Gemitaiz presenta L’Unico Compromesso

Gemitaiz presenta L'Unico Compromesso

Negli ultimi mesi Tanta Roba, l’etichetta di Gue Pequeno dei Club Dogo e di dj Harsh, ha sfornato alcuni dei lavori più interessanti nell’ambito del rap italiano, tra cui “Midnite” di Salmo ed “Era tutto un sogno” di Ensi. Ora è il turno di Gemitaiz, mc che si è fatto conoscere grazie a una serie di mixtape e alla sua abilità tecnica nel dispiegare le rime. Il giovane rapper romano è uscito infatti con “L’unico compromesso“, suo primo album ufficiale, in cui viene affiancato, oltre che dai due sopracitati colleghi, da Bassi Maestro, Mad Man, ‘Ntò e da alcuni dei produttori più in auge del momento. “Il titolo viene da una rima che avevo fatto nel disco Thori e rocce di Shablo e Don Joe, in cui dicevo che per me l’unico compromesso accettabile è rimanere me stesso” spiega Gemitaiz, assicurando che lui, quest’album, non l’avrebbe fatto diverso nemmeno di una virgola. “Mi hanno contattato molte altre etichette, anche prestigiose, ma ho scelto Tanta Roba perché sapevo che sarei stato libero di fare quel che volevo“. Ma si sa, appena accosti il tuo nome a quello di uno dei rapper più popolari ma anche più discusso in circolazione, Gue Pequeno, è quasi scontato che si scateni la solita girandola di discussioni sul rap commerciale. Gemitaiz però non si scompone: “Posso capire che i fan abbiano paura che il loro rapper preferito diventi più banale e meno sincero perché deve confrontarsi con un pubblico più ampio. D’altronde, io non posso fare niente di più della musica che faccio, per dimostrare il contrario“.

Dopo aver regalato la sua musica per tanti anni, Gemitaiz ha capito che era arrivato il momento di passare al livello successivo perchévolevo fare qualcosa di diverso. Volevo lavorare in maniera più professionale, usare solo produzioni originali per le mie basi“. Ma la lunga gavetta non è stata certo una perdita di tempo: “Oggi è più facile emergere rispetto al passato, il che non è per forza negativo. Ma è anche un’arma a doppio taglio, perché chiunque con un video su Youtube può pensare di fare il botto. Però spesso si tratta di ragazzi che non hanno la minima esperienza alle spalle, per cui fare rap significa solo avere una strofa e un ritornello e fare il video. Ma fare rap è anche moltissime altre cose, come ad esempio saper stare su un palco“. Gemitaiz, invece, il suo percorso lo ha compiuto senza saltare nessuna tappa, tenendo a mente dei modelli ben precisi: “Da ragazzino sono cresciuto con l’hip hop americano, avevo come riferimento rapper eclettici, i Bone Thugs-n-Harmony, Tech Nine, Eminem, tutti quanti virtuosi delle rime, per cui ho cercato di crearmi anch’io il mio moto acrobatico.” Ma non ci sono solo gli USA, anzi: “Il primo disco rap italiano che ho ascoltato era di Bassi Maestro. E poterlo conoscere e sentirmi dire che apprezza le cose che faccio è stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita“. E ora che Bassi è tra gli ospiti de “L’unico compromesso”, che al suo giorno di uscita è subito schizzato in cima alle classifiche di vendita su iTunes, Gemitaiz può affrontare con baldanza il suo esordio tra i big.

Marco Agustoni


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