David Ellefson: l’anno prossimo è il venticinquennale di Peace Sells…

Una figura imprescindibile nella band di Dave Mustaine: David Ellefson è finalmente tornato a casa e si è concesso a una chiacchierata piacevolissima poco dopo l’esibizione tenuta a Jonschwil durante il Sonisphere 2010.

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Non è stato strano rientrare nei Megadeth, era abbastanza strano non essere nei Megadeth in effetti!”. David Ellefson è tornato a casa dopo tante discussioni col boss Mustaine, ora la coppia che ha scritto pagine indelebili nella musica pesante si è riunita poco dopo l’inizio del nuovo anno. Abbiamo incontrato David durante il Sonisphere Svizzero, ecco le sue parole e il suo colossale video saluto.

Come ti senti a essere rientrato? Cos’hai fatto mentre non eri nei Megadeth?
“Mi sono tenuto occupato e ho sfruttato bene il tempo in cui non ero nella band. Ho fatto dischi con gli F5, ho partecipato a diversi altri album di altre band, tra cui i Soulfly. Non sono mai stato il ragazzo che suona in una band e si dedica anche ad altri progetti paralleli, a dirla tutta penso ancora di non aver registrato un vero e proprio disco solista, mi sono divertito a formare delle bands, metterle insieme, andare a provare in sala e quindi registrare il disco. Ora è bello essere tornato, stavo sentendo che in qualche modo un periodo stava volgendo al termine, allo stesso tempo i Megadeth cominciavano a sentire la necessità di un cambiamento e insomma, le cose sono quasi successe da sole. Sono Cristiano e do un grande peso alla mia fede nella mia vita, molte cose si muovono autonomamente e dopo un certo periodo di tempo sei in grado di vederle succedere come se stessi osservando dall’esterno la tua stessa vita. Quando ho iniziato a risentirmi con la band ho capito subito che sarebbe successo grazie a Dio, l’ho detto a Dave (Mustaine, ndr) ‘sapevo che sarebbe successo’, sono davvero contento.”

Qual è stata la reazione dei fans Americani all’annuncio del Rust In Peace Anniversary Tour?
“La risposta dei fans Americani all’annuncio del Rust In Peace tour è stata pazzesca: non appena l’abbiamo annunciato e allo stesso tempo è stato comunicato che sarei rientrato nella band, avevamo messo in vendita anche i biglietti per il tour in Centro e Sud America. Da subito abbiamo ricevuto un sacco di messaggi e di preghiere affinchè portassimo Rust In Peace non solo negli States ma ovunque. Stesso discorso per l’Europa, ci dicevano ‘non è giusto se non lo suonate qui da noi’. Insomma non lo facciamo ovunque, nei festival alterniamo le scalette e magari facciamo solo un paio di pezzi da Rust perché preferiamo far sentire a varie audience anche altri nostri pezzi: oggi ad esempio abbiamo fatto “Hook In Mouth” o “Wake Up Dead”, “In My Darkest Hour” e “Skin O’ My Teeth”, cerchiamo di essere vari il più possibile. Ora torneremo a breve in America per l’American Carnage Tour, un tour che toccherà grandi città che ugualmente vogliono sentire tutto Rust In Peace…insomma abbiamo ancora qualche mese prima che l’anno che coincide col ventennale di Rust In Peace termini: è iniziato il 1 marzo 2010 e finirà il 1 marzo 2011, vedremo quel che potremo fare…”

Questa è una mia curiosità: ci sarà ancora la possibilità di sentire dal vivo pezzi come ‘Good Mourning…Black Friday’?
“Guarda ti voglio buttare sul tavolo questa considerazione: l’anno prossimo sarà il venticinquennale di Peace Sells, il 2012 sarà il ventennale di Countdown To Exctinction, il 2013 il venticinquennale di So Far So Good So What…insomma sono coincidenze abbastanza divertenti no?”
Questo è uno spoiler amico…
“E’ un’opzione no? Tutto è possibile…”

Ok abbiamo parlato di anniversari…ma cosa riserverà il futuro ai Megadeth? Forse un nuovo disco?
“Prima o poi arriverà anche il momento per un nuovo disco ma al momento i prossimi sei mesi sono già dedicati al tour, abbiamo vari progetti in ballo e alcuni che vedranno la luce nelle prossime settimane…”
Stai parlando anche del nuovo brano ‘Sudden Death’?
“Sì, è un brano feroce, è la canzone definitiva per Guitar Hero (videogame, ndr), suona Megadeth al cento per cento, quando ci siamo messi io e Dave a provarla ho capito subito che sarebbe stato un pezzo incredibile. Questo è solo un pezzo fatto apposta per la serie, il gioco uscirà verso fine anno, non so ancora se può essere una base di partenza per il prossimo disco, davvero al momento è troppo presto per dirlo.”

Un tuo parere riguardo alla nuova line-up e riguardo a Shawn (Drover, batterista, ndr) e Chris (Broderick, chitarrista, ndr)?
“Ottima. Shawn non solo è una grande persona ma è un grande amico per i Megadeth, ha uno stile che è perfetto per il modo in cui noi suoniamo. È molto ‘rilassato’ dietro al kit, il suo approccio rende tutto il disco Rust In Peace un piacere da suonare…”
Credo che sia migliorato molto rispetto a quando è entrato nella band
“Sì assolutamente sì, è cresciuto tantissimo ed è cresciuto proprio dentro la band consolidando la sua posizione nei Megadeth, il suo modo di suonare facilita il nostro lavoro on stage e questo per una band è il massimo. Chris Broderick è fenomenale, le sue abilità sono indiscutibili, è un ragazzo molto umile e tranquillo, sul palco diventa un animale, è imponente anche di stazza ed è perfetto nella band, ci divertiamo molto con questa line-up…”

Ok adesso vai di flashback e dicci qual è stato, se ne hai solo uno, il momento migliore e il momento peggiore nella tua carriera come musicista.
“Dunque, momenti migliori sono stati quelli tipo quando “Peace Sells” è diventato disco d’oro, quando abbiamo girato il nostro primo video, suonare a Donington, a Rock In Rio, vedere “Countdown To Extinction” diventare doppio disco di platino…insomma questi sono i momenti che hai sempre sognato di vivere e quando i sogni diventano realtà… Punti bassi, vediamo…cambi di line-up, conflitti interni e disaccordi impossibili da aggiustare in vari momenti del passato…a guardarli ora col senno di poi posso dire che tutto si risolve col tempo, basta che le cose seguano il loro corso…”

Parlando del recente tour italiano, qual è l’immagine che ti è rimasta maggiormente impressa dei fans italiani oppure un momento in cui hai pensato che l’Italia fosse davvero un posto fantastico?
“Credo che in occasione del concerto fatto a Roma durante il tour di Youthanasia mi diede l’occasione di conoscere un po’ la città. Venne anche mia moglie, visitammo il Vaticano, girammo molto per Roma e una volta tornati a casa poche settimane dopo nacque nostro figlio che chiamammo Roman, perché siamo affascinati e legatissimi alla città di Roma, la amiamo…in questo tour la mia famiglia non ha potuto seguirmi ed è stato un peccato perché tornavamo a Roma dopo molti anni, sono andato un po’ in giro da solo e ho fatto un video per il mio canale YouTube…In questo tour devo dire che la data di Bologna è stata grandiosa anche per delle tagliatelle al ragù strepitose…insomma il cibo è fantastico, i fans italiani sono davvero pieni di passione, sono accoglienti e amichevoli, non posso che dire cose positive sull’Italia, spero davvero di tornare presto nel vostro paese…”

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