Danilo Sacco presenta il suo disco solista

19 anni anni, in termini sia umani che discografici, sono tanti. Ragion per cui la decisione di Danilo Sacco di rinunciare alle sicurezze che gli venivano offerte dal suo ruolo di frontman dei Nomadi dev’essere stata sofferta. Tanto che, si è sentito dire, non tutti hanno gradito, con una separazione tutt’altro che indolore. Eppure, nel presentare il suo primo disco da solista, “Un altro me”, con calma zen Danilo minimizza e racconta questo cambiamento più come una scelta di vita. “È cominciato tutto nei giorni dei miei infarti. Tutti ci riteniamo invincibili ma non lo siamo, e io ho scoperto di avere paura”, ammette. “Così ho deciso di dare una svolta alla mia vita e di rallentare il ritmo, perché i Nomadi sono una realtà a cui devi dedicare tutto te stesso e io temevo di non riuscire a dare il meglio”. Ma nessuna premeditazione, giura: “Non me ne sono andato avendo già in mente di fare il solista. Però avevo delle canzoni da parte e quando ho trovato dei collaboratori fantastici come quelli che ho ora, ho deciso di provarci”.

Valerio Giambelli degli Statuto, Andrea Mei dei Gang, Jean-Pierre Rodriguez, Antonio Righetti e Tommy Graziani sono i componenti della band di Danilo Sacco: “Dal vivo abbiamo una potenza di fuoco incredibile”. Anticipato dal singolo “Non cammineremo mai”, “Un altro me” propone undici tracce che faranno di sicuro contenti i fan dei Nomadi, anche se l’impronta personale di Danilo si fa sentire. “Mi piacerebbe che fosse visto come un lavoro onesto… e tutto sommato normale, perché oggi la vera rivoluzione è essere normali”. Ma che il terreno di gioco rimanga lo stesso, non lo nega nemmeno Sacco: “Spero che un po’ dei fan dei Nomadi mi seguano in quest’avventura. E, allo stesso tempo, che quelli che ci verranno a sentire dal vivo vogliano scoprire anche la musica dei Nomadi”.


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