Enrico Longhin (Bleed In Vain)

11 febbraio 2008

 

 

Classica domanda iniziale: una breve presentazione della band!
Ciao sono Enrico, detto Ukka, cantante dei Bleed In Vain, siamo nati nel 2002 sotto il nome This Illusion poi dal 2003 come Bleed In Vain abbiamo pubblicato due album: il primo One Day Left per Cartel Media Records, il secondo e ultimo uscito a fine 2006 per Unicorn Records / VSR.
Per chi ancora non ci conosce, abbiamo iniziato suonando melodic death, poi abbiamo maturato il nostro sound verso una miscela più completa, con una ricerca melodica e un songwriting più vicino al rock magari che al metal… ma ne parliamo più tardi.

Come mai il cambio di monicker da This Illusion a Bleed in Vain?
Anche se suona strano… decisioni contrattuali dell'epoca, la nostra label nel 2003 aveva sotto contratto i tedeschi Disillusion (poi passati a Metal Blade), quindi il nome o almeno la pronuncia era la stessa e per di più nella stessa label, abbiamo subito optato quindi al cambio essendo i Disillusion da più tempo nella scena…tutto qua! Il cambio di nome ha comunque coinciso con la nostra prima uscita ufficiale quindi in un certo senso a noi fa piacere parlare dei This Illusion come un qualcosa che è stato fatto prima di allora.

Cosa vi ha portato a scegliere questo nuovo nome?
Diciamo che a Enrico (Pajaro, chitarra) son sempre piaciuti i giochi di parole e il gioco di pronuncia tra Bleed in Vain e il più ovvio "bleedin' vein" gli piaceva, inoltre il "sanguinare/soffrire invano/per nulla" si legava alle tematiche delle lyrics dell'epoca.

Ci potresti parlare del vostro ultimo album, "Say everything will be fine": testi, musica?
SEWBF è un album che ha avuto una gestazione abbastanza lunga durata circa due anni, ci siamo trovati dopo "One Day Left" a dover continuare con due "sole" (per modo di dire) chitarre (in ODL era presente anche Matteo Rosin per un totale di tre chitarre), e abbiamo smussato molto una certa vena progressive presente nel primo album a favore di un sound più diretto dove la voce tende a dirigere le molteplici situazioni che si vengono a creare. SEWBF è senza dubbio un album vario che abbiamo voluto curare in ogni dettaglio: i testi sono più schietti e duri rispetto al primo album, sempre molto personali ma con meno allegorie e più riferimenti alla vita di ogni giorno, a quello che ti passa per la testa prima di dormire per capirci. "Dimmi che andrà tutto bene" è una frase che di questi tempi ci ripetiamo sempre più spesso; purtroppo sappiamo che non è sempre così ma vogliamo che qualcuno ce lo dica, ci basta solo questo.

Come mai avete scelto di mettere una cover di un classico di Billy Idol, rivisitato in chiave Bleed in Vain?
E' sempre stata una cosa che volevamo fare quella di prendere una canzone non prettamente metal e rivistarla, è una cosa che fanno in molti ma è divertente e serve da intermezzo mentre ti sbatti in sala prove! all'inizio si pensava alla più inflazionata "Rebel Yell" ma alla fine "Shock to the System" ha avuto la meglio

Il sound, ma soprattutto le tue linee vocali, ricordano in alcuni punti i Soilwork di metà carriera. Quanto sono rimasti influenzati da questa band i Bleed in Vain?
Sicuro, la loro influenza ha contribuito molto nei pezzi di SEWBF, non abbiamo mai nascosto il nostro amore verso di loro e la Svezia in generale. Personalmente Bjorn mi ha ispirato nelle parti growl: quando urli devi dare ritmo, stupire l'ascoltatore a livello ritmico e modulare la voce, altrimenti il growl diventa noioso e penalizza il lavoro svolto dalle chitarre!

Come è stato lavorare ai Fredman Studios? Che differenze ci sono tra il lavorare in Svezia e in Italia?
Stupendo, arrivare in uno degli studi più famoso d'Europa, quello che da sempre leggevi in quasi tutti i tuoi cd preferiti (In Flames, Soilwork, Dark Tranquillity, Arch Enemy, Opeth, Dimmu Borgir…) e lavorare con un personaggio come Fredrik Nordstrom è stato realizzare un sogno, a parte il legame affettivo. La sua professionalità è indiscutibile, tira fuori suoni pazzeschi in un modo così naturale che ti lascia a bocca aperta, senti i tuoi pezzi prendere vita e suonare come te li sognavi in testa… pazzesco.

Questo vostro ultimo album, lo dicono in tanti, può competere con release di gruppi più blasonati… come sta lavorando la vostra etichetta nella promozione di questa vostra fatica?
Quasi zero recensioni, zero pubblicità, quasi zero interviste, date a chi volete la colpa… spuntano promotion agency come funghi, ormai ci sono più agenzie che gruppi, e tutti si riempono la bocca di numeri e promesse. La Unicorn ha sperimentato con VSR un ramo metal ma essendo sempre stata un'ottima etichetta prog/aor non ha le mani in pasta nel mondo metal e rock pesante… Inoltre i Bleed In Vain non hanno soldi per pagare chi li potrebbe pompare in giro… scusa mi sembra di essere Beppe Grillo, mi fermo qua.

Una piccola provocazione.. come mai avete scelto "The things you own, own you" come singolo promozionale?
Premesso che eravamo troppo indecisi tra molte canzoni, era quella che alla fine aveva il miglior compromesso tra voce melodica/growl, durata di brano e la giusta dose di cattiveria, con il risultato di essere catchy al punto giusto!

Pur avendo fatto un disco di livello altamente professionale, e pur avendo estimatori anche all'estero, siete ancora una band "underground". Avete qualche rimpianto, qualche occasione persa che vi avrebbe fatto fare il grande salto, o fino ad ora non vi potete lamentare per niente?
Sinceramente no, anche perchè quando prendi una strada o fai certe scelte lo fai soprattutto per te stesso, certo puoi muoverti i modo furbo per comprare qualche fan in più, mettendo qualche scollatura in più nel tuo Myspace, ma alla lunga sono comportamenti che ti svalorizzano dal punto di vista professionale. Abbiamo sempre pensato alla sostanza, al comunicare qualcosa con la Musica, sembra che molti se lo siano dimenticato di questi tempi. Se per "underground" intendi che non siamo usciti nel mainstream, beh, non abbiamo ancora i numeri per farlo purtroppo, e alle label interessano quello non la musica che fai.

Nel 2007 la vostra attività live è stata molto vivace: Ep Festival, Bergamo Metal Fest, e inoltre siete arrivati in finale al concorso di band emergenti Suonica Live. Che ricordi vi portate dietro di questi tre eventi che hanno caratterizzato la vostra estate passata?
E' stata un'estate molto positiva dal punto di vista live e stà continuando tuttora! L'esperienza più bella, sarò scontato ma è stata l'EP festival dato il posto, la gente, i gruppi presenti quel giorno! Il Suonica è stata una bella esperienza ma che non desideriamo rifare, abbiamo deciso di non fare più concorsi in genere, si respira un brutto clima. Bellissimo anche il Bergamo Metal Fest anche se suonando dopo due gruppi brutal/grind sembravamo Gino Paoli… eheh!

Navigando, ricordo di avere visto un vostro fanclub ufficiale tedesco: è ancora in attività o il progetto si è "congelato"?
Sì era un sito tenuto da un simpatico ragazzo tedesco di sua spontanea volontà, che poi non ha avuto più il tempo di mantenerlo, siamo comunque in contatto e ci dà una mano con il suo street team.

Avete già dei piani per il prossimo disco?
Forse il problema è che ne abbiamo troppi! Ormai suoniamo da molto tempo e le esperienze si accumulano, abbiamo dei pezzi pronti ma ci prenderemo tutto il tempo necessario, senza fretta, abbiamo un autocritica molto severa per i nuovi pezzi…

Avete già pianificato una data? Andrete sempre in Svezia per le registrazioni o farete "tutto in casa"?
All'inizio si pensava primavera 2008 ma credo che si andrà oltre dato che buttiamo tonnellate di riff e idee, dobbiamo sbrigare anche la parte burocratica con la nostra label… per le registrazioni stavolta penso che per la maggior parte ci affideremo al mio studio che nel frattempo si è sviluppato, ma per il mixaggio e mastering ci affideremo senza dubbio a qualche produttore di degna nota.

E come procedono i lavori nei tuoi studi di registrazione, gli Ukka Studios?
Bene! Ho il mio da fare… tento di dare alle band che ospito quel suono potente che si trova in produzioni più blasonate: non importa dove registri e con cosa registri, alla fine sono le orecchie il vero giudice.

Ultima domanda: i vostri altri progetti (mi vengono in mente Ensoph e Wrong) influiscono sull'andamento dei Bleed in Vain o riuscite a conciliare il tutto?
Direi di no… anche se non li chiamerei progetti, soprattuto per i longevi Ensoph, e i Wrong sono un gruppo che già esisteva prima della mia entrata, comunque non influiscono se non per il "hey, abbiamo una data, suoni con gli ensoph quel giorno lì??"

N.L.

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