Elisa ci racconta Ivy, il suo nuovo progetto

Il 30 novembre esce “Ivy”, un lavoro intimo e personalissimo di Elisa. Si tratta di un progetto a 360 gradi composto da un album e da un dvd. Il cd alterna 17 brani in inglese e in italiano (più uno in francese) tra cover, greatest hits e inediti; il dvd, invece, propone un docu-film di 50 minuti girato ad Artesella in ValSugana, in Trentino, con la regia di Danni Karlsson, in cui è la stessa Elisa a descrivere, tra parole e note, il senso del progetto.

Il singolo di lancio del progetto è “Nostalgia”, firmato da Elisa sia per quanto riguarda il testo sia per la musica, composta insieme ad Andrea Rigonat. Gli altri inediti sono “Sometime Ago” e “Fresh Air”. Elisa ci ha accompagnati in un percorso alla scoperta di questo progetto.

Iniziamo da “Sometime Ago”, il primo inedito che si incontra nell’ascolto, in cui torni a parlare di tuo nonno…
Torno a scrivere di lui perché è per me fonte di ispirazione continua, ammiro il modo in cui ha vissuto. Tutto quello che faccio è legato ai sentimenti, perciò mio nonno torna nelle mie canzoni come le persone importanti della mia vita che mi hanno insegnato cose fondamentali.

In “Nostalgia” quando dici che un mestiere aiuta a superare certi momenti, ti riferisci anche al tuo?
Non considero esattamente un mestiere l’essere cantautrice, quanto l’espressione della mia passione più grande. Canterei ugualmente, anche se svolgessi un lavoro diverso. Quindi sì, la musica aiuta nei momenti difficili, come tutte le passioni.

Cosa ci dici invece di “Fresh Air”?
E’ una canzone vecchia, l’ho scritta quando avevo 20 anni. La mia vita privata era in stallo, così avevo pensato di andare a vivere a Londra. Ho caricato tutto sull’auto, che al massimo andava a 90 all’ora: sono arrivata in Inghilterra dopo quattro giorni. Lì ho trovato stimoli ed energia. “Fresh Air” è proprio questo, una boccata di aria fresca.

“Ti vorrei sollevare” è stato il primo singolo di “Heart” che in questo disco canti da sola ma che nell’originale interpretavi con Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro. Vista l’ottima riuscita del duetto (formula che riproponete anche nel nuovo disco della band salentina nel brano “Basta così”), non avete pensato a una collaborazione più estesa?
Di idee ce ne sarebbero tante, con la fantasia tiri fuori tante cose e tanti nomi… poi non tutto si può realizzare. Giuliano è un amico, con lui faccio cose che hanno una loro verità e forza. Sono felice in generale che ci siano contaminazioni nella musica.

Questo ci porta a Fabri Fibra, che compare in “Anche Tu, Anche Se (Non Trovi Le Parole)”: accoppiata inconsueta…
Il loop di percussioni mi ricordava un po’ il mondo hip hop, e ho subito pensato che ci sarebbe stata bene la voce di Fabrizio. Sono stata subito molto felice di quello che ha scritto nell’immediato, il suo testo è stato cambiato pochissimo.

Avevi già presentato in tour “Pour Que L’Amour Me Quitte” di Camille, in coppia con Giorgia: nel cd riproponete questa ninnananna. Giorgia sta lavorando al suo disco, le hai lanciato qualche idea?
Non c’è niente di ufficiale ma le ho mandato del materiale.

Un’ultima parola sulle cover: “Ho messo via”, di Ligabue.
E’ la mia preferita tra le sue ballad.

“1979” degli Smashing Pumpkins.
Mi ha dato in più occasioni la spinta giusta per scrivere le mie cose.

“I never came” dei Queens Of The Stone Age.
Ho ragioni più personali che mi hanno spinto ad inserirla.

Stai organizzando il tour?
Sì. Mi piacerebbero spazi molto speciali, contenitori magici con un silenzio magico. I teatri. Vorrei avere un coro di voci bianche in ogni serata, ma i bambini vanno a scuola, organizzativamente non è semplice. Ci stiamo provando.

Francesca Binfarè

http://www.elisatoffoli.com/

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