo con Hindsight. Ti va di presentarlo brevemente ai lettori? 

È fantastico essere sul vostro portale, siete molto professionali. Beh, il full length è stato già presentato ampiamente dalla nostra casa discografica per cui non dirò altro per ora. (nda: Danny rimanda al seguente sito per maggiori informazioni: www.kscopemusic/anathema).

In base a quale criterio avete scelto i pezzi da riadattare in chiave acustica?

È stato facile. Ci siamo basati sui concerti acustici che abbiamo fatto in tutti questi anni. Ecco come sono nati gli arrangiamenti tipo quello di “are you there”. Sono nati dagli show improvvisati.
Quella versione di “one last goodbye” è stata prima suonata dal vivo per molte volte.

Ultimamente anche on stage state riproponendo sempre di più i vostri pezzi in chiave acustica. È possibile che in futuro  vi apriate a questo tipo di sonorità anche per materiale inedito?

Il materiale futuro sarà come sarà. E’ troppo presto per dire in che direzione andrà ma io continuerò la mia carriera acustica e penso che alcune delle nuove canzoni saranno così.

Se avessi deciso di riadattare qualche brano della vostra prima parte della carriera, quale ti sarebbe piaciuto proporre in chiave acustica, e perchè?

Non abbiamo deciso a priori. Abbiamo scelto di mantenere la lunghezza dell’album al di sotto di un’ora e ritengo sia stata la scelta migliore. Avremmo potuto provare con Sleep in Sanity o con la prima parte di We The Gods, ma la maggior parte del vecchio repertorio non è bello come quello nuovo.

Il 2008 è un anno ricco di novità per quanto vi riguarda: il vostro nuovo album è alle porte. C’è, stilisticamente, qualcosa di Hindsight che si potrà ritrovare anche nella vostra prossima uscita?

Mi verrebbe da dire che Hindsight è una release a sè stante. Il nuovo album è davvero una cosa diversa. L’unica analogia è il fatto che siano stati registrati nello stesso luogo – fatti da noi – utilizzando i proventi di Hindsight per farlo.

Ci puoi dare qualche anticipazione sullo stile del materiale di prossima uscita?

Beh, le nuove canzoni sono varie e si tratta di un album potente che ecciterà e scalderà la gente a cui piace questo tipo di sound. E’ pieno di spirito e di onestà; è molto intenso ed è il nostro miglior lavoro concepito finora. 

Lee Douglas ora è in pianta stabile negli Anathema. In che modo pensi influenzerà il vostro sound? Come mai avete optato per una seconda voce?

Lei è una grandissima cantante, è parte della famiglia e aggiunge una vera dimensione al nostro sound. Apporta l’elemento femminile ed è un colore diverso con cui dipingere.

Per il nuovo full length avete lavorato di squadra, nonostante fino al passato recente fossi tu il maggiore compositore. Che differenze avete trovato nell’approccio al songwriting lavorando in questa maniera?

Il lavoro di squadra è molto più potente. Fa risaltare i punti di forza di ognuno. Questo è il motivo per cui abbiamo più successo ora (nda: per successo in questo caso Danny intende non  tanto quello commerciale quanto quello personale, di riuscita migliore delle loro canzoni).

Si è occupato nuovamente Travis Smith della realizzazione della copertina?

Non per Hindsight. L’intera produzione è opera nostra, senza influenze esterne. Travis è ottimo, comunque, e resteremo in contatto per altre possibilità in futuro

Bene Danny, io ho concluso. Lascio a te l’ultima parola per un saluto ai lettori di Outune.net.

Faccio i miei migliori auguri a te e alla redazione di OUTune. Un grosso in bocca al lupo anche ai lettori.

Andrea Arditi

 

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