Dream Theater intervista a John Petrucci, le braccia del progressive

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Il nuovo album dei Dream Theater ha portato il gruppo di John Petrucci addirittura al secondo posto nella classifica italiana. Che ne pensa il chitarrista della storica prog metal band di questo traguardo? “A dirti la verità non ce l’aspettavamo, dopo tutti questi anni vedere ancora che un sacco di fan comprano i nostri dischi è motivo di soddisfazione incredibile. E che dire dell’Italia, un paese che da sempre ci ha trattato benissimo, ci fate sentire i benvenuti ogni volta che veniamo, arrivare in questa posizione di classifica con un album è fantastico, devo ringraziare a nome di tutto il gruppo i fan italiani grazie, grazie davvero!”

Raggiungiamo il colossale axeman (triplicato di dimensioni rispetto a sette/otto anni fa, guardate le foto sotto) durante una sessione di allenamento. No non è una battuta, è lui stesso a dircelo: “Mi sto allenando proprio in questo momento!”
Ma sei oramai un body builder incrollabile?Non mi definirei così, mi piace allenarmi ed essere in forma, è qualcosa che mi fa stare bene con me stesso e mi aiuta a prepararmi ai tour. Non ho certo in programma di gareggiare!”
Che musica ascolti quando sei a pompare?Ti sorprenderò ma non ascolto musica quando mi alleno, mi concentro molto quando faccio esercizio e alzo pesi“.
Ma dai! Le rare volte che riesco ad allenarmi io invece non posso fare a meno di aver la musica nelle orecchie. Quale pezzo dei Dream Theater consiglieresti per una playlist da sentirsi in palestra?Forse The Enemy Inside sarebbe una buona scelta! La musica in effetti può essere una necessità se ti trovi in una palestra affollata o che diffonde canzoni che non ti piacciono (risate, ndr)”

>> LE DATE DEI CONCERTI ITALIANI DEI DREAM THEATER

Parliamo del disco, per quanto mi riguarda penso sia il miglior lavoro dal 2002 a oggi…
Ti ringrazio, anche noi siamo davvero convinti che questa volta siamo riusciti a mettere in un unico album tutto ciò che volevamo, dall’inizio alla fine. Penso che raramente siamo riusciti a comporre un lavoro così omogeneo e completo, ci sono tutte le influenze e le caratteristiche del nostro sound che abbiamo esplorato dagli anni novanta a oggi, ci sono pezzi diretti e meno immediati, ci sono ballad e momenti aggressivi, trame strumentali e canzoni strutturate come piace a noi, davvero siamo soddisfattissimi del risultato finale!
Qual è il tuo pezzo preferito di questa release?
Direi senza dubbio “The Looking Glass”, subito dietro citerei “Behind The Veil” ma anche “The Enemy Inside” è divertente da suonare e sono sicuro che dal vivo sarà una bomba!”

A proposito di concerti, cosa dobbiamo aspettarci per le date italiane?
“Saranno eventi che di solito chiamiamo An Evening With Dream Theater, non ci saranno band di supporto e ci esibiremo per tre ore.”
L’anno prossimo saranno vent’anni dall’uscita di “Awake”, lo suonerete per intero?
“Guarda è ancora presto per sbilanciarsi, sicuramente quello è stato un album importante ed è molto apprezzato dai nostri fans, quindi sicuramente lo celebreremo a dovere!”


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