Helloween: 7 Sinners e gli Helloween del ventunesimo secolo

Abbiamo incontrato la band un paio d’ore prima del loro concerto all’Alcatraz di Milano, ecco cosa hanno raccontato ai nostri microfoni i tedeschi, caricati a mille in vista di uno show totalmente sold-out.
Il tour con gli Stratovarius li porterà in giro a lungo e in varie parti del mondo: “C’è grande voglia di vedere queste due band insieme, per motivi diversi la scena power è stata l’habitat anche degli Stratovarius quando noi avevamo da tempo raggiunto il top, è bello vedere a quanti interessi ancora questo genere. Avere un sold out anche qui in Italia ci fa molto piacere, abbiamo ancora diverse date di fronte a noi per supportare la nostra ultima fatica “7 Sinners”.” Ed è proprio sul nuovo disco che i Nostri si sentono forti e carichi: “Oramai abbiamo un metodo di songwriting consolidato, mettiamo le idee e quanto scriviamo su un server e lavoriamo sfruttando molto la rete, quindi una volta in studio sappiamo già su cosa andremo a lavorare prima di iniziare il processo di registrazione vero e proprio. Quanto c’abbiamo impiegato a registrare “7 Sinners”? Direi cinque mesi (si consultano, ndr)…sì all’incirca abbiamo iniziato a fine marzo e abbiamo lavorato sul disco fino ad agosto 2010. Certo, molte cose le avevamo scritte in tour nei mesi antecedenti, non ci diamo mai un periodo fisso di elaborazione idee.
Molti hanno parlato di “7 Sinners” come un disco abbastanza duro e dark: “Siamo stati sempre etichettati come una band allegra, adesso che siamo più dark non va bene? (risate, ndr). In realtà c’è parecchia continuità con “Gambling With The Devil” (2007, ndr), quello è stato il disco che ha visto Sascha e Daniel integrarsi dopo “Keeper III” e un mostruoso tour mondiale. Infatti, escludendo Daniel il nostro drummer, su “7 Sinners” abbiamo composto tutti qualcosa, probabilmente questo è uno dei nostri motivi vincenti: a differenza di molte altre band qui ci sono quattro songwriter, possiamo quindi scegliere tra materiale diverso, fresco, originale senza dover stare per forza dietro agli umori del leader di turno. Negli ultimi anni siamo tutti migliorati e il nostro stile si è evoluto verso nuovi orizzonti. Non possiamo dire che “7 Sinners” sia il nostro disco più oscuro, di certo non è prevedibile o scontato, credo che ben rappresenti l’essenza della band nel 2010 o 2011 insomma.”

C’è qualcosa che invece non rappresenta gli Helloween nel mondo della musica del 2010? “Di sicuro c’è parecchia musica che fa schifo, inoltre si comprano sempre meno dischi e questo sta diventando un problema davvero grave. Non pensate che perché ci chiamiamo Helloween non stiamo subendo contraccolpi dal file sharing illegale e dai dischi che finiscono su youtube e i torrent prima di esser messi in vendita”. Non siamo molto sicuri che i Nostri abbiano in realtà problemi, decidiamo quindi di punzecchiarli: ma se vi lamentate voi, una band emergente che dovrebbe dire? “Dovrebbero incazzarsi, ci dispiace che questa situazione penalizzi molto specialmente i gruppi giovani, ma possiamo assicurarti che forse una band come gli AC/DC non risentirà molto della situazione che è venuta a crearsi, ma anche noi abbiamo a disposizione meno soldi da investire sui dischi, dobbiamo seguire una routine molto fissa e andare in tour il più possibile per avere da vivere e per poter investire in dischi di qualità. Oggigiorno è impensabile investire meno di 40 o 50mila euro per fare un disco come si deve, andare in studio, avere strumentazioni adeguate, avere un mastering come si deve e gente che lavora per te professionalmente in gamba. Oramai le etichette fanno accordi con le band per 5mila euro l’anno e questi devono far un disco con un budget del genere e campare di musica. Se non si inverte la rotta la situazione sarà sempre peggiore, non per niente come già detto c’è troppa musica che fa schifo in giro, la qualità si è abbassata e in generale la musica non viene più vista come arte ma come tre minutini da ascoltare mentre si fa altro. La fortuna che abbiamo come band è che gli ascoltatori di rock e metal in genere sono ancora molto legati alle band e comprano la musica originale e vengono sempre in massa ai concerti, saremo sempre molto grati a tutte le persone che c’hanno supportato in tutti questi anni, proprio per questo vogliamo dare loro sempre prodotti all’altezza, perché se lo meritano. In generale “7 Sinners” è stato accolto bene, siamo contenti perché abbiamo lavorato duro e crediamo molto nell’album che abbiamo inciso.”

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