Giuliano Rassu (finalista di X Factor 2009)

Si è conteso fino alla fine la vittoria finale di X Factor con l’amico Marco Mengoni. Stiamo parlando di Giuliano, appena approdato sugli scaffali dei negozi con il primo Ep della sua carriera intitolato “Ruvido”.

18 dicembre 2009

“Più che conteso, direi che ce la siamo divisa poiché tra noi è nato un rapporto davvero intenso, che da solo valeva la partecipazione al programma. In finale ognuno ha cantato per l’altro, è stato davvero bello”. Nato a Sassari e cresciuto da sempre con la musica nelle orecchie e nel cuore, Giuliano capisce presto quello che vuole fare, non appena il padre musicista gli dona una piccola chitarra all’età di tre anni. A differenza di altri concorrenti del talent show di raidue, il nostro non ama apparire, ma preferisce la sostanza a tutto il resto. “Non guardo la tv, se non per quanto riguarda i Simpson, senza i quali non potrei vivere. All’inizio l’esperienza mi ha un po’ frastornato, poi col tempo ci ho fatto l’abitudine anche se rimane per me un luogo non del tutto familiare. Vivo praticamente nel mio studio di registrazione, con pochi contatti con l’esterno”. Registrare un album, quindi, non ha rappresentato una grande novità per questo ragazzo ammesso a pieni voti al conservatorio, ma poi abbandonato per divergenze con il proprio insegnate di solfeggio. “No, quella è stata la parte più facile. E’ stato più difficile andare in diretta che stare in studio per l’album. Per tutta questa avventura devo dire un grazie immenso a Fio Zanotti, che si è dimostrato l’immenso professionista che è. Oltre che una persona stupenda. E’ vero, ho mollato il conservatorio e non me ne sono mai pentito. Credi rappresenti un mondo che tende a non progredire, convinto che certi schemi non vadano mai modificati”. Uno tosto, insomma, come dimostrato anche nei momenti più difficili del format musicale più seguito degli ultimi anni. Il singolo tratto dal suo primo Ep mette in luce tutte le sfaccettature della sua voce, così intensa e allo stesso tempo, per così dire, sabbiosa. “ Sono molto contento della resa del pezzo; fio ha fatto un lavoro incredibile sull’arrangiamento e sono onorato di poterla cantare. Ogni pezzo che ho interpretato in trasmissione mi ha lasciato qualcosa, anche quelli più apparentemente distanti dal mio modo di essere come “A chi mi dice” dei Blue”. In effetti per un seguace di Jimi Hendrix come lui, interpretare un pezzo di una boy band poteva non essere il massimo della vita, ma si impara anche dalle cose da cui meno te lo aspetteresti. “L’importante è non smettere di emozionarsi”.

Luca Garrò

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