Guido Style (The Styles)

Non è esattamente un’artista convenzionale o che ama usare le frasi fatte Guido Style. Raggiunto telefonicamente in occasione della promozione del nuovo disco “Newrante” ecco cosa ha detto anche su argomenti extra musicali.

24 settembre 2009

“Ho suonato, arrangiato e prodotto tutte le tracce, eccezion fatta per un solo brano, “Rock Band”, dove suonano anche Nick e Carlo. Lavoro in studio da solo, e posso permettermi di fare un crossover totale anche mentre compongo musica, ad esempio mi trovo a riarrangiare dei pezzi quando in realtà sono finiti oppure direttamente mentre registro la batteria su un brano, oppure ancora mentre sto scrivendo un testo. È un metodo che mi permette di avere una libertà totale a livello musicale e che mi ha da sempre dato ottimi risultati. Inoltre il sodalizio con J-Ax e tutta la scena rap ‘buona’ mi sta permettendo di imparare un sacco del mestiere, sono felice di fare parte del giro giusto e, anzi, credo che ogni giorno ci siano sempre più persone che seguono questo modo di fare musica divertendosi ma anche cercando di stimolare le menti degli ascoltatori stessi”.

“Ho cercato di rendere attuale, coinvolgente e il più allegro possibile un lavoro in cui i testi trattano anche temi attuali e ben poco allegri in realtà. Credo che la musica rifletta bene o male la situazione che sta vivendo la nostra società, viviamo in un periodo che definire buio è riduttivo, viviamo in un regime massonico che c’ha oramai messo sotto controllo a tutti gli effetti. Parlando del mio ambito, quello musicale, ci sono un sacco di cose in televisione e sui media di cui io mi vergogno, d’altra parte lo vedono tutti, non critico chi segue il trend e coglie le occasioni al volo per carità, ma mi pare evidente che i marchi carta o i dari della situazione siano davvero uno schifo, e tolgono inevitabilmente spazio ad artisti o band molto migliori e meritevoli. Non parlo di me, è pieno di gruppi eccezionali che non avranno mai spazio fino a quando si continua con questo trend.”

“Non sono solo un musicista ma anche un cittadino, trovo che la situazione che ti dicevo prima sia proprio estesa a livello mondiale, ci sono centri di potere e famiglie che hanno deciso di dominare ancora di più e noi saremo inevitabilmente le vittime di queste decisioni, purtroppo la maggior parte della popolazione o non se ne rende conto o non vuole proprio rendersene conto. Io cerco di essere attivo per quanto posso, cerco di far riflettere con la mia musica ma mi impegno anche in prima persona, tuttavia se ancora oggi le persone non sanno cosa sia Zeitgeist o il Signoraggio è un problema loro. come usciremo da questa situazione? Non ci sono molte alternative, attraverso un evento terribile che si spera origini qualcosa di migliore…i grandi cambiamenti arrivano solo dopo un enorme dolore e sulle macerie di tutta questa sofferenza si edificherà un mondo migliore, non è detto però che noi lo vedremo…”

 

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