Dave Hunt (Benediction)

 

22 agosto 2008

Al ritorno sulle scene dopo sette anni dall’ultimo album, ecco le parole di Dave Hunt, voce dei Benediction, sull’ultima fatica della band inglese, Killing Music.

Incomincerei l’intervista facendoti subito i complimenti per il nuovo album.
Grazie mille, siamo molto contenti del disco, siamo molto eccitati.

Siete tornati con un nuovo lavoro a sette anni da Organised Chaos. Come mai avete atteso così tanto per pubblicare Killing Music?
Per noi non è stata una lunga attesa. Abbiamo continuato a suonare, a fare tour ecc… Poi ovviamente ci è voluto del tempo per scrivere il disco. Ci sono varie ragioni per questi anni di attesa, abbiamo cambiato diversi batteristi, abbiamo stipulato un nuovo contratto con la Nuclear Blast, abbiamo lavorato per organizzare tour e festival, ecc… Ma realmente, non ci sembra sia passato tanto tempo.

Parlando del contenuto di Killing Music, si nota fin da subito che non avete cambiato per nulla il vostro trademark. Credo che sia stato un vostro obiettivo fin da subito…

Si, ne siamo molto orgogliosi. Ma non credo che la nostra musica sia rimasta la stessa in tutto questo tempo. Il nostro nuovo disco non suona come The Dreams You Dread, che a sua volta era diverso da Transcend The Rubicon, e cosi via… La cosa fondamentale è che la gente può ascoltare Transcend The Rubicon, e potrà appassionarsi a Killing Music, trovarlo immediatamente familiare e al tempo stesso avvertire una forza nuova e aggressiva. Per me, il disco non suona come un album vecchio, ma ovviamente è fedele a quanto hanno fatto i Benediction in tutti questi anni. E questa è una delle ragioni per cui siamo fieri del disco.

Anche la produzione sembra studiata per dare un tocco retrò…

Allora… Non eravamo decisi fino in fondo nella scelta di una produzione interamente old school, ma al tempo stesso non volevamo ricorrere a dei metodi di registrazione futuristici. Il nostro obiettivo con Mick (il produttore), era di ottenere un suono potente che fosse in un certo senso “guidato” dal materiale stesso. Un suono che fosse vicino alla canzoni, il più adatto possibile.

Non credi che i nuovi ascoltatori possano essere meno entusiasti, al giorno d’oggi, nei confronti di una proposta dal taglio old school, avendo a disposizione migliaia di band presenti sulla scena?
Una scena che i Benediction hanno contribuito a costruire, e mentre migliaia di band nascono e muoiono, noi siamo sempre rimasti vivi. Tutto si manifesta in modo ciclico, ma se suoni la tua musica, e ci credi ingenuamente, niente di tutto ciò ti preoccupa. Però noi non siamo rimasti fermi e non siamo diventati dinosauri… Basta sentire il nuovo album e capirai. Dalla tua domanda sembra ci sia una sorta di abisso tra noi e gli ascoltatori più giovani, ma credo che sia tutte balle. Una delle band più popolari tra i giovanissimi sono i Metallica, che sono ancora più vecchi dei Benediction. Conosco un sacco di teenager appassionatissimi dei Testament, At The Gates, Obituary e i Carcass si sono appena riuniti per venire incontro alle richieste di un pubblico che attraversava tutte le fasce di età. I Benediction sono attivi da molto tempo, ma questo non fa alcuna differenza per chi si approccia alla nostra musica per la prima volta con Killing Music. Sì, c’è un abisso tra noi e band come i My Chemical Romance, anche se in questo caso la differenza maggiore non è nello stile, ma nel fatto che loro sono merda.

Avete cambiato qualcosa in fase di composizione o avete lavorato come sempre?
No, anche se non c’è un processo “normale” da seguire per scrivere le canzoni dei Benediction. Io credo che se una cosa funziona, potrebbe andare bene anche nell’occasione successiva, oppure le cose potrebbero cambiare. Non c’è un vero processo ben definito. Per Killing Music, la tecnologia a disposizione al giorno d’oggi ha aiutato gente come Daz, che arriva in studio con la canzone quasi terminata, giusto per fare gli ultimi cambiamenti, rispetto al passato, dove si doveva fare molto di più di una semplice jam session e assemblare riff di musicisti differenti. Per me, questo ha dato un maggior senso di coesione al disco, ha funzionato bene.

Quali sono le tue canzoni preferite del nuovo album?
Direi They Must Die Screaming e The Grey Man… La prima perché suona come una classica canzone dei Benediction, una vera mazzata death metal. La seconda perché inaugura il disco come un pugno in faccia.

Puoi spiegare il titolo del disco?
È semplice. Born To Be Wild sta guidando la musica. Barry White produce fottuta musica. Il nostro nuovo album sta uccidendo la musica. (tutto chiaro, no? Ndr.)

Stefano Risso

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