Funeral For A Friend intervista a Matthew e Ryan

funeral for a friend welcome home armageddon 2011

Rilassati e felici per il feedback più che positivo di “Welcome Home Armageddon”, i Funeral For A Friend hanno toccato l’Italia per un mini tour di tre date. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Matthew Davies-Kreye, singer della band e Ryan Richards, batterista del combo, poche ore prima del loro concerto al Tunnel di Milano.


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We met Matthew Davies-Kreye and Ryan Richards before their Milan show on May 5. We spoke about their latest effort “Welcome Home Armageddon”, ups and downs and UK rock scene.

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Partendo dalla recente release, i Nostri si dimostrano entusiasti del feedback ricevuto: “Non vedevamo l’ora venisse pubblicato, abbiamo passato molto tempo ad ascoltarlo tra noi e a suonarlo prima che uscisse sul mercato e ora siamo felici delle reazioni dei fans. Durante la registrazione di “Welcome Home Armageddon” ci siamo sentiti nuovamente una band, abbiamo ricordato i motivi per i quali da giovani abbiamo voluto mettere in piedi un gruppo e probabilmente nel corso degli anni ci eravamo dimenticati di questo motivo. L’ingresso di Richard (Boucher) e lo ‘spostamento’ alla chitarra di Gavin (Burrough) hanno dato nuova linfa a tutto il gruppo, Richard c’ha aiutato molto a capire come venivano visti i Funeral For a Friend dall’esterno e che si sentiva la necessità di ritornare a suonare più hardcore in alcuni punti, ricordandoci chi eravamo e quali le band che c’avevano ispirato al punto di iniziare a suonare insieme nel 2001…
La realizzione di Armageddon ha richiesto diverso tempo ma ne è valsa la pena: “Sì credo di sì, nel complesso abbiamo impiegato un annetto ma la lavorazione non è stata certo semplice. Darran (Smith, ex chitarrista) aveva comunicato alla band che avrebbe mollato a breve, ma prima dovevamo finire il tour e contemporaneamente avevamo iniziato a scrivere il nuovo disco, direi a fine 2009. Quindi è stato un periodo complicato, come se avessimo due gruppi in sostanza uno che faceva concerti e l’altro con cui ci ritrovavamo a scrivere. Una volta terminati gli impegni con Darran abbiamo messo la quarta e concluso la registrazione abbastanza rapidamente. Eravamo felici e convinti del nuovo cd, ai tempi di “Memory And Humanity” ci sentivamo praticamente costretti a finire il disco, era diventato un lavoro come un altro  e la pressione era troppa. A questo giro volevamo terminare l’album prima possibile, avevamo così tanti riffs e idee condivise che non vedevamo l’ora di farle sentire a tutti.” Momenti difficili superati quindi? “Assolutamente, credo che dopo l’euforia che ci colse dopo “Hours” (2005) quando vendevamo molto e avevamo concerti ultra sold out sia andata poco  a poco svanendo, fino ad arrivare al punto peggiore della nostra carriera con “Memory And Humanity” e l’abbandono di Garreth (Davies), lì credevo davvero fossimo arrivati al capolinea della nostra avventura come band. Invece molte cose si sono sistemate col tempo, ora siamo felicissimi, in pieno controllo creativo e su tutto quanto facciamo.”
E infine come si sentono i Funeral For a Friend ad aver influenzato diversi act UK che oggi spopolano a quelle latitudini nel rock duro? “E’ sicuramente un onore ma onestamente non ci sentiamo tanto importanti, ci fa piacere vedere che benché sembra sempre che il rock abbia meno spazio a livello mainstream, la scena è florida ed è pieno di giovani band che suonano da dio, per esempio Your Demise, Devil Sold His Soul, We Are The Ocean per dirne tre. In UK c’è audience, spazio e tanta voglia di rock duro, anche le grandi masse stanno avvicinandosi sempre maggiormente a questo genere e possiamo solo essere contenti di questa situazione”.

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