Fear Factory: Mechanize è la colonna sonora del mondo di oggi
Scritto da Redazione Outune il 17 mar 2010

Una reunion e un disco che hanno fatto discutere a qualsiasi latitudine: ecco Burton C. Bell e Dino Cazares ancora insieme sotto il monicker Fear Factory nel 2010. Li abbiamo incontrati al Rock N Roll di Milano per una videointervista poco prima della signing session, ecco cosa c’hanno raccontato.
Gli chiediamo se il famoso proclama inserito nel capolavoro “Demanufacture” di quindici anni fa sia ancora attuale oggi, o meglio se sia divenuto effettivamente realtà nel 2010. Burton vuole crederci: “Bé ci stiamo avvicinando, ci sono ancora troppe persone con la mente chiusa ma lentamente si apriranno anche loro. A livello prettamente musicale le cose sono cambiate molto, e bisogna ammettere che la mente dei musicisti si è aperta molto, ogni settimana si inventa un nuovo genere grazie alla commistione tra sound e idee diverse, è tutto abbastanza eccitante.” Dino si prende ciò che spetta ai Fear Factory: “Sai quando iniziammo la nostra avventura facevamo semplicemente ciò che volevamo e ci sentivamo di suonare. Molte persone dissero ‘ehi cos’è questa roba? Death metal e voci melodiche? No non funzionerà mai!’. Oggi ci sono state un sacco di band che hanno preso questo stile come ispirazione, che hanno deciso di lasciare spazio alle idee e alla loro mente, senza barriere e pregiudizi.”
Chiediamo ai ragazzi quale secondo loro è stato il momento migliore e quello peggiore per la band: Dino non ha dubbi “Ovviamente il momento più basso è stato essere lontano per sei anni dai Fear Factory!” Burton gli fa eco “Non avere Dino per tutto quel tempo è stato molto difficile, ora siamo contenti di esser tornati a fare musica insieme! Il momento più alto invece direi indiscutibilmente l’anno 1999: raggiungemmo un successo globale e incredibile, credo proprio sia stato il picco della nostra carriera”.










