Fluon, intervista ad Andy per l’uscita del primo album

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“Futura Resistenza” è l’album d’esordio dei Fluon, il nuovo progetto musicale di Andy (ex Bluvertigo), fondato dallo stesso nel 2011 insieme a Fabio Mittino (chitarra), Faber (synth e programmazione) e Luca Urbani (voce degli ex Soerba). Abbiamo scambiato due parole con Andy stesso per farci dire qualcosa in più su questo nuovo capitolo della sua vita artistica e sulla realizzazione della prima release.

Innanzitutto, come nasce l’idea di Fluon?
Fluon nasce sostanzialmente come progetto artistico a tutto tondo. Siamo quattro persone, molto diverse fra loro ma con in comune la passione per l’arte a 360 gradi. Per ottenere un risultato che ci soddisfacesse appieno abbiamo deciso di sfruttare mie idee del passato, insieme all’esperienza e alle conoscenze che ho acquisito nei Bluvertigo, e cercare di applicarle in maniera più omogeneo possibile ma rispettando il background e le idee di tutti.

Vi siete finanziati grazie al crowdfunding. Ci vuoi spiegare qualcosa in più riguardo a questa forma di autofinanziamento?
Fabio era già a conoscenza del crowdfunding , e mi ha fatto vedere Musicraiser, una piattaforma dedicata a questa forma innovativa di autofinanziamento. Abbiamo chiesto una mano alle persone per aiutarci a finanziare l’album – ogni pacakaging ci veniva a costare tre euro e venti – e devo dire che non mi aspettavo una risposta del genere da parte del pubblico. Né, tantomeno, di avere così tanto seguito tra la gente. Siamo riusciti anche a costruire un rapporto umano con queste persone, tramite anche ad alcune iniziative.

Parli di iniziative, a cosa ti riferisci di preciso?
I primi 100 album confezionati hanno al loro interno un frammento illustrato. Questi 100 frammenti, messi insieme, compongono uno dei miei dipinti. Sai Fluon, essendo un laboratorio d’arte in primis, consente di dare sfogo e a far convivere entrambe le mie anime: pittore e musicista. Inoltre, per ringraziare tutti quanti, ho organizzato un pranzo a base di pollo masala: ne ho cucinato per un sacco di persone. Adesso ho abbandonato il pollo, magari la prossima volta seitan. In ogni modo, è bello stabilire un contatto fisico con ogni individuo perché è autentico. Ad esempio, anche questa intervista che stiamo facendo mi arricchisce tantissimo dal punto di vista umano.

L’album si intitola “Futura resistenza”, il singolo “Il nuovo che avanza”. Ciò mi fa pensare che ci troviamo di fronte ad un album concept…
Sì, diciamo che si tratta più che altro di un manifesto. Trovo che in Italia ci sia parecchia disillusione. Ci sono molti giovani con materiale interessante che, però, non riescono a spiccare. Perché? Semplice, il nostro paese ha un sacco di risorse ma viene intristito da chi lo governa. Ad esempio, anche il mondo discografico è cambiato tantissimo. Per diffondere il progetto mi sono presentato dappertutto. Tralasciando il fatto che sono orgoglioso di andare a far conoscere questo prodotto di cui siamo tanto orgogliosi, è tristissimo constatare che la musica, ormai, è in mano alla televisione e che siano i talent a stabilire cosa può vendere e cosa meno. E’ inconcepibile. Con Futura Resistenza sto anche cercando di dire che bisogna tornare ad essere originali e convinti delle proprie idee: solo così si può andare avanti.

Che rapporto hai coi social?
Come tutto quanto, credo che debbano essere usati in un modo ben preciso. Se utilizzi Facebook in modo passivo non puoi aspettarti di avere benefici, al contrario ne puoi ottenere tantissimi, usato in modo attivo e producente. Io non sono proprio un antesignano del web, anzi sono arrivato abbastanza tardi, ma ho capito che bisogna condividere idee e progetti.

Una domanda sulla scelta stilistica vocale di Futura Resistenza: perché usi una voce effettata in tutti i brani fuorché Buio?
Semplice: stavamo registrando e a un certo punto è saltata la luce. Abbiamo pensato che sarebbe stato interessante registrare questo pezzo senza effetti speciali ed, effettivamente, così è stato.

Puoi anticiparci qualcosa del tour?
In realtà non saremo pronti prima della fine di maggio ma una cosa te la posso dire: avrà una fortissima componente visuale, ma i suoni saranno piuttosto minimali. Tutto ciò perché vorrei che la nostra musica potesse essere efficace e versatile in ogni circostanza, sia con grandissimi impianti a disposizione sia in una dimensione acustica.


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