Deian e Lorsoglabro

Abbiamo raggiunto telefonicamente Deian per una simpatica chiacchierata in occasione dell’uscita del nuovo lavoro. Deian è stato un po’ restio a fornire una biografia convenzionale di sé, convinto del fatto che i trascorsi di una persona non debbano influire sul giudizio riguardo alla propria musica; rispettiamo questa sua scelta e vi invitiamo a leggere direttamente sul suo myspace la spassosa bio (http://www.myspace.com/deiansong) liberamente interpretabile.

 

Ho avuto modo di vedervi al Traffic Festival e mi ha colpito il modo ludico e disimpegnato di porvi sul palco.
Mi fa piacere la cosa, però c’è sempre il rischio di essere poi sottovalutati, perché un conto è conoscere i propri limiti ed agire di conseguenza senza presunzioni, un conto è essere a conoscenza di cosa si ha di positivo ed esternarlo. Quando sono sul palco alla fine una cazzata mi esce sempre, magari non fa ridere, ma è per sdrammatizzare dei clichè che mi danno fastidio. Probabilmente tutto ciò fa parte anche dei nostri limiti, se vogliamo, ma non pretendiamo di essere rivoluzionari.

Parliamo del nuovo disco.
Il disco ha avuto una gestazione lunghissima, con in mezzo momenti morti drammatici per il sistema nervoso. L’abbiamo iniziato più di due anni fa e nel frattempo siamo migliorati parecchio dal vivo e suonando più volte i pezzi abbiamo trovato soluzioni diverse che ci piacevano. Siamo entrati in studio con Cristiano, chitarrista dei Perturbazione, partendo dalle canzoni senza arrangiamenti che sono stati poi sviluppati direttamente lì. Durante i live però, un po’ per necessità, gli arrangiamenti sono diversi rispetto allo studio in cui puoi sovraincidere quanto vuoi.

Parlavi di Cristiano dei Perturbazione, ci sono stati altri contributi esterni?
Partendo praticamente solo dai testi, i pezzi sono nati sul momento, parlandone insieme agli altri. Cristiano è stato molto importante, ha registrato diverse chitarre e ha detto spesso la sua in fase di arrangiamento. Poi sono intervenuti dei musicisti nostri amici, musicisti molto bravi, tra i quali per esempio Gianni Denitto, un sassofonista di Torino. Vorrei anche citare però un individuo molto particolare che ha registrato con noi, chiamato Mimmo Passero, che porta sempre con sé una borsa con dentro un sacco di richiami per anatre ed altri uccelli e questa cosa è stata sfruttata nel disco.

Come vedi la scena torinese?
Non voglio parlare dei soliti Subsonica e Linea77 perché li conoscono tutti e avendocela fatta vanno ben oltre la scena cittadina. Vorrei parlare di nomi minori, di cantautori come me, come per esempio Vittorio Cane, che fa canzoni pop e le canta in maniera del tutto personale. Suono con lui tra l’altro anche l’organetto quando riesco tra un live e l’altro. Oltre a lui, Matteo Castellano, un cantautore molto interessante che suona anche per strada quando non ha concerti nei locali. Tra gli altri anche Stefano Amen, o Paolo Spaccamonti, quest’ultimo non è un cantautore, ma un ottimo musicista che fa musica strumentale, dal vivo usa solo una loop station insieme ad un contrabbassista o una violoncellista. In un altro ambito aggiungerei anche i Movie Star Junkies, cantano in inglese e hanno influenze prettamente estere, dal Nick Cave più rumoroso, al punk e al rock’n roll, mi piacciono tantissimo.

Una curiosità, da dove viene Lorsoglabro?
Mi piaceva il suono, c’è anche una storiella dietro, ma è troppo stupida per parlarne. E’ una cosa un po’ masochistica, perché già Deian non è un nome “normale” e spesso viene storpiato, poi aggiungi a questo Lorsoglabro e le cose non possono che peggiorare, aggiungendo un’ulteriore difficoltà a scrivere il nome completo correttamente (ride).

Livio Novara

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