Federico Vacalebre (Direttore Premio Carosone)

19 settembre 2007

 

 

In occasione della sesta edizione del Premio Carosone, abbiamo avuto l'opportunità di scambiare due parole con il Direttore della manifestazione Federico Vacalebre, ecco cosa ci ha detto. A seguire il comunicato stampa dell'evento.

Il Premio Carosone è giunto alla sesta edizione, si aspettava un successo simile quando si svolse la prima edizione?
Il premio è nato quanto Renato era ancora vivo, era una maniera per fargli fare musica coi suoi "nipotini" e "figli" prediletti, il successo non era nei miei piani, nè poteva esserlo in quelli di un artista che aveva abbandonato la scena nel 1960 per non essere superato dai tempi: in America aveva visto i Platters ed intuito la rivoluzione rock in arrivo.

Quanto è importante la partecipazione di un gruppo di detenuti dell'istituto minorile di Nisida a un evento come questo?
Non so quanto sia importante, ma so che è uno dei segni di questa manifestazione, che non cerca le star o i divi dei reality, ma di essere fedele allo stile dell'americano di Napoli. A lui, che per Mattone accettò di mettersi in gara a Sanremo, sarebbe piaciuto vedere degli scugnizzi di Nisida cantare le canzoni, di Mattone, tratte da quel musical, "Scugnizzi"  appunto, che dalla storia dell'istituto minorile parte, inseguendo un sogno di rinascita, un segnale di speranza. Credo che quel momento all'Arena Flegrea sarà anche un simbolo-sintomo della voglia di riscatto di Napoli, città troppo spesso svenduta – nel bene e nel male, nel rinascimento e nel rimorimento – dai mass media.

Secondo Lei la musica italiana riuscirà mai a emergere come veicolo d'espressione per gruppi o solisti non legati alla tradizione popolare e cantautoriale del nostro paese?
Ci sono jazzisti come Bollani, musicisti difficili da etichettare come Allevi, ma anche cantautori o rocker che cercano uno spazio sul mercato globale. Credo che essere portatori sani di una cultura, di un'identità, sia però l'unica maniera per trovare uno spazio: altrimenti si corrre il rischio di fare gli americani, e per di più inultilmente: gli americani lo fanno meglio.

Quale tra gli emergenti italiani secondo Lei farà carriera da qui a dieci anni?
Non lo so. So che considero Vinicio Capossela un nuovo caposcuola assoluto e che meriterebbe di essere conosciuto anche all'estero.

Ha scritto libri, saggi e articoli su diversi personaggi e gruppi della scena musicale italiana ed internazionale, quanto secondo Lei il giornalismo musicale in Italia è arretrato o sviluppato rispetto alle realtà internazionali come quella inglese o quella americana?
In Italia sul fronte della musica tutto è arretrato, anche il mio mestiere, prigioniero di esterofilia e provincialismo, stritolato dalle leggi del business come da quelle che spacciano per "cultura" la noia.

 

 

I vincitori del Premio Carosone 2007 sono: Daniele Silvestri, James Senese, Peppino di Capri, Tosca, Neri per Caso, Michele Bovi, Virtuosi di San Marino, Italian Harmonists, Lorenzo Hengeller.

La manifestazione, ideata e diretta da Federico Vacalebre e organizzata dalla Chiara Sun Music, è promossa dalla Regione Campania (assessorato al Turismo e ai Beni Culturali), Comune di Napoli (assessorato al Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi), Provincia di Napoli (presidenza), Ept di Napoli e nasce con l'intento di segnalare gli artisti capaci di rinnovare la canzone con le armi dell'ironia e della contaminazione, avvicinandosi al genio e al talento dell'americano di Napoli.

Quest'anno il Premio alla carriera sarà assegnato a Claudio Mattone, che scrisse per Carosone "'Na canzuncella doce doce" con la quale il Maestro debuttò a Sanremo nel 1989 per la prima e unica volta. Non capito dal pubblico si qualificò quattordicesimo, a distanza di quasi vent'anni il brano è considerato un piccolo classico moderno. Claudio Mattone salirà sul palco accompagnato da Sal Da Vinci, i Neri per Caso e un gruppo di "Scugnizzi" di Nisida (il carcere minorile di Napoli da cui prende le mosse il fortunato film di Nanni Loy e il musical di Mattone) accompagnati da Pino De Maio. Con la benedizione di Mattone, alcuni giovani dell'Istituto minorile interpreteranno le canzoni di "Scugnizzi" dedicandole a Carosone.

Con Mattone e i suoi Scugnizzi si aggiungono all'albo d'oro del Premio Carosone gli altri premiati di questa edizione: Daniele Silvestri, James Senese, Tosca, Peppino di Capri, i Virtuosi di San Martino, Lorenzo Hengeller, gli Italian Harmonists, il caporedattore del Tg2 Michele Bovi. Completeranno il cast  Ida Rendano, Ciccio Merolla per un omaghgio a Gegè Di Giacomo, Giovanni Block & Masnada, Pietr'Arsa & Mimmo Maglionico, Jovine, Libera Velo (vocalist). Tutti, o quasi, i protagonisti della piedigrotta carosoniana canteranno i classici del repertorio carosoniano, riscoprendo anche pagine meno frequentate come "T'aspetto 'e nove" e "Giacca rossa e russetto" accanto a "Caravan petrol", "'Torero" e "'O Sarracino". Il PREMIO CAROSONE nel corso degli anni si è spinto oltre i confini campani ed è diventato una fucina di nuovi talenti: nelle scorse edizioni sono stati premiati giovani artisti ancora sconosciuti al grande pubblico diventati poi famosi (Stefano Bollani, Sergio Cammariere, Simone Cristicchi, Roy Paci e Gennaro Cosmo Parlato) insieme a talenti riconosciuti (Amina, Renzo Arbore, Lou Bega, Edoardo Bennato, Alex Britti, Nino D'Angelo, Max Gazzè, Enzo Jannacci, Noa, Zizi Possi, Lina Sastri, Peppe Barra). Conduttori dell'edizione 2007, come sempre seguita da Rai International, saranno Mariaelena Fabi e Gianni Simioli, già protagonisti delle passate edizioni.

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