Fabio Lione (Rhapsody Of Fire)

25 ottobre 2006

“Siamo rimasti davvero stupiti del response dei fans all’ultimo disco “Triumph Or Agony”. Non volevamo certo modificare troppo il nostro stile ricco di arrangiamenti, ma l’intenzione che avevamo era di fare un disco molto più diretto dei precedenti. Abbiamo messo meno doppiacassa e abbiamo puntato di più sui midtempos anche in previsione tour. I risultati, soprattutto in Italia, sono stati entusiasmanti, siamo stati in classifica Fimi e anche su Sorrisi e Canzoni, insomma non pensavamo davvero di arrivare così in alto, eppure è andata bene! Sarà anche perché in questo periodo in classifica ci sono gli Iron Maiden, comunque sia è una bella soddisfazione se pensiamo al fatto che in Italia, paradossalmente, un gruppo italiano che suona metal ha più difficoltà che in altri paesi (penso a Germania o Giappone). Nel precedente disco avevamo composto un pezzo cantandolo in diverse lingue…sembrerà incredibile ma non siamo riusciti a farlo in Italiano. Non era un brano speed o violento, eppure niente da fare, nessuno c’ha appoggiato. Il gusto dalle nostre parti probabilmente non cambierà mai, è troppo influenzato dai media e dalle manifestazioni canore ‘storiche’. Non vuol dire che non abbiamo cultura musicale, anzi l’abbiamo eccome, solo che siamo fermi da anni.”

“Abbiamo puntato molto sull’emotività del disco, a livello vocale è stato un piacere ma anche un duro lavoro interpretare i testi e adattare il tutto ai pezzi composti da Luca (Turilli, chitarra, ndr) e Alex (Staropoli, keys, ndr). Da quando ho cominciato a cantare nei Rhapsody (Of Fire) ho capito da subito che i ragazzi non stavano cercando un semplice cantante, ma qualcuno che fosse più un interprete, lo stile che volevano era vicino a quello teatrale, per donare alle composizioni più eticità, pathos ed emozionalità. Mi fa piacere che da più parti quest’ultimo lavoro sia considerato un ulteriore passo in avanti, non siamo certo un gruppo che ambisce a cambiare coordinate stilistiche disco dopo disco, ma cerchiamo sempre nel nostro piccolo di inserire qualche elemento nuovo in ogni release. Ad esempio nella lunga suite finale di “Triumph Or Agony” c’è una parte dove mi cimento con lo screaming, uno stile che conosco avendolo adottato in passato e che mi piace molto come soluzione a effetto per sorprendere l’ascoltatore”.

“Non cambierei nulla di quanto fatto fino a ora con la band, siamo partiti con degli obiettivi e credo proprio che li abbiamo raggiunti. Siamo riusciti a ritagliarci il nostro spazio all’interno di una scena ricca di grandi nomi e comunque inflazionata, cercando sempre di non seguire un filone musicale prestabilito, quando di cercare a crearne uno personale e nuovo per quanto possibile. I nostri dischi hanno sempre portato qualche piccola novità, arrivando anno dopo anno a definire una sorta di trademark che rende riconoscibili i nostri pezzi dopo pochi istanti”.

“Suonare in Italia è più difficile di quanto sembra, comunque per quanto riguarda i programmi del 2007 posso dirti questo: dobbiamo terminare il tour come support band dei Manowar in Europa, credo che questo accadrà a inizio aprile 2007, dato che i Manowar hanno rinviato il tour per terminare il disco nel migliore dei modi. Dopo andremo come headliners verso settembre/ottobre, e in questa schedule sono presenti anche delle date italiane oltre che appuntamenti in paesi esteri in cui non siamo mai stati. Speriamo di riuscire a definire il tutto prima possibile, per poter passare on the road buona parte del prossimo anno.”

Condividi.