Gabin: al di là di Sex And The City e Grey’s Anatomy

Sono un duo italiano semi sconosciuto in patria ma estremamente apprezzato all’estero. Negli States i loro brani sono nelle colonne sonore di Sex And The City, Six Feet Under, Grey’s Anatomy, Ugly Betty e la loro “Doo Uap” è utilizzata dalla HBO come jingle ufficiale della rete televisiva.

I loro dischi sono stati pubblicati in più di trenta paesi, la loro nuova e recente terra di conquista è stata la Russia e l’Europa dell’Est in generale. Filppo Clary e Max Bottini hanno incontrato la stampa specializzata per presentare il loro nuovo (ottimo) album e per cercare di dare una spiegazione al loro status di illustri sconosciuti in patria.

“Intanto non possiamo dire di essere arrabbiati a causa di questa situazione, rimaniamo quanto meno perplessi dal fatto che dal paese in cui viviamo siano arrivati pochi riconoscimenti in termini di successo e pubblico, quando pochi mesi fa abbiamo riempito tutti i locali o i teatri in cui ci esibivamo: parlo di Budapest, Mosca, Praga, successo inaspettati anche per noi onestamente. L’Italia ci ha percepito come un gruppo da una sola one shot o peggio ancora come dei dj. Forse dovremmo chiedere noi a voi giornalisti una spiegazione a questa situazione. Detto questo, siamo in un momento di felicità assoluta, il nuovo disco ci emoziona e siamo davvero contenti di aver portato a compimento oltre tre anni di lavoro, di modifiche e di fatiche in questo modo.”

Il loro nuovo doppio cd si intitola “Third And Double” ed è un lavoro in cui i due artisti hanno scelto di proporre le proprie creazioni separandole nettamente: “Abbiamo lavorato alla grande insieme, certo c’era una mediazione tra le due nostre personalità ma riuscivamo a esprimerci benissimo. Ora non dobbiamo nasconderci dietro a un dito, questa alchimia non c’era più in studio e allora abbiamo deciso di fare due dischi separati. Gabin è un laboratorio in continua attività ed evoluzione, non potevamo insistere e rallentare ulteriormente il processo creativo del nuovo disco. E se vediamo il prodotto finale, devo ammettere che scelta migliore non poteva esserci.”

Tanti featuring e un nome altisonante su tutti: Chris Cornell. “E’ una roba da non credere il modo in cui è nata questa collaborazione. Abbiamo fatto tutto da soli per “Third And Double”, ce lo siamo pagato anche dal primo all’ultimo euro. Io (è Filippo che parla, ndr) credevo che la canzone che avevo composto si adattasse molto bene allo stile di Cornell; c’ho impiegato un po’ ma alla fine sono riuscito a mettermi in contatto con sua moglie, che è anche la sua manager. Incredibilmente mi ha risposto direttamente Chris dicendomi che era rimasto molto colpito dalla canzone e che voleva a tutti i costi cantarla. È stato tutto molto naturale e incredibile se ci penso ancora oggi, lui non ha nemmeno voluto essere pagato prima, anzi l’abbiamo pagato quattro mesi dopo, e credo che la sua perfomance su “Lies” sia da pelle d’oca.”

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