Gabriella Ferrore, da Sanremo presenta il suo album

sanremo 2011

Esce oggi “Ora So”, il disco di Gabriella Ferrone. La ventunenne di Capua, superate le selezioni di Area Sanremo, è entrata a far parte degli otto finalisti ‘giovani’ del Festival, dove si gioca le sue chance di vittoria con il brano “Un Pezzo d’Estate”.

Andiamo subito al sodo: conti sulla vittoria?
Mi piacerebbe, non mi nascondo dietro un dito, ma quello che conta viene dopo il Festival. Ho lavorato tanto, sono una testarda, e oggi esce il mio album. Deve piacere alla gente, Sanremo se non porta alla vittoria è comunque una vetrina importante. Ma anche se la prendo così, resto comunque emozionatissima: per me essere qui è la realizzazione di un sogno.

E’ vero che ti vedevi su questo palco già da bambina?
Sì, avevo sei anni e sognavo di essere qua. Per questo sono contentissima e sprizzo gioia da tutti i pori, e non sento troppa tensione. Forse sarà per un po’ di incoscienza, chissà.

Gabriella, tu canti r’n’b, genere che negli Stati Uniti va forte ma qua da noi non riesce ad attecchire. Eppure, sei arrivata al Festival proponendo questo sound…
Sono tutte osservazioni vere, del resto questa è la musica che mi piace. Un Pezzo d’Estate è piaciuta anche a Gianni Morandi, ed è già una bel motivo di soddisfazione. So che è difficile proporre l’ r’n’b in Italia, però c’è anche da dire che ultimamente qualche proposta in più comincia a girare. Spero di riuscire ad arrivare al pubblico.

L’album “Ora So” contiene brani in inglese?
No, sono tutti in italiano. Il sound comunque è sempre r’n’b, e i testi affrontano temi forti e importanti. Voglio dire qualcosa nelle mie canzoni. Sono partita con modestia, come è giusto che sia, però un domani mi piacerebbe scrivere i miei brani.

Anna Tatangelo era un tuo mito quando eri ragazzina, quindi l’altro ieri. Hai cantato con lei in tv, a “Il Treno dei Desideri”. Oggi che effetto ti fa salire sullo stesso palco?
E’ una grande emozione! E’ pazzesco a pensarci… ma del resto Sanremo finora mi ha regalato solo enormi soddisfazioni.

Francesca Binfarè

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