Frankie Hi-Nrg (Press conference)

Sabato 31 gennaio, durante un uggioso pomeriggio trevigiano, e a poche ore dalla sua data al New Age Club, abbiamo incontrato l’artista torinese.

31 gennaio 2009

Frankie è un vero pezzo di storia del movimento rap/hip hop nazionale. Nell’intervista nella quale si è parlato della sua ultima uscita, “DePrimo Maggio” (poco), e di tutt’altro (molto).

La prima parte è dedicata a “M’illumino di meno”, campagna promossa dalla trasmissione Caterpillar di RadioDue, con lo scopo di sensibilizzare la gente al risparmio energetico. Attività che ha visto Frankie Hi Nrg uno tra i promotori più noti ed attivi.
“Un’amicizia che dura da anni e che si è concretizzata alcuni mesi fa, quando lo staff di Caterpillar mi ha proposto di scrivere l’inno di quest’anno. La cosa, oltre ad avermi lusingato, mi ha fatto riflettere su cosa sia un inno. Non ho fatto un qualcosa di particolarmente pomposo, ma mi sono limitato a scrivere una canzone che prendesse anche in difesa gli elettrodomestici: loro non hanno colpe nei consumi, gli sprechi sono causati dalle persone che li utilizzano male e li progettano male, impedendo loro di vivere in maniera sostenibile”.
“In alcuni concerti ho utilizzato impianti a basso consumo. Purtroppo, però, non possono essere sempre utilizzati perché costa molto di più utilizzare questi tipi di impianto piuttosto che uno di tipo “tradizionale”. Le esperienze con generatori ad idrogeno (Arezzo Wave e MTV Day) mi hanno dimostrato che l’utilizzo dell’induzione magnetica e i combustibili ecosostenibili è una strada percorribile in futuro: anche le automobili con motore a scoppio, inizialmente, costavano tanto”.
“Il consumo intelligente, il risparmio energetico e il rivolgersi ad economie a km zero sono maniere per evitare di gravare troppo sull’ambiente; la cosa importante è che siano sostenibili come metodi. Una parte dei danni all’ambiente si fanno perché l’uomo è pigro, e non perché è cattivo”.

Subito dopo, spazio al suo rapporto con i cantautori (molti hanno trovato spazio nel suo ultimo disco).
“Il mio rapporto con i cantautori storici, come ad esempio De Andrè, è un rapporto di stima e rispetto; con altri più recenti, come Samuele Bersani, è un rapporto di tipo professionale, ma anche di amicizia. La cosa bella è il poter parlare di argomenti contemporanei parlando la “stessa lingua”, al contrario di musicisti più leggeri”.
“I miei primi ascolti sono stati brani di grande impatto sociale, con temi che riguardano tutto il pubblico e trasmessi in maniera orecchiabile, diretta e facile da ricordare. È facile ricordare il ritornello di una canzone che tratta un argomento che mi piace. Anche i Public Enemy, per la mia formazione, sono stati un gruppo fondamentale. Successivamente, gli artisti di questo genere hanno perso questo peso sociale, passando ad argomenti più sterili come la magnificazione di sé stessi”.

Trattato anche l’altro lato di Frankie Hi Nrg, quello di regista di videoclip.
“Il mio rapporto con il cinema è di tipo frequente ed eterogeneo: mi piace il buon cinema, fatto bene, con storie ben scritte e i film nei quali il regista ha un ruolo di direttore d’orchestra che si impegna a tirare fuori il meglio di tutti, dagli attori all’addetto al montaggio. I miei registi preferiti? Kubrick, De Sica. Dei moderni mi piace molto Michel Gondry, che ho conosciuto durante la sua carriera di videomaker; regista che è riuscito a fare bei film come il noto “Eternal Sunshine of a Spotless Mind””.

Spazio anche ad una visione attuale dei testi di “DePrimo Maggio”, contenenti tematiche che, con una crisi economica ormai all’apice, si rivelano molto attuali.
“Se mi aspettavo una crisi di questo tipo? Beh, a dirla tutta, mi ha stupito di più il fatto che sia arrivata così tardi. Il sospetto di una crisi lunga e duratura mi venne già pochi anni fa, quando andai in Sudamerica, e più precisamente in Argentina, stato che si stava ancora risollevando dal crack di inizio millennio. E le similitudini con il sistema italiano attuale sono troppe. Sarà una crisi lunga, e a pagare sarà sempre il popolo: cose che, come hai detto, compaiono nei testi del mio ultimo disco”.

Una breve parentesi anche sulla scena dei centri sociali, che sta subendo troppe chiusure negli ultimi mesi.
“Prima di tutto una precisazione: io non sono nato nella scena dei centri sociali, come molti potrebbero pensare. Anzi, c’era proprio una mancanza di rispetto reciproca, soprattutto in passato. Da parte mia, perché, se fosse stato per loro, la mia carriera sarebbe stata cantare per tre-quattro volte a serata “Fight da faida”; da parte loro, per il fatto che, da subito, avevo un contratto con una major. Soprattutto con i centri sociali del Nord non ho avuto ottimi rapporti, al contrario di quelli del Centro Italia, come Roma o Firenze. Cosa penso della recente chiusura dei centri sociali, come il Conchetta a Milano? Beh, sono la conferma della deriva fascista che la politica italiana sta prendendo negli ultimi mesi. Non mi va di dire fascistoide, sarebbe troppo politically correct; bisogna dire le cose in faccia, come stanno. Ma non solo il Governo attuale si sta comportando in maniera pessima; anche chi sta dall’altra parte della barricata, come il PD, sta facendo delle scelte miopi. Prendi il caso di Padova, con sindaco di quel partito, città nella quale vige una legge comunale che, se vieni beccato a fumare una canna, o paghi 500 Euro o devi farti un mese al Ser.T. A parte il fatto che quelli del Ser.T, a vedere un tizio che ha fumato una canna, si mettono a ridere, è la conferma che la politica di oggi si basa tutta sui soldi: ti bastano 500 Euro per poter fare quello che vuoi, dal fumare la canna allo sfrecciare in autostrada a 200 all’ora”.

Alla fine, una breve risposta sul fatto che molta gente si ricordi di lui per gli occhialoni e per “Quelli che benpensano”.
“L’essere ricordato per queste due cose non mi disturba; gli occhiali ormai sono diventati un vero e proprio trademark della mia immagine, al punto che se trovi una ragazza alta e bionda indossarli, pensi subito che sia Frankie Hi Nrg. A parte gli scherzi, sono contento anche di essere ricordato per quella canzone, che ritengo una delle migliori della mia carriera. L’importante è essere ricordati per le cose positive e belle; per dire, essere ricordato per fatti negativi, come il noto litigio con Zampaglione al Dopofestival dello scorso anno, mi ferirebbe personalmente”.

Nicola Lucchetta

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