Enrico Molteni (Tre Allegri Ragazzi Morti)

15 novembre 2007

 

 

 

Dopo anni di tour e concerti, credete che esista un ascoltatore “tipo” dei 3ARM?
La caratteristica che accomuna chi segue gli Allegri è la sensibilità.
Aggiungerei lo sguardo disincantato sul mondo e la capacità di sognare.

Come vivete l’esperienza del tour? Quali le vostre attività tra una data e l’altra? Quali le (eventuali) letture?
Ormai ci sentiamo a casa dentro al furgone. Quella è la nostra casa come gruppo, non ha indirizzo e numero civico ma chi ci segue sa come trovarci. Tra una data e l’altra abbiamo La Tempesta, i disegni, i progetti per il futuro.
Per quanto riguarda le letture, ho appena finito La Strada di Cormac McCarthy e mi è piaciuto molto.

 

 

 

Un primo bilancio a qualche mese dall’uscita de “La seconda rivoluzione sessuale” e dopo un buon numero di date?
È stato forse il nostro diciottesimo compleanno. Siamo diventati grandi, più responsabili e perseguibili dalla legge. Insomma, la soddisfazione non si può spiegare tanto facilmente. Però crediamo sia il nostro disco riuscito meglio, e il tour è stato il più compatto di sempre.

Quante maschere indossano i 3ARM nella vita?
Neanche una.

 

 

Progetti futuri dei 3ARM?
Usciranno a breve tre pezzi in dischi di altri/compilations (cover di Frankly, Mr. Shankly degli Smiths cantata da Mike Kinsella, cover di Around the World di Daft Punk, La compagnia dei gatti neri nel disco dei Grimoon). Poi si pensava ad un nuovo disco in primavera.

L.N.

Condividi.