Fabrizio Moro

Fabrizio Moro torna sulle scene nazionali dopo l’enorme successo riscosso dall’album precedente, quello presentato all’indomani della vittoria al Festival di Sanremo.

 

4 giugno 2009

Si tratta del quinto album per il cantautore romano, che non ci sta ad essere ricordato per “Pensa”, ottimo atto d’accusa contro Cosa Nostra, ma vuole dimostrare di avere davvero ancora molto da dire. Infatti l’EP “Barabba” di cose ne dice (eccome se ne dice) e non ha paura di chiamarle con il proprio nome.

Che sia arrabbiato e anche sfiduciato lo si capisce immediatamente ascoltando la prima, caustica, traccia dell’album: la rassegnazione positiva, così la chiama lui, pervade la canzone fin dalle prima parole, una consapevolezza del fatto che il mondo non si può cambiare, ma che bisogna occuparsi delle piccole cose per arrivare poi alle più grandi (C’è un momento nella nostra vita, soprattutto nella nostra adolescenza, in cui sei convinto di poter cambiare il sistema: è un fatto positivo, perché in questa convinzione trovi la forza per crescere. Una volta cresciuto, però, arriva un momento ancora più importante: la consapevolezza. Ti accorgi che certe cose non cambieranno mai. Allora ti concentri su te stesso e ti rendi conto che la cosa che conta davvero è il tuo piccolo spazio).

“Sangue Nelle Vene” è invece dedicata ad un caro amico scomparso, una persona che ha lottato fino alla fine dei propri giorni con immenso coraggio (È un testo che ho scritto quando è scomparso un mio caro amico, Enrico Morone, che fino alla fine ha sorriso e ha alzato il pugno con tutte le forze che aveva); il pezzo “dello scandalo”, però, è proprio quello che da il titolo all’album: il grido incazzato di un uomo che si rende conto che la meritocrazia è un utopia, specialmente nel nostro paese e che se non sei amico di uno dei tanti Barabba nella vita non farai mai nulla (oggi puoi fare ben poco se non sei amico di barabba).

Il disco prosegue con “Il Senso Di Ogni Cosa”, un inno d’amore verso la propria compagna, che a breve gli regalerà la gioia di un figlio (questa semplice canzone è per lei… Per sempre ) e si conclude invece con un pezzo dedicato alla propria ex. Dopo tante uscite inutili, ecco finalmente un attimo di luce per la musica italiana segnata dal dramma dei reality: un disco dove sono palesi echi a Rino Gaetano e al Vasco delle origini, quello più ironico e malinconico. Forse i migliori aggettivi con cui descrivere questo album.

Luca Garrò

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